Comunicato della Commissione di Difesa Nazionale della RPDC del 14/03/2014

Pyongyang, 14 Marzo (KCNA)- La Commissione di Difesa Nazionale della Repubblica Popolare Democratica di Corea (RPDC) ha rilasciato un comunicato concernente il fatto che la politica ostile degli Stati Uniti nei confronti di quest’ultima e le recenti azioni nordamericane, conformi alla succitata politica ostile, sono arrivate ad un punto tale da non poter più essere ignorate.

Il comunicato afferma quanto segue:

Gli Stati Uniti, decennio dopo decennio, hanno continuato arbitrariamente a violare la sovranità nazionale della RPDC, a infamare la vita e l’anima del suo popolo. Ancora una volta sono proprio gli Stati Uniti, nostri nemici giurati, ad utilizzare mezzi squallidi ed anacronistici per ledere all’ideologia della RPDC e rovesciare il suo sistema sociale.

La Commissione di Difesa Nazionale della RPDC espone i seguenti principi riguardo la politica ostile degli Stati Uniti, rappresentando l’unanime volontà del Partito del Lavoro di Corea, dello Stato, dell’esercito e del popolo:

1) Gli Stati Uniti devono assumere, anche se colpevolmente in ritardo, un’importante decisione di carattere politico, ovvero quella di rinunciare alla politica ostile nei confronti della RPDC e di cessare immediatamente ogni misura conforme alla politica succitata.

Questa politica rappresenta la modalità più aggressiva per portare a termine il progetto nordamericano di ledere all’ideologia della RPDC e di rovesciare il suo sistema sociale tramite l’influenza della democrazia statunitense e dell’economia di libero mercato, e per soffocare l’intera Penisola di Corea ed il popolo coreano con la forza delle armi.

Gli Stati Uniti farebbero bene a rinunciare di loro spontanea volontà ed in ogni ambito al loro atteggiamento ostile, prima di dover affrontare le disastrose conseguenze derivanti dall’anacronistica ed ostile politica nordamericana nei confronti della RPDC.

2) Gli Stati Uniti devono assumere visioni e posizioni corrette riguardo al deterrente nucleare della RPDC e smettere di comportarsi irrazionalmente, evitando ogni osservazione avventata e riconoscendo come la pretesa di una denuclearizzazione unilaterale della RPDC stia alla base di una politica ostile nei confronti di quest’ultima. Gli Stati Uniti devono capire come il deterrente nucleare di Pyongyang non rappresenti né un mezzo per la negoziazione né uno spauracchio da utilizzare nei colloqui e da sbandierare per il miglioramento delle relazioni.

Inoltre, il deterrente nucleare della RPDC non è assolutamente un’entità “fantasma”, che non esiste nel momento in cui gli Stati Uniti non la riconoscono come legittima o che invece esiste quando gli Stati Uniti la accettano.

Gli Stati Uniti stanno seguendo una strategia di temporeggiamento, sperando come la RPDC compia passi e cambiamenti per prima, ma tali desideri di Washington non si realizzeranno mai.

La volontà della RPDC è quella di aspettare con un alto grado di pazienza che alla Casa Bianca si insedi un qualcuno con un modo di pensare e di agire razionale.

Gli Stati Uniti devono tenere in mente che, fino al momento in cui persisteranno le loro minacce nucleari e militari, agli sforzi dell’esercito e del popolo della RPDC per sostenere il deterrente nucleare di quest’ultima si aggiungeranno misure decisive atte a dimostrare la grandezza della nazione.

3) Gli Stati Uniti devono fermare una volta per tutte la loro spregevole campagna contro la RPDC concernente i “diritti umani”, la quale è iniziata recentemente come parte integrante dell’ostilità nordamericana nei confronti della Corea Popolare.

La sovranità nazionale è più importante dei diritti umani del capitalismo.

Gli Stati Uniti hanno più prigionieri nelle loro carceri che qualsiasi altro paese al mondo, utilizzando mezzi di repressione violentissimi contro chiunque si opponga al loro Stato e cerchi di sovvertire quest’ultimo.

Nemmeno la RPDC ha pietà o clemenza nei confronti di uno sparuto gruppo di elementi ostili, i quali lavorano per danneggiare l’ideologia ed il sistema sociale che tutto il popolo, padrone della società e della sovranità, ha scelto per se stesso.

Gli Stati Uniti devono avere l’intelligenza di pensare agli affari propri prima di interferire nelle questioni di competenza di altri paesi.

Gli Stati Unti farebbero bene a rinnovare la propria politica anacronistica ed ostile nei confronti della RPDC il prima possibile ed a intraprenderne una nuova e realistica, prima che sia troppo tardi. Ciò sarebbe un bene non solo per gli interessi degli Stati Uniti, ma anche per la sicurezza del loro continente.

Gli Stati Uniti devono valutare la situazione razionalmente e conformare la propria linea politica al cambiamento dei tempi.

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