Il comportamento conflittuale dei conservatori sudcoreani

I conservatori sudcoreani si disperano per arginare l’influenza drastica della RPDC che svolge il ruolo dirigente nel miglioramento delle relazioni inter-coreane.

In questi giorni, Hong Jun Phyo e altri compari del Partito della Corea Libera criticano con clamore il “governo” dicendo che “questi commette l’errore di neutralizzare la rete di sanzioni anti-Nord istituita dall’ONU facendosi ingannare dalle tattiche di disturbo del Nord” e “la visita al Nord, che non parte dal prerequisito della cancellazione delle armi nucleari, non è più di una missione per congratularsi per il loro sviluppo nucleare e sarebbe evidentemente un atto a favore del nemico”.

Hong ha farneticato il 17 febbraio che il “governo, ingannato dall’offensiva di pace simulata del Nord, ha trasformato i Giochi Olimpici di Pyongchang nei Giochi Olimpici di Pyongyang e pratica la politica pro-Nord di ostilità agli USA e al Giappone che sono gli alleati”.

I media conservatori sudcoreani, ivi inclusi il Chosun Ilbo e il Dong-A Ilbo, si dedicano essi pure alle ingiurie come “il Nord si comporta da ospite alla festa altrui” e “ha l’intenzione implicita di indurre il rilassamento delle sanzioni e causare divergenze tra la Corea del Sud e gli USA”.

E gli omuncoli conservatori sudcoreani organizzano manifestazioni anti-RPDC ovunque si trovi il personale nordcoreano.

I suddetti demenziali movimenti non sono altro che l’ultimo colpo di coda degli scarti dell’epoca che si trovano sull’orlo della rovina essendo emarginati dal torrente della riconciliazione e dell’unità nazionale.

Il gruppo artistico e di tifo della RPDC ha dimostrato con scene artistiche e al grido di «La Corea è una!» che i compatrioti omogenei dallo stesso sangue, lingua e cultura possono raggiungere la pace della penisola coreana e la prosperità comune della nazione se marciano con coraggio unendo le volontà e i propositi.

Per i conservatori sudcoreani che continuano ad adulare gli USA e a fomentare la divisione nazionale, il clima di riconciliazione nord-sud e di riunificazione è un incubo che significa morte.

Per questo essi fanno di tutto il possibile per infrangere quest’atmosfera preparata con duri sforzi senza far caso a che si rovinino i giochi olimpici o si scateni la guerra.

Il borbottio di Hong Jun Phyo, Jo Won Jin e altri simili elementi conservatori lascia intendere che essi non fanno parte della nostra nazione.

Le autorità sudcoreane non devono permettere che per colpa di questo pugno di scorie umane si infranga l’attuale clima di riconciliazione e dialogo e si ripeta il circolo vizioso del confronto fratricida.

Tutti i coreani devono lottare con valore per eliminare i conservatori sudcoreani, tra cui il Partito della Corea Libera, tenendo presente che questa è la scorciatoia per la pace e la riunificazione.

KCNA (fonte: Naenara)

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