70° anniversario della RPDC (Jean-Claude Martini)

Pubblichiamo di seguito la lettera scritta dal Delegato Ufficiale della KFA-Italia per il numero 9/2018 di Resistenza, organo di stampa del Partito dei CARC.

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Cari compagni,

presto celebreremo il 70° anniversario della nascita della Repubblica Popolare Democratica di Corea (RPDC), che cade il 9 settembre. Vi ringrazio, a nome della KFA-Italia per averci dato la possibilità di offrire una ricostruzione del quadro storico in cui è nata e si è sviluppata la Corea socialista, che tutt’oggi consegna al mondo un esempio di resistenza nella lotta contro l’imperialismo e le sue manovre di guerra.

La RPDC è stata costituita a seguito della vittoria nella lotta armata antigiapponese ottenuta dalle masse popolari coreane nel 1945 sotto la guida dell’Esercito Popolare Rivoluzionario di Corea fondato e guidato da Kim Il Sung (1912-1994). Detta vittoria ha permesso a queste ultime di ottenere l’indipendenza dall’imperialismo giapponese, dopo una brutale e sanguinaria occupazione durata ben 35 anni. Ma dopo neanche un mese dalla liberazione, l’8 settembre 1945, l’esercito americano invade e occupa la parte sud della penisola coreana con il pretesto di “aiutare il popolo coreano a disarmare i giapponesi”, ma di fatto coprendo la fuga dei criminali di guerra e dissolvendo con la forza i comitati popolari costituiti dai comunisti. Il 15 agosto 1948 gli statunitensi costituiscono la Repubblica di Corea (conosciuta come Corea del Sud) e vi istituiscono un regime militare fantoccio sotto la presidenza di Syngman Rhee. Questi attuerà incessanti provocazioni militari contro il nord dal 1948 al 1950, allorché, in seguito alla controffensiva dell’Esercito Popolare di Corea, erede dell’Esercito Popolare Rivoluzionario, del 25 giugno 1950, ebbe inizio la Guerra di Corea. Questo conflitto provocò tre milioni di morti, la cui larga maggioranza fra le fila delle masse popolari nordcoreane, e terminò nel luglio 1953 con un Accordo di armistizio che ad oggi non è mai stato sostituito da un trattato di pace, nonostante le innumerevoli proposte a tal fine da parte del governo nordcoreano. La Corea è stata quindi ufficialmente divisa in Repubblica Popolare Democratica, socialista e indipendente dopo il ritiro delle truppe sovietiche nel 1948, e in Repubblica capitalista e controllata dagli americani, tutt’oggi presenti in forza con 28.500 soldati.

Gli Stati Uniti, però, violarono l’accordo pochissimo tempo dopo, stoccando già dal 1958 un enorme quantitativo di armi nucleari in Corea del Sud, rendendola il paese con più armi nucleari in Estremo Oriente. Oltre a ciò, l’esercito americano si diede a una serie di provocazioni contro la RPDC tra gli anni ‘60 e i primissimi anni 2000: nel 1968 la marina militare nordcoreana catturò una nave-spia americana, la USS Pueblo, che si era infiltrata in territorio nordcoreano con atti di spionaggio che lo stesso comandante americano confessò nella sua lettera di scuse ufficiali; nel 1969 la contraerea nordcoreana abbatté un aereo-spia, l’EC-121; nel 1976 si verificò l’Incidente di Panmunjom, quando alcuni soldati americani entrarono in territorio nordcoreano per abbattere un pino che, a loro detta, “ostacolava la visuale degli osservatori ONU”, evento da cui nacque uno scontro a fuoco in cui 4 soldati americani rimasero uccisi; nel 1994 la contraerea nordcoreana abbatté un elicottero-spia, l’OH 58-D, intrufolatosi per 7 chilometri nello spazio aereo nordcoreano: un pilota fu ucciso, l’altro trattenuto per due settimane e rispedito negli Stati Uniti; nel 2003 un aereo-spia statunitense fu prevenuto dall’entrare nello spazio aereo della RPDC quando gli si affiancarono quattro jet nordcoreani e fu costretto a fare marcia indietro. Questi gli episodi più significativi e noti.

Si comprende dunque come, in questa situazione, e ancor più considerando le grandi difficoltà attraversate negli anni ‘90 col crollo dei primi paesi socialisti, la morte di Kim Il Sung e le varie calamità naturali che hanno colpito il paese, la RPDC abbia dovuto far fronte alle sempre più intense minacce da parte dell’imperialismo rafforzando le proprie capacità di autodifesa. La nuova linea strategica adottata in questo senso dal successore di Kim Il Sung, Kim Jong Il (1942-2011), fu chiamata Songun (“Prima l’esercito”). Questa linea conobbe importanti sviluppi negli anni 2000, allorché furono effettuati i primi due test atomici della RPDC (2006 e 2009) e proseguita dopo la morte di Kim Jong Il dal suo successore Kim Jong Un, con altri test nel 2013, 2016 e 2017, proceduti parallelamente allo sviluppo missilistico, ma senza trascurare l’economia civile. Il risultato è che oggi la RPDC è uno Stato dotato di ogni tipo di arma e tecnologia militare, dotata anche di missili balistici intercontinentali, bombe atomiche e all’idrogeno, ed è un paese strategicamente alla pari con le grandi potenze, mentre il suo socialismo compie passi in avanti nel miglioramento del tenore di vita delle masse popolari, grazie alla base fornita dalla Politica Byungjin (“Sviluppo parallelo” delle forze nucleari e dell’economia civile), giunta al termine lo scorso aprile dopo cinque anni per concentrare tutti gli sforzi sull’edificazione socialista interna.

Jean-Claude Martini

Delegato Ufficiale KFA-Italia

Associazione di Amicizia e Solidarietà

Italia – Repubblica Popolare Democratica di Corea

 

Fonte: Resistenza

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Un pensiero su “70° anniversario della RPDC (Jean-Claude Martini)

  1. Giusto e doveroso celebrare il 70 ° anniversario dalla nascita della RPDC, fulgido esempio di socialismo nazionale e di progresso economico e militare, a difesa della sovranità nazionale e contro ogni forma di imperialismo. Lunga vita a Kim Jong Un

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