Il socialismo coreano avanza al passo di Mallima (1)

Riceviamo e pubblichiamo la traduzione italiana di tre su dodici articoli inviatici dall’ambasciata della RPD di Corea.

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Il “Paradiso” dei bambini

Nella favola dell’autore danese Hans Christian Andersen “La piccola Fiammiferaia”, la protagonista accende tre fiammiferi, uno dopo l’altro, associando a ognuno di essi un desiderio: una stanza calda, dei cibi deliziosi e una vita felice. Accendendo il quarto fiammifero, la piccola andrà in paradiso, dove crede che ci sia la sua amorevole nonna defunta.

Questa triste favola, scritta nel 19° secolo, continua nell’epoca attuale della nostra civiltà ad essere la triste realtà in cui si trovano costretti a vivere, in condizioni miserevoli, innumerevoli bambini in tutto il mondo. Esiste allora un “paradiso” per i bambini su questo pianeta?

Per trovare una risposta a questa domanda bisognerebbe visitare la Repubblica Popolare Democratica di Corea.

Amare i bambini e Amare il futuro sono le parole d’ordine del paese. Rappresentano la modalità politica del governo, le sue politiche nazionali e il clima sociale. Ogni giorno i veicoli trasportano il latte di soia per i bambini fin nelle strade dove sono soliti giocare, e il palazzo per i bambini, le case per i bambini e gli orfanotrofi sono stati costruiti in maniera eccellente in tutto il paese.

Sotto l’amorevole cura del benevolo leader tutti i bambini del paese possono condurre una vita felice e senza mancare di nulla.

“Noi siamo i più felici del mondo” è la canzone cantata dai bambini di tutto il paese.

Nel febbraio 2017, il leader supremo Kim Jong Un ha visitato la scuola elementare per orfani di Pyongyang di recente costruzione e si è fatto fare una foto con i suoi allievi. La scena dei bambini che versavano lacrime di gioia e lo accoglievano con forti applausi attorno a lui era davvero emozionante.

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Una domenica di 68 anni fa

Nei giorni immediatamente precedenti e successivi al 25 giugno, negli Stati Uniti e in Corea del Sud si svolge puntualmente una farsa con l’intento di attribuire alla Repubblica Democratica Popolare di Corea la responsabilità per lo scoppio della Guerra di Corea (1950 – 1953).

Ma chi sono i veri responsabili per lo scoppio della guerra?

Il testo giapponese intitolato Korean War recita:
“Il Comandante in capo delle Forze Armate statunitensi nel Pacifico, MacArthur, nel maggio del 1951 testimoniò all’audizione della Commissione per gli Affari esteri del Senato sullo scoppio della guerra in Corea, che l’esercito nord-coreano era posizionato a distanza dal 38 ° parallelo ed era schierato in difesa e non in dispiegamento d’attacco.

Un ufficiale del Diciassettesimo Reggimento dell’esercito sud Coreano testimoniò che:
“Sebbene fosse sabato, agli ufficiali non fu permesso di uscire ma fu ordinato di stare in allerta per tutta la giornata del 24 giugno 1950, e all’alba del 25 giugno ci fu dato l’ordine, segretamente, di lanciare azioni militari contro la Corea del Nord attraverso il 38° parallelo.

Roberts, allora a capo del Gruppo di Consulenza Militare Americano nella Corea del sud, ha dichiarato:
“Perché abbiamo scelto proprio il giorno 25? Ci fu una attenta riflessione al riguardo. Il 25 giugno era domenica. Gli Stati Uniti e la Corea del Sud sono entrambi paesi cristiani che considerano la domenica un giorno sacro. Nessuno avrebbe creduto che avremmo iniziato una guerra proprio di domenica. In altre parole, lo abbiamo fatto per far credere alla gente che non siamo stati noi a scatenare la guerra.

A quel tempo, gli Stati Uniti avevano stabilito tre obiettivi principali della strategia militare per ottenere la supremazia in tutto il mondo. L’obiettivo principale in questa situazione era di iniziare una guerra per eliminare i paesi socialisti utilizzando la forza delle armi. L’obiettivo principale era l’URSS. Tuttavia, la capacità militare degli Stati Uniti non era in grado di sconfiggere l’URSS. Per perseguire l’obiettivo di sconfiggere l’URSS, dopo aver innescato una terza guerra mondiale, gli Stati Uniti hanno investito una colossale quantità di denaro per fabbricare armamenti pesanti per riarmare sé stessi e i loro alleati.
Gli Stati Uniti provocarono la guerra coreana per avere la scusa e creare le condizioni che giustificassero la necessità di riarmare pesantemente sé stessi e le forze armate loro alleate.
William Taylor, vice direttore del Centro americano di studi strategici e internazionali, in un libro di cui è stato co-autore insieme al vicepresidente del consiglio di amministrazione, ha scritto:
Utilizzando come scusa la guerra coreana, Truman riuscì ad espandere la spesa militare da 13 miliardi di dollari nell’anno fiscale del 1950 a 50,4 miliardi nell’anno fiscale del 1953 e fu in grado di costringere altri paesi della NATO a incrementare in modo significativo la spesa militare; In altre parole, la guerra coreana ha permesso agli Stati Uniti di riarmarsi.

La crisi economica che colpì gli Stati Uniti alla fine degli anni ’40 fu catastrofica. A causa della depressione dell’economia alla fine del 1948, i prezzi crollarono e gli investimenti alle imprese diminuirono rapidamente, con il conseguente fallimento di circa 4 000 imprese solamente nella prima metà del 1949.
Allora i capitalisti monopolistici americani chiesero all’amministrazione Truman di preparare un nuovo, grande ago per iniettare nuova linfa nell’economia.

Van Fleet, comandante dell’ottava armata sul fronte coreano, ha definito la guerra in Corea una benedizione per gli Stati Uniti.
Per scatenare questa guerra gli Stati Uniti utilizzarono un nuovo metodo, un metodo “neocolonialista” fatto di aggressioni e provocazioni per incitare la cricca di marionette sudcoreane a provocare la guerra e ad impegnarsi in azioni “di polizia” in nome dell’ONU.

Dopo la liberazione della Corea dall’occupazione militare giapponese, gli Stati Uniti portarono Syngman Rhee dagli Stati Uniti alla Corea del Sud con un loro aereo militare e lo sistemarono in una stanza accanto a quella di Hodge, comandante delle forze statunitensi nella Corea del sud. Dopo averlo nominato presidente della Corea del Sud, lo hanno salvato, ogni volta che il suo regime ha affrontato il pericolo del collasso, fornendogli assistenza militare ed economica.

Dopo aver mantenuto il suo regime grazie alla protezione degli Stati Uniti, Syngman Rhee si sentì abbastanza forte per sostenere una guerra agli ordini di Truman.
Alla vigilia della guerra coreana, gli Stati Uniti avevano preparato tutte le mosse per eludere la responsabilità dello scoppio della guerra.

Il presidente Truman andò in ritirò nella sua residenza nel Missouri e il Segretario di Stato Acheson nella sua piantagione nel Maryland. Nel frattempo Dulles, che si trovava in Giappone a Tokyo si trasferì a Kyoto per il fine settimana mentre il Segretario dell’Esercito, insieme all’Assistente del Segretario di Stato per gli affari dell’Asia Orientale Dean Rusk, stavano partecipando a una cena organizzata da una famiglia a Georgetown.

Il 25 giugno 1950 scoppiò la guerra di Corea. Subito dopo i primi scontri gli Stati Uniti, nonostante l’opposizione di alcuni paesi, hanno indetto una riunione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU e hanno costretto lo stesso Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ad adottare il loro progetto di risoluzione n°82, insistendo sul fatto che i documenti presentati, compresa la relazione dell’ambasciatore statunitense nella Corea del Sud, Muccio, erano “motivi legali”: documenti che presentavano come fatto compiuto che la Corea del Nord aveva lanciato un’aggressione militare.
La guerra coreana, provocata dagli Stati Uniti, portò dolori e perdite incalcolabili al popolo coreano e ha distrutto la pace globale.

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Una nuova linea strategica

Nell’aprile 2018 si è tenuta la terza riunione plenaria del Settimo Comitato centrale del Partito del Lavoro di Corea.

Nel marzo 2013 la Repubblica Democratica Popolare di Corea aveva adottato una linea per l’incremento della crescita economica e lo sviluppo della forza nucleare.

La riunione plenaria, di cui sopra, ha dichiarato raggiunto il successo dell’esecuzione di questa linea e ha presentato una nuova linea strategica che comporta la concentrazione di tutti gli sforzi nazionali per promuovere la costruzione dell’economia socialista.

Questa linea strategica risponde ai requisiti della mutata situazione nell’era attuale.

La RPDC è conosciuta in tutto il mondo per la sua politica di indipendenza e ha anche affrontato enormi fatiche per accrescere la propria forza militare, entrando a pieno titolo nella classifica delle nazioni d’importanza strategica.

Stando così le cose, è realistico e ragionevole pensare che il paese acceleri la crescita economica e al contempo consolidi la sua posizione strategica.

L’obiettivo finale del paese è quello di raggiungere un livello di sviluppo economico commisurato al suo status di nazione strategica.

La nuova linea strategica riflette il principio supremo che governa le attività del Partito del Lavoro di Corea: innalzare costantemente la qualità degli standard di vita del popolo coreano.

Negli ultimi decenni le persone hanno invariabilmente supportato e seguito il Partito del Lavoro di Corea nonostante tutte le prove e le difficoltà che hanno dovuto affrontare.

Nella sua relazione, alla suddetta riunione plenaria, il presidente del Partito del Lavoro di Corea Kim Jong Un ha elogiato ed esteso il suo sentito ringraziamento al popolo.

Con la proclamazione della linea strategica, il governo e il partito al governo della RPDC hanno affermato il loro impegno a sviluppare rapidamente l’economia nazionale e a fornire condizioni di vita migliori alla popolazione nel più breve tempo possibile.

Questa linea strategica fornisce una garanzia scientifica per lo sviluppo economico del paese.

Il suo obiettivo economico a lungo termine è di rendere l’economia nazionale sempre più orientata secondo la dottrina Juche, sempre più moderna, informatizzata e di alto livello scientifico e che garantisca condizioni di vita prospere e culturalmente arricchenti per tutto il popolo.

La riunione plenaria, citata all’inizio, ha definito lo spirito dell’autosufficienza, la scienza e la tecnologia come le chiavi per l’attuazione della nuova linea strategica.

Il paese vanta solide fondamenta nell’economia autosufficiente e potenti forze tecnico – scientifiche.

Nonostante le sanzioni e il blocco durati decenni, il popolo coreano ha raggiunto successi economici sorprendenti a livello mondiale grazie al loro indomito spirito e facendo affidamento sui propri sforzi e sulla propria tecnologia.

Il settimo congresso del Partito del Lavoro di Corea, tenutosi nel maggio del 2016, ha presentato la strategia quinquennale per lo sviluppo economico nazionale.

Ora l’economia del paese si trova su una curva crescente in costante aumento.

Lo spirito di autosufficienza e le forze tecnico-scientifiche del paese costituiscono il fattore principale per accelerare il ritmo del proprio sviluppo economico.

Con l’adozione della nuova linea strategica, il paese prevede di concentrarsi sulla crescita economica anziché sui costi per la costruzione della difesa, ciò con l’obiettivo di sviluppare rapidamente la propria economia sfruttando la maggior parte delle proprie potenzialità umane, materiali e tecnologiche.

 

A cura di Matteo Boscarelli

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