Le proposte della RPDC al Sud per la fine delle ostilità

Da fine febbraio, avranno nuovamente luogo nella penisola coreana le esercitazioni militari USA – Sudcorea denominate Key Resolve e Foal Eagle. Queste esercitazioni di guerra, atte a simulare attacchi contro il Nord, si svolgono a ridosso del 38° parallelo e rappresentano non solo una provocazione, ma anche una violazione dello spirito delle Dichiarazioni Congiunte firmate negli anni della Sunshine Policy. Le esercitazioni del 2014 simuleranno, come riportato oggi dalla KCNA, “l’occupazione di Pyongyang e il controllo delle risorse nucleari” del Nord in caso di “emergenze nella RPDC”.

Si tratta dunque di una situazione gravissima per la stabilità della regione, per i rapporti Nord-Sud e per l’economia del popolo sudcoreano, che oltre a subire l’occupazione dei Marines è costretto a contribuire pesantemente per mantenerne la permanenza sul territorio nazionale, proprio come accadeva nelle colonie.

Riportiamo a seguire il comunicato diffuso dalla KCNA, con il testo dell’appello della Commissione di Difesa Nazionale (il massimo organo statale della Corea Popolare) alle autorità del Sud.

 

La Commissione di Difesa Nazionale della Corea Popolare avanza proposte risolutive alle autorità sudcoreane

 

Pyongyang, 16 gennaio (KCNA). La Commissione di Difesa Nazionale della Repubblica Popolare Democratica di Corea ha formulato le seguenti proposte di principio alle autorità sudcoreane, previa autorizzazione del governo, dei partiti politici e delle organizzazioni della RPDC:

 

Proponiamo l’adozione di misure concrete di fronte all’impellente necessità di instaurare un clima positivo in cui migliorare le relazioni nord-sud.

Proponiamo ufficialmente alle autorità sudcoreane di prendere misure pratiche per arrestare tutti gli atti di provocazione e di calunnia di una parte all’altra dal 30 gennaio, un giorno prima della festa del Capodanno Lunare.

Proponiamo un passo concreto per fermare tutti gli atti militari ostili di una parte contro l’altra, in risposta alla necessità storica di difendere la sicurezza e la pace della nazione.

Quindi, ancora una volta, proponiamo immediatamente e incondizionatamente di fermare tutti gli atti militari e ostili rivolti ai connazionali in collusione con gli stranieri.

Per il momento, le autorità sudcoreane devono prendere una decisione politica per l’annullamento delle esercitazioni militari congiunte “Key Resolve” e “Foal Eagle”, che hanno intenzione di mettere in atto a partire dalla fine di febbraio, con il pretesto di manovre “annuali e difensive”.

Se il “coordinamento” e la “cooperazione” con gli Stati Uniti sono così preziosi e di valore, sarebbe meglio svolgere tali esercitazioni in una zona separata o negli Stati Uniti, lontano dallo spazio terrestre, marittimo e aereo della RPDC.

Questa è la posizione della Repubblica Popolare Democratica di Corea.

Proponiamo in particolare di fermare tutti gli atti provocatori nei confronti dell’altra parte in terra, in mare e nell’aria incluse le cinque isole nel Mare Occidentale, punti caldi dove entrambe le parti sono quasi alla resa dei conti, puntandosi reciprocamente addosso i fucili.

Da parte sua, la RPDC mostrerà per prima la sua azione concreta per la realizzazione di questa proposta.

Proponiamo di adottare una misura reciproca concreta per evitare che un olocausto nucleare venga inflitto su questa terra.

La nostra forza nucleare serve come mezzo per dissuadere gli Stati Uniti da una minaccia nucleare. Non sarà mai un mezzo per ricattare i connazionali e per fare loro del male.

Chiediamo cortesemente alle autorità sudcoreane di non ricorrere all’atto sconsiderato di portare pericolosi ordigni nucleari degli USA in Corea del Sud e nelle aree intorno ad essa, prendendo questa occasione come un’opportunità.

La posizione della RPDC richiede che la parte Sud debba risolutamente rompere con l’atteggiamento del doppio gioco che da una parte tollera le armi nucleari degli estranei, sono dannose per i connazionali, e dall’altra parte vieta le armi nucleari ai connazionali che invece proteggono la nazione.

Se queste proposte vengono messe in pratica, sarà possibile risolvere tutti i problemi, grandi o piccoli, che ci sono nelle relazioni tra il Nord e il Sud, tra cui il ricongiungimento delle famiglie e dei parenti separati.

Esprimiamo l’aspettativa che le autorità sudcoreane risponderanno positivamente alle nostre risolutive proposte di principio.

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