Per il 70° anniversario della nascita dell’Esercito Popolare di Corea

Riceviamo e volentieri pubblichiamo tre articoli (uno sull’Esercito Popolare di Corea e due sulla vita di Kim Jong Il) tradotti in italiano e pervenutici da Pyongyang.

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La nascita delle Forze Armate Regolari

L’8 febbraio 1948 venne dichiarata la fondazione dell’Esercito Popolare Coreano, la forza armata regolare della Repubblica Popolare Democratica di Corea.
L’Esercito Guerrigliero Popolare Anti-Giapponese (EGPAG), predecessore dell’Esercito Popolare Coreano , fu fondato il 25 aprile 1932 da Kim Il Sung, eterno presidente della Corea del Nord, quando la Corea si trovava l’occupazione militare giapponese (1905-1945).
Sotto il suo comando l’EGPAG, e senza il sostegno di uno stato e il supporto di un esercito regolare, ha condotto una sanguinosa guerriglia contro un esercito composto da oltre un milione di giapponesi: l’esercito Kwantung, dal nome della penisola cinese in Manciuria di cui i giapponesi presero possesso successivamente alla guerra russo giapponese del 1905, si presentava come l’esercito più potente dell’Asia ma ciò non impedì all’Esercito Guerrigliero Coreano di sconfiggerlo e liberare il paese il 15 Agosto 1945.
Immediatamente dopo la liberazione, Kim Il Sung ha sostenuto con forza la costruzione di un esercito regolare, che poggiasse sulla base della preziosa esperienza dell’esercito guerrigliero, esperienza forgiatasi nelle fiamme della lotta armata giapponese.
La costruzione di un esercito regolare nazionale era un requisito indispensabile per la Corea, impegnata nella costruzione di uno stato sovrano ed indipendente.
Inoltre questa urgenza era dovuta anche al posizionamento da parte degli Stati Uniti del loro esercito nella parte meridionale della Corea, come ulteriore tappa del loro viaggio verso la conquista del mondo.
Kim Il Sung diede inizio alla costruzione di un esercito regolare iniziando dall’addestramento degli ufficiali militari e politici.
Con una brillante intuizione comprese la necessità di disporre , per le forze armate regolari, di ufficiali validi e con esperienza e conseguentemente assegnò ai combattenti cresciuti nella guerriglia anti-giapponese il compito di costituire la spina dorsale del futuro esercito regolare e giocare un ruolo centrale nella formazione dei quadri militari.
Si occupò personalmente della creazione degli istituti di educazione militare e del loro processo di espansione.
Istituì e scelse personalmente il sito dell’Istituto di Pyongyang: la prima scuola di educazione militare e la prima base per l’addestramento politico e militare degli ufficiali della nuova forza armata regolare.
Tenne la prima lezione all’inizio del primo semestre, nel gennaio 1946, per gli istruttori e i cadetti e il mese successivo tenne un discorso di congratulazioni in occasione della cerimonia d’inaugurazione dell’Istituto.
Nel suo ruolo di preside onorario ha diretto l’attività educativa militare e si è preso cura della vita dei cadetti.
Per garantire l’efficienza dell’addestramento degli ufficiali militari destinati ai vari settori e corpi dell’esercito, destinò la responsabilità della loro formazione alla Scuola Centrale di Sicurezza per Ufficiali, fondata a luglio del 1946.
Visitò la scuola numerose volte, assicurandosi che l’educazione militare seguisse i criteri e i principi coreani, senza subire influenze provenienti da altri paesi.
Stabilì anche il periodo di formazione in una anno, invece che tre come in altri paesi, per far fronte alla situazione peculiare e alle condizioni effettive della Corea.
Nel mese di Marzo del 1946 che fosse creata una sezione dell’Istituto di Pyongyang destinata all’addestramento per l’aeronautica, genitore della futura aviazione coreana. Nel mese di luglio dello stesso anno, in maniera lungimirante, fondò la Scuola Ufficiali per la Sicurezza Navale.
In questo modo la questione dell’addestramento militare e dell’educazione politica dei futuri ufficiali, che rappresentava uno dei principali problemi nella costruzione delle forze armate di Corea, veniva risolta in maniera brillante.
Kim Il Sung organizzò i reparti di base delle moderne forze armate regolari e, sulla base di questa impostazione, li estese all’interno delle varie unità e servizi.
A metà agosto del 1946, dichiarò la necessità di istituire e organizzare i distaccamenti di base, attuare i principi organizzativi, stabilì le loro funzioni e dimensioni e li nominò Centri di Addestramento dei Funzionari di Sicurezza.
Pertanto i Centri di Addestramento dei Funzionari di Sicurezza ebbero come spina dorsale i combattenti che presero parte alla lotta anti-giapponese insieme ai diplomati dell’Istituto di Pyongyang e come spina dorsale i Corpi di Pubblica Sicurezza, le Guardie Ferroviarie e le Guardie di Frontiera create in varie zone della Corea subito dopo la Liberazione.
Kim Il Sung prestò particolare attenzione anche all’organizzazione delle unità di supporto e armi, strutture necessarie per la costruzione di una forza armata regolare.
Si adoperò affinché fossero create numerosi distaccamenti locali per il reclutamento nella Compagnia Aerea Coreana, istituita a dicembre del 1945, di tecnici dell’aviazione e giovani con origini operaie e contadine.
Nell’Agosto 1947 organizzò il corso di aviazione dell’Istituto di Pyongyang, il primo nel suo genere in Corea, composto dai diplomati dell’Istituto che hanno seguito il corso di addestramento aeronautico e i diplomati del corso di tecnici dell’aria.
Inoltre si prodigò con grande entusiasmo per la costruzione di una moderna forza navale.
Nel 1946 si assicurò che fosse creata una forza di sicurezza marittima per garantire la difesa costiera e istituì tali forze di sicurezza nelle aree costiere orientali ed occidentali, con la combinazione e il coinvolgimento delle forze locali.
Sostenne vigorosamente i preparativi per l’organizzazione dell’artiglieria, delle opere di ingegneria militare e delle principali unità di supporto e comunicazioni.
Kim Il Sung seguì con attenzione, ritenendola indispensabile, la creazione di una industria bellica autoctona.
Infatti, sebbene ci fossero numerosi luoghi e unità in cui recarsi subito dopo la Liberazione, prima di tutti volle visitare nell’ottobre 1945 una fabbrica di munizioni a Pyongyang.
A quel tempo la Corea non aveva le basi per la creazione di una industria per gli armamenti: mancavano la tecnologia, le attrezzature, i fondi come i tecnici e i lavoratori qualificati necessari per condurre una fabbrica di munizioni.
Tuttavia, superando difficoltà di ogni tipo, creò da zero la prima fabbrica di munizioni, secondo il piano di dotare le Forze armate regolari di armi moderne e attrezzature tecnologiche.
Sotto la sua guida, la classe operaia riuscì a produrre munizioni, granate e moderne navi da guerra, contando solo sui propri sforzi.
Infine, l’8 Febbraio 1948, venne presentato al mondo intero, con una grande parata militare a Pyongyang, l’Esercito Popolare di Corea, una moderna forza armata regolare.
Si trattò di un evento di grande importanza nella costruzione del destino della Corea Socialista e del suo sviluppo.
Dopo soli due anni, l’Esercito Popolare di Corea ha sconfitto l’esercito degli Stati Uniti, che si era vantato di essere il più potente del mondo, durante la guerra di Corea ( 1950 – 1953) e ha difeso con onore la sovranità e la dignità della Corea.
Dal dopoguerra l’Esercito Popolare ha sempre neutralizzato le minacce militari e gli atti di provocazione operati dagli Stati Uniti nella decennale resa dei conti, dimostrando a tutto il mondo la potenza di un esercito in grado di sconfiggere ogni avversario.
L’Esercito Popolare Coreano giorno per giorno guadagna terreno sugli Stati Uniti e i suoi alleati, intenzionati a scatenare la guerra in ogni angolo del mondo, passando di vittoria in vittoria nel cammino per la realizzazione della causa socialista e per assicurare in maniera definitiva la pace nella penisola coreana.
Insieme con l’invincibile Esercito Popolare Coreano, la data dell’8 Febbraio 1948 resterà impressa nella Storia in maniera indelebile.

POSTER DEPICTING NORTH KOREAN MILITARY POWER DEFEATING US IS DISPLAYED IN PYONGYANG

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Una vita dedicata al Futuro

Kim Jong Il (1942-2011), Presidente Eterno della Commissione nazionale di difesa della Repubblica Democratica Popolare di Corea, ha dedicato tutto sé stesso alla costruzione di un luminoso e prospero futuro per la Corea, fedele alla volontà del presidente Kim Il Sung (1912-1994).

Per il futuro!

Questo è stato lo spirito patriottico che lo ha guidato per tutta la sua vita.

Lungo tutto il corso della sua vita, il presidente Kim Jong Il, è rimasto fedele sostenitore del principio di dare priorità al futuro rispetto al presente.

Dall’inizio alla fine del periodo in cui ha guidato il paese e il popolo, il Presidente ha proposto ed elaborato linee politiche e attività proiettate decine di anni, o secoli, in avanti sempre con l’intento di dare priorità al futuro del paese.

Alla fine del secolo scorso, quando il popolo coreano dovette affrontare le più difficili prove a causa dell’intensificazione delle offensive antisocialiste ordite dalle forze alleate imperialiste e disastri naturali senza precedenti, il presidente sollevò ancora più in alto lo stendardo Songun e non smise di spendere le proprie energie che dedicava alle ispezioni presso le Unità dell’Esercito Popolare Coreano.

E, sebbene fosse ossessionato dal pensiero del suo popolo che affrontava le difficoltà provocate dalla penuria di cibo, pur con il cuore colmo di lacrime, decise di destinare ingenti fondi, presenti nelle casse dello Stato, allo sviluppo della tecnologia CNC per lo sviluppo dell’industria.

La scelta, nata dalla sua volontà di garantire al popolo una vita felice e duratura, si dimostrò ottimale e invece di inseguire un labile risultato temporaneo infuse nel popolo ulteriore fiducia nella propria forza, senza ricorrere all’importazione di roboanti macchinari dall’estero.

Diversamente dai politicanti egoisti che non si interessano al futuro del loro paese né a quello del loro popolo, il presidente ha sempre percorso il cammino che conduce alla realizzazione di un brillante futuro per il proprio paese. In questo si manifestano i tratti che ne fanno un grande uomo.

Il presidente Kim Jong Il ha elaborato questi piani in grande stile e li ha portati avanti senza tentennamenti, proiettando il paese nel futuro.

Sempre animato dalla solida convinzione e volontà di anticipare il più presto possibile un futuro radioso, ha accumulato incessantemente forze e risorse preziose per il paese e le future generazioni, per affrontare qualsiasi avversità.

Termini come “stallo” , “impossibile” e “limite” non erano presenti nel suo vocabolario e nessuna difficoltà e ostacolo potevano scuotere la sua volontà di garantire in tempi brevi un futuro prospero al suo popolo.

Grazie alla sua fermezza e volontà, la Corea ha portato avanti rapidamente e concretamente grandi progetti per il brillante futuro del paese, la cui realizzazione si pensava fosse al di là delle sue capacità anche nei tempi migliori . Invece anche nelle difficili condizioni che dovette affrontare alla fine del secolo scorso sono stati fabbricati e lanciati con successo i satelliti artificiali, contando solo sui propri sforzi e tecnologia. Sono stati portati a termine i grandi progetti di allineamento di terreni e la costruzione di vie d’acqua navigabili, opere di rimboschimento e di trasformazione ecologica del paese, sono state costruite numerose centrali per la produzione di energia, fabbriche assunte a modello nell’era dell’economia basata sulla conoscenza, produzioni ortofrutticole di livello pari agli altri paesi, le strutture turistiche sui monti Kuwol e Chilbo, l’ampiamento della caverna di Ryongmun.

Nonostante il mondo guardasse con apprensione al suo destino, la Corea pur affrontando difficoltà senza precedenti nella sua storia, ha inaugurato una nuova era di costruzione di una nazione prospera e socialista.

Questo è l’evento che la comunità internazionale non riesce a comprendere se non considerandolo un miracolo.

L’intera vita di Kim Jong Il è stata dedicata alla costruzione di un futuro luminoso per il suo paese e il suo popolo.

E’ sempre stato il suo obiettivo e il suo orgoglio aver dedicato tutto il suo cuore e la sua mente alla costruzione di un paese prospero e per garantire la felicità del suo popolo.

Una volta raccontò agli ufficiali che lo accompagnavano durante le sue visite: ogni volta che incontro i soldati e il personale militare, mi raccomandano di mangiare sano, andare a letto in orario e riposare per mantenermi in salute. Io ho molto apprezzato la loro sincera devozione per il loro leader. Ma prima di essere un capo di Stato sono un figlio del popolo e come tale ho ancora molto da fare prima di riposare.


Non mi è permesso riposarmi prima che il nostro paese non diventi potente e possieda le migliori condizioni di vita e il nostro popolo conduca la vita più felice e ricca possibile, su una terra nuovamente riunificata.

Io considero ciò il mio più grande onore, felicità e orgoglio: aver dedicato tutta la mia vita al paese e al popolo.

Kim Jong Il ha continuato senza sosta le sue visite per garantire la prosperità e il benessere del popolo, lavorando anche tutta la notte.

Anche se ha potuto riposare solo durante gli spostamenti in treno o in auto, nutrendosi solo di palle di riso stufato e pur soffrendo di una grave malattia a causa di un eccessivo sforzo fisico e mentale, non ha mai interrotto le sue visite sul campo.

Durante la sua vita ha visitato oltre 14290 unità e ha percorso oltre 669840 Km, circa 17 volte la circonferenza del pianeta.

Il Presidente Kim Jong Il, per aver dedicato la sua intera esistenza alla costruzione di un futuro brillante per il paese e il popolo, verrà ricordato eternamente non solo dai Coreani ma da tutta l’umanità votata al progresso.

KIM JONG IL

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Kim Jong Il e la neve

Quando si pensa alla vita del Presidente della Commissione Difesa Nazionale della RPDC Kim Jong Il (16 febbraio 1942 – 17 dicembre 2011) la prima cosa che viene in mente è la neve.

Egli nacque sul Monte Paektu, la più alta montagna della Corea, in febbraio, quando cade la neve e si dipartì dal suo popolo nel tempo nevoso di dicembre.

È la filosofia della neve quella che attraversa la sua vita. La neve non solo purifica la mente delle persone ma fornisce altresì acqua alla terra, sciogliendosi. Si può dire che la neve rappresenta la più nobile filosofia di vita, la cui essenza è dedicare tutto se stessi alla prosperità del paese e alla felicità del popolo con un animo puro.

Kim Jong Il ha vissuto una vita pura.

Il Presidente Kim Il Sung, padre fondatore della Corea socialista, scomparve inaspettatamente nel 1994. Era una convinzione mondiale che quando un capo di Stato scomparisse, il suo posto fosse immediatamente occupato da un altro. Ma in Corea la carica di presidente rimase vacante per più di tre anni. Ciò fu dovuto alla nobile e pura obbligazione morale di Kim Jong Il di mantenere Kim Il Sung quale Presidente eterno del paese. Egli si assicurò che la costituzione del paese stipulasse che Kim Il Sung fosse proclamato Presidente eterno della RPDC e che fosse conservato tale e quale appariva quando era vivo.

Egli non riservò nulla per se stesso. Indossava sempre un abito informale e si riposava schiacciando un pisolino. Grazie alla sua infaticabile direzione furono costruite in tutto il paese fabbriche e case moderne e luoghi culturali per il miglioramento dei livelli di vita del popolo. Si assicurò che fossero costruiti molti monumenti e statue per i predecessori rivoluzionari e personaggi di spicco ma non permise mai la costruzione di sue statue. Non utilizzò mai i regali presentatigli dai coreani ma li inviò al Museo dei Regali Nazionali e al Museo Internazionale dell’Amicizia perché vi fossero esposti.

Egli abbracciava tutto il popolo nel suo petto benevolente.

Tutto il popolo della Corea del Nord ha vissuto in una famiglia armoniosa guardando a lui come a un padre. Tra di essi non c’erano solo operai, contadini e intellettuali ma anche coloro che avevano commesso errori verso il paese e la nazione in passato. Jong Ju Yong, ex Presidente onorario del Gruppo Hyundai sudcoreano, commosso dal suo amore per la nazione e dalle sue politiche inclusive, dedicò i suoi ultimi anni alla prosperità comune e alla riunificazione del paese.

Egli accolse calorosamente molti personaggi da vari paesi che combattono per l’indipendenza, la pace e la giustizia.

Era solito dire che i dirigenti politici dei paesi socialisti dovrebbero possedere capacità dirigenti ma, prima di tutto, alte virtù di illimitato amore per il proprio popolo. Nei suoi viaggi di ispezione sul campo egli chiamava spesso a casa le persone, prendendosi meticolosamente cura delle loro vite e augurandosi il meglio per il futuro dei loro bambini. Egli diede addirittura il nome a un nascituro. E organizzò feste di compleanno per coloro che compivano 100 anni.

Più di sessanta prigionieri non convertiti che avevano tanto sofferto dietro le sbarre per dozzine di anni in Corea del Sud furono rimpatriati al nord, dove poterono godere della vita più dignitosa e felice nel suo abbraccio. Sotto la sua cura una semplice donna il cui viso fu bruciato per salvare dei tesori nazionali da una foresta in fiamme fu mandata a un famoso ospedale in un paese straniero e riacquistò la sua bellezza.

Kim Jong Il dedicò tutto se stesso al suo popolo e agli altri popoli progressisti del mondo.

Una volta disse che a volte si sentiva stanco e voleva riposarsi con la sua famiglia durante le vacanze, amava anche godersi la vita più di ogni altra persona, ma poiché il popolo era per lui più prezioso di ogni altra cosa avrebbe continuato i suoi viaggi di ispezione sul campo senza riposo, sacrificando tutto se stesso.

La felicità del popolo era il suo più grande piacere. Per la felicità del popolo era sempre in viaggio di ispezione sul campo affrontando l’afoso sole e il rigido freddo. Non esitò mai a scendere nelle fosse piene d’acqua delle miniere di carbone e camminare lungo ruvide creste irregolari nei campi. Egli pensava al suo popolo anche quando era in visita a paesi stranieri. Non fu un caso che il capo delegato presidenziale russo che lo accompagnò durante la sua visita in Russia scrisse in un libro che il Presidente Kim Jong Il è il dirigente che dedica tutto il suo pensiero e il suo zelo alla sola felicità del suo popolo.

Negli ultimi anni della sua vita i dottori, preoccupati della sua grave malattia, lo supplicarono in lacrime di non continuare le sue ispezioni sul campo. Egli disse loro: «Mi dispiace di non poter fare ciò che mi chiedete; fate come vi chiedo». Quindi se ne andò per un giro di ispezioni sul campo.

Grazie ai suoi devoti servigi il socialismo è stato salvaguardato in Corea e una nuova svolta è stata effettuata nella costruzione di un paese prospero. E sono finiti per sempre i giorni in cui gli imperialisti minacciavano la Corea con le armi nucleari, e la penisola coreana e il resto dell’Asia nordorientale sono stati liberati dal pericolo di una crisi nucleare.

La nobile vita di Kim Jong Il sarà ricordata per sempre dal popolo coreano e dagli altri popoli progressisti del mondo.

kim jong il neve

A cura di Matteo Boscarelli e Jean-Claude Martini

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