LA KFA-ITALIA SULLE POSIZIONI ESPRESSE DAL KKE RIGUARDO IL PARTITO DEL LAVORO DI COREA E IL KIMILSUNGISMO-KIMJONGILISMO

Nel Rapporto del Comitato Centrale del KKE (Partito Comunista Greco) al suo XX Congresso nel marzo di quest’anno, si descrive la realtà economica e politica della RPDC in questi termini: «La Corea del Nord ha continuato a rafforzare le cosiddette “zone economiche libere”, il “mercato”. Il Partito del Lavoro di Corea da alcuni anni ha abbandonato il marxismo-leninismo e promuove la teoria idealista del “Juché”, parla di “kimilsungismo-kimjongilismo”, violando ogni concetto di democrazia socialista, di controllo operaio-popolare, in un regime nepotista» (citato qui: http://inter.kke.gr/it/articles/Critica-di-alcune-attuali-concezioni-opportunistiche-sullo-Stato/). Come KFA-Italia ci dissociamo e critichiamo fermamente queste posizioni anticoreane, tanto più in un contesto internazionale dove la RPDC, paese che lotta da 70 anni per difendere la sua indipendenza, la sua sovranità nazionale e il sistema sociale scelto dal suo popolo, è letteralmente assediata dalle manovre provocatorie e guerrafondaie dell’imperialismo americano e dei suoi satelliti, in primis la repubblica fantoccio della Corea del Sud. È per noi causa di rammarico e di sconcerto vedere i luoghi comuni della propaganda liberale e anticomunista in un documento ufficiale di un partito che si proclama “comunista” e “marxista-leninista”. Ciò dimostra, quantomeno, la profonda ignoranza della storia della RPDC da parte dei compagni greci: le zone economiche speciali sono state installate dal governo della RPDC negli anni ’90, per far fronte alle enormi difficoltà attraversate dal paese in seguito a calamità naturali e al crollo dei primi paesi socialisti, col conseguente embargo ad opera della comunità internazionale imperialista che ha cercato in ogni modo di isolare e soffocare il paese. Per di più, l’istituzione di queste ZES non ha minimamente intaccato la vitalità e il dinamismo del sistema socialista coreano, ma ha permesso una maggiore cooperazione tra la RPDC e i paesi esteri, rendendo al contempo più difficile l’unione dei capitalisti del mondo nel sanzionarla e isolarla. Quanto al “regime nepotista”, trattasi di una banalità completamente priva di fondamenta, in quanto sia il Dirigente Kim Jong Il che il Dirigente Kim Jong Un sono stati eletti regolarmente dalle istituzioni del Partito del Lavoro di Corea, quali, rispettivamente, il VI Congresso dell’ottobre 1980 e l’Ufficio Politico. Sarebbe interessante sapere, inoltre, in cosa il Juche sarebbe “idealista”; per ciò che riguarda il marxismo-leninismo, i compagni greci dovrebbero studiare le numerose opere del Dirigente Kim Jong Il sui rapporti tra il Juche e il marxismo-leninismo: non un rinnegamento del secondo da parte del primo, ma la creazione di una nuova filosofia rivoluzionaria originale che ha parte delle sue radici e vari elementi in comune con esso. Il controllo operaio-popolare è infine pienamente assicurato grazie al lavoro della Federazione Generale dei Sindacati e dei comitati locali a livello di fabbrica, di azienda, di cooperativa e di quartiere (“Inminban“).

Ci sentiamo di consigliare ai compagni greci un corretto uso del metodo scientifico proprio di tutti coloro che si richiamano al comunismo, e di studiare con rigore ogni aspetto di qualsiasi questione su cui si voglia intervenire. Non si giudica ciò che non si conosce.

Riteniamo doveroso, da parte di ogni sincero democratico, di ogni sincero antimperialista e di ogni sincero comunista, schierarsi a difesa della Corea popolare, bandendo ogni dogmatismo e senso di superiorità (i compagni coreani hanno fatto la rivoluzione, l’hanno vinta e la difendono con eroismo, mentre i comunisti dei paesi imperialisti non hanno, finora, mai fatto nulla di tutto ciò). Fare il contrario equivarrebbe a un tradimento dell’antimperialismo e a un tradimento del socialismo.

Viva la Repubblica Popolare Democratica di Corea!

Per la KFA-Italia e l’Associazione per i Rapporti Culturali e d’Amicizia Italia-RPDC,

Jean-Claude Martini

08/09/2017

Annunci

Un pensiero su “LA KFA-ITALIA SULLE POSIZIONI ESPRESSE DAL KKE RIGUARDO IL PARTITO DEL LAVORO DI COREA E IL KIMILSUNGISMO-KIMJONGILISMO

  1. Condivido pienamente quanto espresso dal nostro delegato a fronte delle miopi considerazioni del partito comunista greco nei confronti della RPDC. Lo Juche è un fondamento non idealista ma pragmadico ed eticamente irreprensibile della società socialista. La RPDC è una delle poche forze al mondo in grado di rappresentare la sovranità del socialismo autonomo e rivoluzionario fiero di opporsi agli sciacallaggi dell’imperialismo di ogni colore. Lunga vita alla RPDC , lunga vita al grande Kim Jong Un.
    KFA Torino

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...