ACCELERIAMO LA VITTORIA FINALE TRAMITE UN’OFFENSIVA IDEOLOGICA RIVOLUZIONARIA

Quella che presentiamo è la traduzione italiana di un discorso che il Compagno Kim Jong Un ha pronunciato all’apertura dei lavori dell’Ottava Conferenza dei Lavoratori Ideologici del Partito del Lavoro di Corea, conclusasi a Pyongyang il 25 Febbraio scorso. Il Primo Segretario del Partito del Lavoro di Corea ha chiarito in quest’occasione quali sono i compiti che spettano ai lavoratori ideologici della Corea Popolare, i quali sono stati chiamati ad unirsi all’esercito e agli altri lavoratori nelle loro attività atte al proseguimento della rivoluzione e della costruzione socialista, aspetti i quali, data la situazione attuale nella Penisola, possono essere sviluppati solo parallelamente ad un’offensiva ideologica. Quest’offensiva ideologica, nell’ottica del Compagno Kim Jong Un e conformemente a quanto già illustrato nei decenni passati da Kim Il Sung e Kim Jong Il nella loro produzione teorica, può essere condotta solo tramite una strenua difesa del socialismo in contrapposizione all’imperialismo e al capitalismo. Per chiarire questo concetto di importanza fondamentale, il relatore ha fatto uso anche di diversi esempi presi della storia stessa del Partito del Lavoro di Corea e del comunismo coreano in generale. Su tutti, egli ha citato le lotte condotte da Kim Il Sung e Kim Jong Il contro il fazionalismo ed il revisionismo moderno all’interno del Partito del Lavoro di Corea (in particolare si parla qui dei casi del 1953 e del 1956, nei quali furono eliminate dai ranghi militanti del Partito delle fazioni rispettivamente accondiscendenti nei confronti del nemico e favorevoli al processo di revisione del socialismo e del comunismo apertosi col XX Congresso del Partito Comunista dell’Unione Sovietica) , argomento estremamente attuale dato anche il recente caso di Jang Song Thaek, e il movimento rivoluzionario di Chollima, una campagna di massa collettivistica lanciata nel 1956 da Kim Il Sung, finalizzata a velocizzare la produzione dell’economia nordcoreana postbellica e a “portare rapidamente tutta le gente alla costruzione del socialismo e del comunismo, chiamando in causa l’eroismo di massa […]” (Kim Il Sung, Approfondiamo e sviluppiamo il Movimento della squadra Chollima, grande forza di propulsione nella costruzione socialista). Il Compagno Kim Jong Un ha anche accennato all’ardua lotta che il Partito del Lavoro di Corea ha dovuto affrontare negli anni ’90, successivamente alla caduta del blocco socialista e all’inasprimento delle sanzioni economiche occidentali alla Corea Popolare, e che è stato superato anche grazie alla dottrina militare del Songun, rivelatasi un ottimo deterrente per qualsiasi invasione di tipo imperialistico. La stampa della Corea Popolare, col Rodong Sinmun in testa, ha considerato questo discorso come un mezzo di studio fondamentale per capire quali siano le necessità materiali che, nel momento attuale, occorrono alla rivoluzione socialista e comunista coreana per portare avanti il proprio lavoro ideologico. Come al solito invitiamo il lettore occidentale a non arrestarsi allo stile di scrittura a volte un po’ ridondante del discorso in questione, in questo si tratta di un elemento necessario ai fini di una comprensione totale degli argomenti trattati, la quale dovrà successivamente essere messa in pratica in ogni aspetto del lavoro politico del Partito del Lavoro.

ACCELERIAMO LA VITTORIA FINALE TRAMITE UN’OFFENSIVA IDEOLOGICA RIVOLUZIONARIA
DISCORSO ALL’OTTAVA CONFERENZA DEI LAVORATORI IDEOLOGICI DEL PARTITO DEL LAVORO DI COREA
25 FEBBRAIO JUCHE’ 103 (2014)

kim

In un periodo per noi significativo, nel quale abbiamo appena celebrato il 40° anniversario della proclamazione, da parte del Compagno Kim Jong Il, del modellamento dell’intera società sulla base del Kimilsungismo come il principale obiettivo del nostro Partito, ci accingiamo a tenere l’Ottava Conferenza dei Lavoratori Ideologici del Partito del Lavoro di Corea.
Conformemente all’unanime desiderio di tutti i partecipanti alla conferenza e di tutti gli altri membri del Partito, colgo quest’occasione per porgere il mio più sentito rispetto nei confronti del grande Presidente Kim Il Sung, il fondatore e il costruttore dell’invincibile Partito del Lavoro di Corea, e al grande Generale Kim Jong Il, Segretario Generale Eterno del Partito.
Inoltre, in occasione di questa conferenza e in quanto Primo Segretario del Partito del Lavoro di Corea, ringrazio e saluto calorosamente i partecipanti presenti oggi e tutti gli altri lavoratori ideologici del Partito e responsabili dell’informazione, i quali hanno lavorato instancabilmente in ogni luogo di lavoro e postazione militare del paese col cuore ardente, come veri stendardi della rivoluzione e pionieri della nostra epoca.
Questa conferenza, di una portata senza precedenti nella storia del nostro Partito, sarà una pietra miliare e una svolta radicale nel lavoro per ricordare in eterno l’importanza delle immortali gesta rivoluzionarie del Presidente e del Generale i quali, tenendo alta la bandiera dell’ideologia dello Juchè, hanno guidato la rivoluzione coreana vittoriosamente. Questa conferenza servirà poi a comprendere e a confermare ancora una volta l’importanza del lavoro ideologico, a lanciare una vigorosa offensiva ideologica così come richiesto dai recenti sviluppi della nostra rivoluzione.
L’unica e vera arma della quale può dotarsi un partito politico che rappresenti gli interessi e il destino del popolo è l’ideologia. Senza l’ideologia, un partito non può essere fondato, non può esistere, e il suo lavoro e la sua lotta rivoluzionaria sono inscindibili dal lavoro ideologico. Le tradizioni rivoluzionarie e la rivoluzione stessa progrediscono con la forza dell’ideologia.
L’unica arma della quale la rivoluzione coreana si è dotata fin dal suo difficile inizio è stata appunto una grande ideologia rivoluzionaria. I rivoluzionari coreani hanno aumentato il numero dei loro compagni e hanno ottenuto armi materiali solo grazie alla forza dell’ideologia; solo sulla base dell’ideologia rivoluzionaria hanno potuto sconfiggere delle potenze imperialiste e costruire un sistema socialista prospero. Nella storia dell’umanità non vi è alcuna rivoluzione di nessun paese o di nessun partito che, più della nostra, ha potuto iniziare il proprio cammino con un’ideologia rivoluzionaria così ben definita e fare di quest’ultima un punto di forza fondamentale per la lotta e la trasformazione sociale.
L’intero corso della storia della rivoluzione coreana può essere riassunto tramite l’importanza del lavoro ideologico e della messa in pratica dell’ideologia rivoluzionaria del Presidente e del Generale.
Nella nostra rivoluzione il lavoro ideologico ha rappresentato sempre la prerogativa più importante, e non a caso è stato stabilito un sistema ideologico compatto fin dai primi giorni della nostra lotta.
Grazie alla guida del Presidente e del Generale, i quali durante tutto il corso della loro carriera rivoluzionaria hanno dato priorità al lavoro ideologico e hanno superato ogni difficoltà sorta in seno al Partito, la rivoluzione coreana è uscita sempre vittoriosa, indipendentemente dagli ostacoli che le si sono posti davanti. Temprando la forza di volontà dell’esercito e del popolo in fasi di grande espansione rivoluzionaria, il nostro Partito ha potuto vedere chiaramente quali fossero le prove decisive per la vittoria o per la sconfitta della rivoluzione, per il suo proseguimento o per il suo arresto, e la nostra lotta ha conseguito grandi successi ogni qualvolta si sia ripreso con serietà il lavoro ideologico.
La Terza Conferenza dei Lavoratori Ideologici del Partito del Lavoro di Corea, la quale si è tenuta 40 anni fa e nella quale il Generale ha proclamato il modellamento dell’intera società in base al Kimilsungismo come il principale obiettivo del nostro Partito, riveste un’importanza particolare nella nostra storia e ha aperto una nuova fase rivoluzionaria concernente il rafforzamento della nostra ideologia.
Il fatto che il Generale abbia stabilito il Kimilsungismo come l’ideologia principale del nostro Partito e abbia proclamato il modellamento dell’intero società in base ad esso come principale obiettivo del Partito stesso ha rappresentato un evento di grande rilevanza politica, il quale ha indicato alla nostra rivoluzione la strada atta al conseguimento della vittoria finale, avvicinandoci a quest’ultima e incitando in questo senso l’esercito e il popolo.
Lo storico proposito di modellare l’intera società in base al Kimilsungismo ha dato vita a una dirigenza rivoluzionaria la quale ha potuto conseguire un’assoluta omogeneità ideologica per la prima volta nella storia di un partito rivoluzionario, a delle forze armate rivoluzionarie invincibili che marciano tenendo alta la bandiera rossa del Partito del Lavoro di Corea e a ranghi di militanti rivoluzionari uniti fra di loro come un solo uomo.
La storia dimostra chiaramente che un paese prospero, indipendente, autosufficiente e autonomo nella difesa nazionale è stato edificato su questa nostra terra, dove già da tempo il servilismo nei confronti delle grandi potenze e il dogmatismo erano stati eliminati, dove è stata creata una vera e propria fortezza socialista, la quale continua a rimanere in piedi nonostante gli sconvolgimenti politici che scuotono tutto il mondo e le manovre ostili degli imperialisti per isolarci e soffocarci.
Al giorno d’oggi, l’umanità dovrebbe studiare il Kimilsungismo-Kimjongilismo per trovare una propria strada. In ogni luogo del mondo, l’ideologia incentrata sulle masse e la teoria rivoluzionaria concernente l’indipendenza sono divenute simboli e stendardi della lotta di ogni popolo che aspiri a libertà e felicità.
Eterna è la gloria che il nostro esercito e il nostro popolo meritano per aver saputo condurre per decenni la rivoluzione sulla strada indicata dall’ideologia del nostro Partito, nel paese che ancora oggi viene ammirato per aver dato origine ad un’ideologia caratteristica dell’era dell’indipendenza.
L’ottenere la vittoria finale della rivoluzione coreana tenendo alta la bandiera del Kimilsungismo-Kimjongilismo, così come necessita la storia, è il loro desiderio più grande.
Dobbiamo considerare il modellamento dell’intera società sulla base del Kimilsungismo-Kimjongilismo come il principale obiettivo del nostro Partito e portare a compimento la rivoluzione coreana senza alcun ripensamento, sulla base dell’ideologia e di un’unità monolitica.
Coloro che si impegnano nel modellare l’intero Partito e l’intera società sulla base del Kimilsungismo-Kimjongilismo sono lavoratori ideologici.
Da un corretto lavoro ideologico non dipende solo la possibilità di fare di ogni membro della società un militante rivoluzionario del Kimilsungismo-Kimjongilismo, ma anche la possibilità di adattare ogni aspetto della vita sociale in base a quest’ultimo.
Dovreste riflettere nuovamente sui motivi che hanno spinto il Generale a convocare la succitata conferenza dei lavoratori ideologici e a proclamare dinnanzi ai responsabili dell’informazione del Partito l’obiettivo di modellare l’intera società in base al Kimilsungismo.
Dovremmo dapprima scatenare una lotta sul fronte ideologico del Partito e successivamente intensificare il lavoro ideologico, in maniera tale da velocizzare notevolmente la marcia della nostra rivoluzione e modellare l’intera società in base al Kimilsungismo-Kimjongilismo.
Abbiamo tratto grandi esperienze nell’aver portato avanti risolutamente il compito di modellare l’intera società in base al Kimilsungismo, tramite un’intensa offensiva ideologica, dei mezzi di comunicazione forti e una grande motivazione al lavoro e al sacrificio, con cui è stato spesso possibile mobilitare tutto il paese.
Questa conferenza è finalizzata principalmente a tenere alta l’ideologia dello Juchè, una forte arma rivoluzionaria, in maniera tale da accelerare il conseguimento della vittoria finale della rivoluzione.
Conformemente alle necessità materiali nel nostro lavoro di modellare l’intera società in base al Kimilsungismo-Kimjongilismo, principale obiettivo nel lavoro ideologico del nostro Partito, il Comitato Centrale di quest’ultimo ha fatto della frase “Affrettiamo la vittoria finale tramite un’offensiva ideologica rivoluzionaria!” lo slogan politico principale dell’Ottava Conferenza dei Lavoratori Ideologici del Partito del Lavoro di Corea.
Fiducioso di come tutti i partecipanti a questa conferenza e gli altri lavoratori ideologici del Partito, consci delle enormi responsabilità nel grande lavoro ideologico che si prospetta loro, daranno la priorità al rafforzamento dell’ideologia rivoluzionaria del nostro Partito e della forza di volontà dell’esercito e del popolo, vorrei discutere riguardo alcuni problemi recentemente presentatisi nel lavoro ideologico del nostro Partito.
Prima di tutto, dovremmo concentrare tutti gli sforzi del lavoro ideologico del Partito nello stabilire fermamente un sistema di comando monolitico e compatto all’interno del Partito stesso.
Ciò sarebbe utile a consolidare l’unità e la coesione del Partito, della dirigenza rivoluzionaria di quest’ultimo e della sua efficienza militante in ogni aspetto, a seguire alla lettera gli insegnamenti del Presidente e del Generale e a realizzare gli ideali del nostro popolo in un futuro prossimo.
Attualmente ci troviamo in una fase cruciale del nostro lavoro, nella quale dobbiamo superare le difficoltà contrastanti la nostra rivoluzione raccogliendo più fermamente l’esercito e il popolo attorno al Partito e risvegliando il loro entusiasmo patriottico, la loro saggezza e la loro intraprendenza, in maniera tale da facilitarci sempre di più il lavoro di costruzione di un paese prospero.
Il sistema ideologico e di comando rivoluzionario più adatto a portare a termine più scrupolosamente i compiti succitati corrisponde perfettamente a una direzione monolitica e compatta del Partito.
Il lavoro ideologico del nostro Partito deve assolutamente iniziare dagli obiettivi che gli si prospettano innanzi nel momento attuale, e impiegare tutte le proprie energie per conseguirli.
Nonostante questo, le organizzazioni di Partito stanno rivelando una loro tendenza a prestare fede solo a parole al compito di stabilire un sistema di comando monolitico e compatto all’interno del Partito, occupandosi di questa questione solo in forma scritta e mai attraverso la pratica.
Nonostante si siano tenute delle ampie discussioni di Partito durante sessioni di studi, pubbliche letture e conferenze, con tanto di documenti alla mano sulla questione, le organizzazioni di Partito hanno fallito nello smascherare e nel distruggere preventivamente un moderno gruppo di frazionisti, il quale ha potuto formarsi in seno al Partito stesso.
Nonostante il nostro Partito disponga di una grande ideologia rivoluzionaria, di linee politiche assolutamente corrette, di organizzazioni di Partito e di militanti eccellenti, un gruppo frazionista si è formato nuovamente in seno al Partito. A causa di ciò, i nostri lavoratori ideologici sono parzialmente da biasimare.
Questo moderno gruppo di frazionisti corrispondeva ad un’entità politica degenerata la quale dall’esterno si è fatta spaventare dalle pressioni degli imperialisti e dall’interno è stata contaminata dall’ideologia e dalla cultura borghese.
La pratica frazionista di opporsi alla dirigenza monolitica del Partito sfocia nella degenerazione ideologica, e i rinnegati dell’ideologia tendono spesso a apporsi al Partito e alla rivoluzione per un lungo periodo.
La premessa per lo stabilirsi di una dirigenza rivoluzionaria monolitica e compatta è proprio l’educazione del Partito e dei ranghi rivoluzionari tramite un’unica ideologia.
L’obiettivo dell’offensiva ideologica rivoluzionaria atta a stabilire una dirigenza monolitica del Partito è quello di fare del Kimilsungismo-Kimjongilismo e dei suoi risvolti pratici, ovvero le linee politiche del Partito, un elemento di incrollabile vitalità per le masse popolari.
L’ideologia rivoluzionaria del nostro Partito è conforme alle aspirazioni e ai desideri delle masse popolari, e non vi è alcuna nostra linea politica che non possa essere compresa e accettata da queste ultime.
Dovrebbe essere effettuata una svolta nell’offensiva ideologica del Partito tramite lo studio, in maniera tale da essere ben formati tramite la conoscenza delle opere del Presidente e del Generale e e dei documenti del Partito.
Le opere e i documenti succitati rappresentano un ottimo materiale per l’apprendimento della nostra ideologia e una grande enciclopedia comprendente le linee politiche del nostro Partito.
Nel caso in cui tutti i membri del Partito, i lavoratori e i soldati studino questi scritti in ordine cronologico e con un metodo di lavoro sistematico e coerente, essi potranno dotarsi dei principi dell’ideologia dello Juchè, della dottrina del Songun, del patriottismo di Kim Jong Il, delle tradizioni rivoluzionarie del nostro Partito, e capire appieno le linee politiche recentemente avanzate dal Partito.
Quel che importa è portare avanti il lavoro di educazione ideologica con una metodologia scrupolosa, in maniera tale che tutti possano essere ben formati attraverso le istruzioni che il Presidente e il Generale hanno dato ai loro settori e alle loro unità, in maniera tale da fare delle linee politiche del Partito un principio direttivo che ispiri durante il proprio lavoro e la propria vita.
E’ necessario spiegare alle masse le politiche del Partito di un dato periodo storico in modalità logiche e convincenti, in maniera tale che le masse stesse possano simpatizzare con esse e accettarle come i propri obiettivi. Dovreste prestare attenzione sull’informare il popolo con termini semplici su quanto esso ha diritto e dovere di sapere nello stesso modo in cui indichereste ad una persona assetata dove essa possa trovare dell’acqua.
In futuro, se tutti i rappresentanti di un’unità ideologica saranno informati sulle politiche del Partito come se si trattassero di questioni concernenti la loro stessa famiglia, quell’unità avrà svolto efficientemente il proprio lavoro ideologico e avrà stabilito fermamente un’unione monolitica col Partito.
Nel lavoro ideologico non devono mai essere permesse delle eccezioni.
Nello stesso modo in cui un popolare detto afferma come una pietra, seppur piccola, possa sempre raccogliere muschio rotolando, analogamente si tende a degenerare ideologicamente nel momento in cui si viene trattati con occhi di riguardo o differentemente rispetto agli altri. Vi potranno essere degli incarichi speciali commissionati dal Partito, ma nel nostro Partito non possono esservi eccezioni e nessuno dovrebbe essere autorizzato a trascurare il lavoro ideologico e a essere ignorante delle linee politiche del socialismo. Per quanto riguarda le unità speciali del Partito, esse dovrebbero essere ancora più esperte nel campo dell’ideologia, con una resistenza di ferro forgiatasi appunto nella fornace della lotta ideologica.
I lavoratori ideologici dovrebbero essere capaci di individuare eventuali elementi estranei al Partito in un istante. Essi devono utilizzare un “bisturi” ideologico, in maniera tale da sradicare immediatamente le cause di reati quali appunto contestare le politiche del Partito, diffamare il lavoro della sua dirigenza rivoluzionaria apertamente o segretamente o portare corruzione borghese fra i nostri ranghi rivoluzionari contrariamente ai principi di classe del nostro Partito.
E’ importante condurre il lavoro di infondere un’unica ideologia nel Partito e nei ranghi rivoluzionari unitamente alla lotta politica pratica.
La vera ideologia di una persona non si esprime tanto nella sua retorica o formazione rivoluzionaria quanto piuttosto nei suoi comportamenti pratici e negli esiti finali di questi ultimi. Si esprime attraverso l’essere armati dell’ideologia del Partito come proprio principio guida e il portare avanti i piani e le decisioni del Comitato Centrale del Partito stesso, secondo il livello di partecipazione richiesto da esso.
Cercare di migliorare il sistema ideologico del Partito e portare a compimento le sue politiche sono la più chiara manifestazione di lealtà nei confronti di esso e un’importante occasione per vedere come le sue linee politiche divengano un principio guida del popolo.
I soldati e i costruttori che l’anno scorso hanno portato a compimento con successo il progetto sul Passo Masik erano determinati, anche a costo della loro stessa salute, a non ritardare nemmeno di un giorno il piano di costruzione stimato dal Comitato Centrale del Partito; essi hanno compiuto enormi sforzi per completare il progetto in un anno quando ce ne sarebbero voluti almeno dieci, difendendo così il prestigio del Partito.
Il lavoro politico all’interno dell’Esercito Popolare, che era un lavoro ideologico su tre fronti, con un carattere offensivo di un’entità tale da ispirare chiunque, dai generali fino ai semplici soldati aventi il desiderio di portare a compimento le istruzioni del Comandante Supremo, funge da buon esempio nell’ambito dell’offensiva ideologica da scatenare per stabilire un sistema di comando monolitico e compatto del Partito.
Nel seguire le istruzioni del Presidente e del Generale, la nuova linea del Partito di sviluppare i due principali fronti parallelamente e le altre politiche della nostra organizzazione, tutti i settori e le unità del Partito dovrebbero compiere un’analisi ideologica e una consequenziale correzione dei loro errori, trovando inoltre le cause di questi ultimi. Inoltre dovrebbero continuare la campagna di informazione e motivazione tramite l’Esercito Popolare, in maniera tale da imparare da quei soldati che, a costo della loro salute, si impegnano quotidianamente nel portare a termine i loro compiti.
Gli obiettivi principali da colpire durante questa offensiva ideologica per stabilire un sistema di comando monolitico e compatto nel Partito sono ovviamente i punti di vista ideologici errati e l’atteggiamento di alcuni ufficiali che danno supporto verbale alle politiche del Partito ma che, nell’immediato, non fanno nulla per metterle in pratica.
E’ urgente combattere gli errori ideologici degli ufficiali che rimangono indifferenti agli ostacoli che si presentano sulla strada per mettere in pratica le politiche del Partito nel loro settore, nelle loro unità e nelle loro regioni, così come è necessario contrastare le difficoltà alle quali deve ancora sottostare il nostro popolo nel suo quotidiano. L’educazione e la campagna ideologica volta a sradicare elementi ideologici errati quali disfattismo, spirito di autoconservazione, formalismo, opportunismo, irresponsabilità e egocentrismo dovrebbe essere condotta con una metodologia appropriata. I settori di informazione e organizzazione del Partito dovrebbero essere scrupolosi nel lavorare fra di loro, mentre la campagna ideologica dovrebbe essere supportata anche da azioni di tipo legale, in maniera tale da massimizzare la sua efficienza.
La forza di volontà del nostro esercito e del nostro popolo i quali, dopo aver liquidato il gruppo frazionista succitato, hanno rinnovato la propria determinazione nel seguire il Comitato Centrale del Partito, dovrebbe essere incoraggiata sempre di più, in maniera tale da farla divampare come le fiamme di una grande iniziativa rivoluzionaria.
Storicamente parlando, nella Guerra di Liberazione della Patria è stata conseguita una grande vittoria successivamente all’eliminazione di una cricca antipartito e controrivoluzionaria, eseguita dopo la Quinta Sessione Plenaria del Comitato Centrale del Partito; la spinta rivoluzionaria Chollima è stata portata avanti nel 1956, nel corso dell’eliminazione di un altro gruppo frazionista; infine, sono stati conseguiti successi di enormi proporzioni nel nostro confronto con gli Stati Uniti e nell’industrializzazione socialista del paese, successivamente all’accusa e all’eliminazione dei revisionisti antipartito durante la Quindicesima Sessione Plenaria del Quarto Comitato Centrale del Partito.
Il fronte ideologico del Partito dovrebbe incoraggiare attivamente tutti i membri del Partito e gli altri lavoratori a seguire le orme dei propri predecessori e a divenire stendardi della rivoluzione e lavoratori modello durante la lotta per affermare il Comitato Centrale del Partito, portando avanti una spinta rivoluzionaria.
Se tutti i soldati e i compagni, fermamente raccolti attorno al Partito, compiono progressi sostanziali nell’edificazione del socialismo, coloro i quali vacillano per mancanza di fiducia saranno incoraggiati e il sistema di comando monolitico e compatto del Partito sarà stabilito definitivamente.
Un altro importante compito del lavoro ideologico del nostro Partito è quello di organizzare una forte campagna ideologica per dare maggior impeto alla lotta per difendere il socialismo.
Al giorno d’oggi, così come era anche in passato, il socialismo rappresenta l’ideale dell’umanità intera, e è il fine ultimo della storia.
Rischiando la libertà del nostro popolo indipendente e il destino del socialismo durante la nostra lotta contro il barbaro imperialismo, non stiamo facendo altro che seguire il corso naturale della storia. Oggi, la strada socialista e l’inevitabilità della sua vittoria dipendono dalla lotta dei rivoluzionari coreani.
Per compiere questa nobile missione che il nostro Partito e il nostro popolo portano avanti per conto della storia e dell’umanità intera, i lavoratori ideologici, gli elementi più convinti del socialismo e fondamentali del nostro Partito, dovrebbero divenire, metaforicamente, le fiaccole e le trombe immortali della rivoluzione.
Essi dovrebbero dare ai membri del Partito e ai lavoratori una visione chiara dell’importanza e del carattere dell’attuale lotta per difendere il socialismo.
Durante la lotta che abbiamo condotto per difendere il socialismo negli anni ’90 del secolo scorso, abbiamo compiuto un miracolo storico nel salvaguardare la nostra ideologia e il nostro sistema contro le forze imperialiste coalizzate fra loro per isolare e soffocare il nostro paese.
L’instancabile lotta per difendere il socialismo può essere portata avanti e può prevalere contro l’imperialismo in ogni aspetto della vita sociale solo consolidando le vittorie e i successi che finora abbiamo conseguito e dando pieno risalto ai vantaggi e alla grandezza del socialismo stesso.
Recentemente, il nostro Partito ha indicato nei fronti dell’agricoltura e dello sviluppo scientifico dei bastioni dai quali difendere il socialismo. L’intenzione del nostro Partito è quella di ricordare costantemente al nostro popolo come esso sia coinvolto in una feroce e apparentemente invisibile lotta contro gli imperialisti non solo sul fronte della guerra, dove i soldati si puntano ognuno i fucili contro l’altro, ma anche nelle case e nei luoghi di lavoro della nostra gente. Se noi, riposando sugli allori e esaltando all’inverosimile i nostri successi passati, non portiamo avanti una spinta innovativa alla rivoluzione e alla costruzione, non potendo così migliorare la vita materiale del nostro popolo, allora il nostro socialismo è destinato a perdere vitalità.
Dovremmo edificare un paese prospero in tempi brevi, dando pieno risalto ai vantaggi e alla grandezza del socialismo, caratteristiche che il capitalismo non potrà mai imitare o possedere, in maniera tale da rendere il socialismo assolutamente differente dal capitalismo, così come il cielo lo è dalla terra.
Una vigorosa campagna ideologica dovrebbe essere portata avanti per dimostrare la grandezza dell’unità fra il nostro esercito e il nostro popolo, in maniera tale da affrettare il processo di edificazione di un paese prospero.
L’unità monolitica dell’esercito e del popolo col Partito costituisce l’elemento distintivo del nostro socialismo e una base importante nel processo di costruzione di un paese prospero. I miracoli economici che ultimamente si sono susseguiti uno dopo l’altro, scuotendo le terra, le montagne e i fiumi di tutto il paese non sono altro che il frutto della grande unità fra l’esercito e il popolo, dei loro sforzi congiunti.
L’Esercito Popolare dovrebbe anch’esso, in futuro, essere un esempio nel rafforzare l’unità fra i soldati e il popolo. Esso dovrebbe intensificare il lavoro di informazione e motivazione portato avanti per dare risalto alla grandezza di un esercito forte nell’ideologia, nella difesa nazionale e nella costruzione socialista. Le organizzazioni di Partito e gli organi politici nell’esercito dovrebbero coniare di continuo termini della nostra era quali ad esempio la “Velocità di Masikryong”, portando avanti la gloriosa storia dell’esercito rivoluzionario che ha dimostrato, col suo spirito indomito, come la determinazione della Corea non sia altro che un riflesso dei suoi valori, mentre le organizzazioni civili del Partito dovrebbero accelerare il lavoro di apprendimento dallo spirito rivoluzionario e combattivo dei soldati.
Quando arriverà il tempo in cui dovremo combattere a costo della nostra stessa vita contro il nemico, conseguiremo la vittoria in base alla forza dell’unità fra l’esercito e il popolo, in base alla resistenza di quest’ultimo, basata sullo spirito rivoluzionario e militante dei nostri compagni.
Tutti i settori e le unità dovrebbero lanciare una dinamica offensiva ideologica, in maniera tale da far divampare le fiamme dell’innovazione collettivistica e rivoluzionaria.
Il nostro popolo ha già sperimentato l’inaugurazione di un periodo di massimo splendore, reso possibile dalla costruzione socialista e dal movimento di innovazione collettivistica degli anni ’70, un decennio di grandi cambiamenti.
Negli anni ’70, quando in tutto il paese suonavano i tamburi della rivoluzione e le trombe risuonavano nell’aria per la campagna di alta velocità nella produzione, il nostro popolo ha portato avanti grandiose creazioni e trasformazioni senza precedenti nella storia della Corea, mentre militarmente teneva testa alle esercitazioni militari su larga scala condotte dagli imperialisti nordamericani. Fu in quei giorni che il nostro paese ha abolito, per la prima volta nella storia, qualsiasi sistema di tassazione, esteso l’istruzione obbligatoria universale a 11 anni e iniziato a fornire un’ enorme assistenza ai paesi in via di sviluppo e ai movimenti di liberazione nazionale di tutto il mondo.
E’ intenzione del Partito quella di portare avanti la costruzione di un gigante economico e di uno stato civile, sottolineando però la grandezza del socialismo e del collettivismo, così come ha fatto negli anni ’70.
Le fiamme del movimento per la vincita del titolo del 7° Reggimento O Jung Hup e il Movimento delle Tre Rivoluzioni della Bandiera Rossa dovrebbero divampare rispettivamente ancora di più nelle unità militari e civili, e l’emulazione socialista dovrebbe essere portata avanti in tutti i settori, unità e regioni del paese; facendo così, ci potremo assicurare di come una grande ventata di competizione amichevole e collettivistica attraversi tutto il paese.
Attualmente, il nostro Partito chiede che tutti i settori militari e civili formino delle unità modello e che, con esse, facciano divampare sempre di più le fiamme di innovazioni e conquiste congiunte, conseguite assieme.
La campagna contro l’abuso di autorità e il burocratismo deve essere intensificata in maniera tale che tutti gli ufficiali, condividendo benessere e privazioni con le masse popolari, siano anch’essi oggetto di critiche e che uniscano i loro collettivi e i loro uomini migliori ai movimenti di innovazione di massa.
Dovrebbero essere portati a termine anche degli sforzi per informare e motivare il popolo circa il principio dell’autosufficienza, la cui grandezza è stata dimostrata dalle grandi prove alle quali la storia ci ha sottoposto.
Possiamo affermare come l’intera storia del nostro socialismo risieda nel principio dell’autosufficienza. Nei giorni in cui il nostro Partito e il nostro popolo hanno costruito il socialismo con le loro sole forze, essi hanno affrontato prove e difficoltà inenarrabili, ma sono stati degni di onori che nella storia del nostro paese non si erano visti nemmeno in migliaia di anni. Se noi, cedendo alle pressioni delle forze imperialiste, avessimo abbandonato il principio dell’autosufficienza, il nostro socialismo di tipo Juchè non avrebbe potuto sussistere e il nostro paese sarebbe caduto così come il resto del sistema socialista mondiale. Sulla scia dell’autosufficienza è nato, dalle rovine della guerra, il movimento Chollima, così come adesso si è potuto verificare il miracolo di vedere il nostro paese capace di assemblare e mettere in orbita un satellite artificiale o di dotarsi di armi nucleari, grandi eventi nella storia della nostra nazione.
I lavoratori ideologici dovrebbero intensificare, fra gli ufficiali e i lavoratori, l’educazione rivoluzionaria tramite gli insegnamenti dati dalla costruzione del nostro socialismo, in maniera tale da chiarire ad essi come l’autosufficienza sia la strada giusta per edificare un paese prospero.
L’autosufficienza rappresenta lo spirito dell’autosostentamento nazionale e di portare fino al limite ogni nostro compito, per continuare a vivere coi nostri soli sforzi, con le nostre sole risorse e la nostra sola tecnologia. E’ necessario continuare a conseguire successi con lo stesso spirito col quale, dal nulla, abbiamo potuto produrre trattori e locomotive elettriche, o col quale abbiamo conquistato la spazio tramite i nostri soli sforzi e la nostra sola tecnologia. Dovremmo intensificare il lavoro di informazione e motivazione per fare in modo che tutti si impegnino maggiormente nella campagna atta a rendere ogni aspetto del socialismo invidiabile e introvabile altrove, consci del fatto di doversi spingere fino al limite dell’avanguardia nelle loro case e nei loro luoghi di lavoro. Dovremmo supportare ideologicamente gli sforzi per fare breccia nelle manovre imperialiste per monopolizzare l’alta tecnologia, e possedere delle nostre scienze e tecnologie avanzate.
E’ importante supportare attivamente gli scienziati e i tecnici nel loro compito di difendere fermamente le loro posizioni rivoluzionarie nella nostra grande marcia per l’autosufficienza, guidata dalla locomotiva della scienza e della tecnologia. I lavoratori ideologici dovrebbero giocare un ruolo importante nel creare un clima atto a favorire l’importanza della scienza in tutta la nostra società e nel fare del nostro popolo un popolo ben istruito nella scienza e nella tecnologia.
Dobbiamo lanciare un’offensiva di sensibilizzazione per superare ideologicamente e moralmente le forze reazionarie degli imperialisti, le quali stanno cercando di soffocare il socialismo con ogni mezzo possibile.
Ora gli imperialisti sono impegnati in un’ardua campagna per trasformare il nero in bianco e persistono nei loro tentativi di infiltrare l’ideologia e la cultura corrotta e reazionaria nel nostro paese, avendo come obiettivi delle loro azioni i nostri soldati e i nostri giovani, mentre compiono scorrette manovre per applicare ulteriori sanzioni al nostro paese e soffocarlo. Tenendo conto di come anche in passato l’ideologia e la cultura reazionaria fossero il loro principio guida, questi elementi stanno giocando anche oggi un ruolo di primaria importanza nel processo di aggressione imperialista.
La lotta per difendere il socialismo dovrebbe essere un’operazione offensiva la quale dall’esterno prevalga politicamente e ideologicamente sugli imperialisti, i quali cercano di arrestare il nostro cammino, e dall’interno spazzi via le pratiche antisocialiste, l’ideologia e la cultura decadente, per mezzo dell’ideologia e della cultura rivoluzionaria.
I lavoratori ideologici dovrebbero scoraggiare il nemico lanciando una significativa campagna mediatica contro di esso, la quale dovrebbe dare ampio spazio alla validità della nostra ideologia e della nostra causa e mettere a nudo la vulnerabilità e la natura fallace delle manovre imperialiste. Essi dovrebbero produrre dei “missili” ideologici in larga scala, i quali possano schiantarsi sul nemico e instillare ferma fiducia nella vittoria nei nostri soldati e nel nostro popolo.
Essi dovrebbero prendere l’iniziativa nel lanciare operazioni che facciano finire le manovre degli imperialisti per l’infiltrazione culturale e ideologica in una nuvola di fumo, prevenendo l’influenza dell’ideologia capitalistica, che il nemico sta costantemente tentando di diffondere entro i nostri confini.
Per natura, le masse lavoratrici rifiutano l’ideologia e la cultura borghese, che segue il principio dell’onnipotenza del denaro e la legge della giungla. Dobbiamo produrre e pubblicizzare sempre più opere artistiche e letterarie rivoluzionarie, articoli e presentazioni del nostro socialismo, che contengano i sogni e gli ideali delle masse popolari e che trabocchino di spirito nazionale, in maniera tale che il popolo giri di propria iniziativa le spalle all’ideologia borghese. Bisognerebbe prendere una misura decisiva nel fare di internet un mezzo per pubblicizzare la nostra ideologia e la nostra cultura, in maniera tale da frustrare le manovre degli imperialisti per propagandare l’ideologia borghese monopolizzando gli ultime conquiste scientifiche e tecnologiche compiute dall’umanità.
Il lavoro ideologico del Partito dovrebbe essere condotto con forza e aggressivamente.
La strategia e la tattica del nostro Partito nel lavoro ideologico è quella di infiammare tutto il paese con grandi agitazioni rivoluzionarie, in maniera tale da far divampare fieramente le fiamme dell’offensiva ideologica con spirito offensivo contro ogni ostacolo.
La posizione ideologica del nostro Partito dovrebbe essere strutturata tramite il principio dell’attacco, non della difesa.
Dovremmo condurre l’educazione ideologica atta a pervadere l’intera società con l’ideologia rossa del Partito del Lavoro in modo attivo e il lavoro politico atto a rafforzare la forza di volontà dei soldati e del popolo come se ci trovassimo in trincea; dobbiamo inoltre condurre una lotta per spazzare via in tempi brevi ogni idea errata o modo di fare errato.
Per condurre un lavoro ideologico aggressivamente è necessario, soprattutto, sradicare la visione disfattista delle cose che si è rivelata fra i ranghi dei lavoratori ideologici.
I lavoratori ideologici colpiti da tale visione non possono compiere nemmeno un passo da soli, nonostante essi siano comunque parte integrante delle forze combattenti per l’offensiva ideologica.
Lo spirito di Yongil, nato nella foresta del Monte Paektu, e l’eroico spirito di abnegazione rivoluzionaria di Xiaowangqing e Chechangzi non sono nati in tempi di pace o ordinari, e la leggenda di Chollima, i miracoli della campagna per la velocizzazione della produzione, lo spirito rivoluzionario e militante del Partito e lo spirito di Kanggye non sono nati in circostanze più favorevoli di quelle nelle quali ci troviamo oggi.
Compagni,
Il disfattismo nel lavoro ideologico è più pericoloso che in quello economico. La presente offensiva ideologica deve iniziare dall’allontanare i lavoratori ideologici dal disfattismo.
Coloro che sono impegnati nel lavoro ideologico nella patria dello Juchè non devono aspettare un miracolo per attivarsi, ma devono andare di proposito dal popolo portando con loro l’arma dell’ideologia, divenendo militanti attivi e creatori devoti, trovando soluzioni ad ogni problema con l’aiuto del popolo.
I luoghi adibiti alla difesa nazionale, le fabbriche e le fattorie collettive che si trovano presso ai vostri uffici sono l’esempio di uno strabiliante sistema di comando istituito da uomini più che grandi, i quali hanno visto nelle opinioni dei soldati e del popolo il metodo migliore per fare delle avversità vantaggi e delle privazioni prosperità.
Se lavorerete con l’esempio di comando rivoluzionario del Presidente e del Generale sempre fisso nella vostra mente, non vi sarà mai nulla nel vostro lavoro che non potrete comprendere o superare, e il lavoro ideologico del nostro Partito farà divampare le fiamme di una grande spinta rivoluzionaria in avanti.
Per assicurare la vittoria all’offensiva ideologica rivoluzionaria, dovremmo aprire il fuoco di una campagna ideologica e sparare i nostri colpi in maniera concentrata e progressiva sugli obiettivi giusti.
Per prima cosa, arruolando tutte le forze e i mezzi già assicurati per l’informazione e la motivazione del popolo, dovreste condurre il vostro lavoro ideologico in maniera flessibile e intensiva.
Quando il Partito indica una nuova linea politica, tutti settori dell’educazione, della lettura e della motivazione e i mass media dovrebbero venire mobilitati per informare tutto il popolo, andando dagli ufficiali negli organi centrali del paese fino ai contadini in remoti e montuosi villaggi. I contenuti, le forme, gli obiettivi e i metodi del lavoro ideologico devono essere tutti, senza alcuna esclusione, subordinati alle nostre prerogative rivoluzionarie. Le forze e i mezzi per il lavoro di informazione e motivazione dovrebbero concentrarsi ai progetti ai quali il Partito conferisce importanza, in maniera tale da suonare il tamburo per un nuovo e rivoluzionario balzo in avanti.
Dando grande spazio alle intenzioni del Partito e continuando a guidare un’avanzata generale nella lotta ideologica, il lavoro ideologico dovrebbe assicurarsi che tutte le idee e i comportamenti errati non facciano mai breccia nei nostri ranghi.
Ciò potrebbe essere paragonato all’atto di rimuovere la neve accumulatasi su una pista per evitare che quest’ultima si blocchi. Il lavoro ideologico non deve essere condotto come un fuoco di paglia o come una cerimonia, ma in maniera regolare, indipendentemente dal tempo e dal luogo di lavoro, tanto che la gente possa assimilare le idee del Partito nello stesso modo in cui essa respira l’aria. Una campagna ideologica dovrebbe essere condotta senza esitazioni e intensivamente, in maniera tale da spazzare via ogni tendenza ideologica errata o stile di vita errato.
E’ anche importante selezionare gli obiettivi giusti nell’offensiva ideologica basandosi sulla comprensione delle loro premesse, delle loro caratteristiche e delle loro tendenze ideologiche, applicando mezzi e metodi appropriati.
Il Presidente Kim Il Sung ha già detto che il lavoro con il popolo dovrebbe essere condotto nello stesso modo in cui una madre si comporta coi propri figli, quando essa usa le stesse parole per parlare con questi ultimi, indipendentemente dalla loro età, in quanto essi condividono lo stesso sangue. Se i lavoratori ideologici hanno diecimila dipendenti in una loro unità, essi devono conoscere il pensiero di tutti quei diecimila come le proprie tasche, e lavorare con loro in diecimila metodi differenti.
La strada della nostra rivoluzione non è piana e priva di ostacoli, e ogni fronte rivoluzionario richiede lavoratori ideologici sinceri e ben qualificati, i quali abbiano ben metabolizzato nei loro cuori lo slancio della rivoluzione.
Infatti, le forze di informazione del nostro Partito attive nei settori dell’educazione, della lettura pubblica e della motivazione sono grandi. Se i nostri lavoratori, che sono migliaia, sono ben preparati, possiamo formare dei corpi d’elite e, nel caso in cui noi fossimo dotati di una tale contingenza, non avremmo nulla da temere e nulla sarebbe al di fuori della portata della nostra forza.
Fra i suoi soldati rivoluzionari, il Generale ha cresciuto e amato in maniera più spontanea coloro che si trovavano impegnati sul fronte ideologico, guidandoli e incoraggiandoli in ogni loro passo, affermando come un film o un articolo possano essere forti tanto quanto intere tonnellate di cibo o centinaia di migliaia di fucili.
I lavoratori ideologici del nostro Partito si sono assunti una grande responsabilità.
Ognuno di loro dovrebbe divenire una persona forte negli ideali e nella volontà, che i nemici temono molto di più rispetto alle truppe militari di una divisione o di un corpo.
Nonostante siano semplici e modesti nell’apparenza, essi si identificano continuamente col volore del Partito e sono entusiasti della rivoluzione e della lotta: queste dovrebbero essere, secondo il Partito, le caratteristiche ideali dei responsabili dell’informazione. I lavoratori ideologici dovrebbero essere dei veri rivoluzionari i quali non abbandonino mai il principio del Partito nel lavoro ideologico, in nessuna circostanza o difficoltà. Essi dovrebbe avere un’abnegazione rivoluzionaria tale da viaggiare un’intera notte per informare il popolo circa le politiche del Partito e rimanere svegli qualche notte per studiare le politiche del Partito e assumere nozioni scientifiche e tecnologiche.
Avere una visione giusta del popolo è un prerequisito fondamentale per i lavoratori ideologici i quali devono fare in modo che esso apra la propria mente.
Prima di insegnare al popolo, i responsabili dell’informazione dovrebbero essere prima di tutto i figli e le figlie di coloro che servono ogni giorno col loro lavoro, apprezzando grandemente i loro sforzi compiuti durante la vita quotidiana. Quando si rapportano col popolo, i lavoratori ideologici devono ricordarsi di trovarsi dinnanzi alle stesse persone nelle quali il Presidente e il Generale credevano come si crede nel cielo e che hanno considerato le loro guide per tutta la vita.
L’amore e il rispetto per i lavoratori deriva proprio da un lavoro condotto con amore. I nostri ufficiali dovrebbero mescolarsi coi lavoratori, sporcare le loro mani di grasso e le suole delle loro scarpe di terra, rimanendone fieri.
Il Presidente e il Generale hanno compiuto grandi gesta per il popolo durante tutto il corso della loro vita, ma non hanno lasciato nulla per loro stessi.
Guardando alle idee e alla fiducia del Partito come la propria linfa vitale, i lavoratori ideologici dovrebbero identificare il senso della propria vita con l’informare più gente possibile delle politiche del Partito e col portare innovazioni collettive nelle unità che si trovano sotto la loro guida. Un lavoratore ideologico sincero è colui che valuta più prezioso dell’oro la felicità che egli prova nel momento in cui si rende conto di come la gente sia desiderosa di venire messa al corrente delle politiche del Partito e di come essa supporti attivamente queste ultime, con tutto il suo cuore.
Nel momento in cui ognuno sarà al corrente dei propositi del Partito e in cui canzoni e slogan rivoluzionari in onore del Partito del Lavoro e del socialismo risuoneranno in ogni luogo frequentato da un lavoratore ideologico, avremo grandi incoraggiamenti per il nostro Partito.
Tutto il Partito dovrebbe divenire un centro di informazione e motivazione, e tutti gli ufficiali dovrebbero condurre del lavoro politico.
Che si tratti di funzionari di Partito, funzionari economici e amministrativi o di ufficiali primari, essi dovrebbero tenere tutto quanto succitato in mente, come una chiave atta a motivare la forza di volontà delle masse popolari, conducendo ogni proprio sforzo in questo senso. In particolare, i primi segretari dei comitati di Partito delle provincie, delle città e delle contee, così come gli alti ufficiali di Partito di tutti i settori e unità del paese, dovrebero porre il lavoro ideologico sotto la loro supervisione e condurlo personalmente con sincerità e abnegazione.
Negli anni ’70 tutti gli ufficiali, sotto la guida del Partito, erano soliti recarsi dalle proprie unità con le proprie borse sulle spalle, così come un tempo avevano fatto i guerriglieri antigiapponesi, incitare il popolo come richiesto dallo spirito Chongsan-ri e dal metodo Chongsan-ri e portare in questo modo a compimento grandi innovazioni. Questo spirito di abnegazione rivoluzionaria dovrebbe pervadere tutto il paese.
Compagni,
I compiti rivoluzionari che ci attendono sono di enorme importanza e la situazione rimane seria e grave come sempre. Nonostante questo però, dobbiamo compiere un ulteriore balzo in avanti per avvicinare la nostra futura vittoria, avanzando durante la lotta per quest’ultima.
Non appena voi lasciate il luogo di questa conferenza, dovreste recarvi presso i soldati e il popolo per informarli circa le intenzioni del Comitato Centrale del Partito e iniziare a porre le fondamenta per l’offensiva ideologica e rivoluzionaria con nuova determinazione.
Lo ribadisco nuovamente: più laboriosamente opererà il fronte ideologico, maggiore sarà la forza di volontà dimostrata dalle masse popolari, e più i soldati e il popolo saranno incoraggiati, più velocemente avanzerà la rivoluzione.
Sono fermamente convinto che tutti i nostri lavoratori rivoluzionari, inclusi i partecipanti a questa conferenza, diverranno dei lavoratori politici sul modello dei grandi Compagni Kim Il Sung e Kim Jong Il, faranno ardere tutto il paese di fervore rivoluzionario e riformeranno l’intero esercito lungo le linee della rivoluzione, accelerando così la vittoria finale.

Traduzione e introduzione di Lorenzo Scala, Associazione di Amicizia e Solidarietà Italia-RPDC

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