Il Ministero degli Esteri della RPDC: gli USA parlano di dialogo per ingannare l’opinione pubblica mondiale.

Il portavoce del Ministero degli Esteri della RPDC ha rilasciato la seguente dichiarazione:

Negli ultimi giorni, dirigenti statunitensi di alto livello fanno a gara tra loro parlando di “dialogo”. Questo non è altro che uno stratagemma astuto per eludere la loro colpa per la tensione che sta portando vicino alla guerra, fingendo di volersi astenere da azioni militari e di agire per il dialogo.
Sono gli Stati Uniti ad aver innescato un circolo vizioso di tensione, in conformità alla loro politica ostile tesa a soffocare la Corea Popolare con la forza delle armi, e ad aver spinto la situazione nella penisola coreana verso la fase peggiore. La tensione iniziò a crescere a causa dell’ennesima violazione, da parte degli Stati Uniti, del diritto della Corea del Nord di lanciare in orbita il satellite per scopi pacifici.
Non c’è paese al mondo che non reagisca alla lesione del legittimo diritto dello Stato sovrano per sviluppare lo spazio e la propria sovranità. Le manovre di guerra nucleare messe in scena dagli USA, in seguito della loro sollecitazione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per preparare le brigantesche “risoluzioni sulle sanzioni”, hanno costretto la RPDC a chiarire la sua posizione e a prendere contromisure militari per la propria difesa.
Si può capire di chi è la colpa di questa tensione cercando chi ne trae beneficio. E gli Stati Uniti ne hanno beneficiato drasticamente, aumentando il loro dispiegamento militare in conformità alla loro strategia per la regione Asia-Pacifico, introducendo massicciamente tutti i più recenti armamenti – incitando al contempo al confronto militare con la Corea Popolare.
Gli Stati Uniti, che considerano la RPDC come l’obiettivo principale del loro attacco nella regione Asia-Pacifico, non solo hanno dispiegato in campo tutti i mezzi operativi per un attacco nucleare, ma negli ultimi mesi hanno anche minacciato l’attacco nucleare più grande che ci sia mai stato.
Per i loro tre attacchi nucleari strategici, gli statunitensi hanno apertamente introdotto sottomarini nucleari al largo della penisola coreana, e hanno fatto sorvolare la penisola da bombardieri strategici per manovre di bombardamenti nucleari.
Il terzo attacco nucleare strategico consiste nel lancio di missili balistici intercontinentali che, come riferito, è stato rinviato per il momento, ma è previsto per maggio.
Anche in questo momenti gli Stati Uniti stanno mettendo in scena nelle acque della penisola incessanti esercitazioni di guerra nucleare che hanno come obiettivo la RPDC.
Nel contesto di questa situazione, il colmo della retorica, destinata a indurre in errore l’opinione pubblica mondiale, è parlare di dialogo per lo smantellamento del deterrente nucleare della Corea Popolare.
Gli Stati Uniti si stanno sbagliando se ritengono che la RPDC stia prestando la minima attenzione a queste chiacchiere: il loro parlare di dialogo è come l’invito di un rapinatore a negoziare, mentre sta brandendo la sua pistola.
Peggio ancora, l’affermazione degli Stati Uniti secondo cui si adopereranno per il dialogo solo quando la Corea del Nord mostrerà la sua volontà per la denuclearizzazione, è prima di tutto è un atto ostile molto impudente che ignora la linea del Partito del Lavoro di Corea e la legge della RPDC.
La RPDC non si oppone al dialogo, ma non ha alcuna intenzione di sedersi al tavolo di negoziati umilianti, mentre la controparte sfodera armi nucleari.
Il dialogo dovrebbe essere basato sul principio del rispetto della sovranità e sull’uguaglianza – questa è la coerente posizione della RPDC.
Un dialogo autentico è possibile solo nella fase in cui la Corea Popolare ha acquisito un deterrente nucleare sufficiente a disinnescare la minaccia statunitense di una guerra nucleare, a meno che gli Stati Uniti decidano di ritirare la loro politica ostile, la minaccia nucleare e il ricatto nei confronti della RPDC.
In questa occasione, essendo la Corea Popolare stata esposta alla minaccia diretta e sostanziale di un attacco nucleare da parte degli Stati Uniti, essa ha sentito il bisogno di rafforzare il proprio deterrente nucleare, sia in termini di qualità che di quantità.
E’ piuttosto naturale per la RPDC di prendere contromisure di autodifesa attraverso il rafforzamento della potenza nucleare, ora che gli Stati Uniti, il più grande stato provvisto di armi nucleari, minaccia e ricatta la Repubblica.
Le esercitazioni di attacco nucleare messe in scena dagli USA contro la Corea Popolare non lasciano altra scelta.
Non vi è alcuna garanzia che tali esercitazioni non diventino a una vera e propria guerra e gli Stati Uniti saranno ritenuti interamente responsabili di tutte le conseguenze che ne deriverebbero.
La Repubblica Popolare Democratica di Corea aumenterà le sue contromisure militari per la propria difesa, a meno che gli Stati Uniti decidano di cessare le esercitazioni di guerra nucleare e ritirino tutto i loro armamenti di aggressione.

Pyongyang, 16 aprile Juché 102 (2013)

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