L’Associazione di Studio dei Diritti Umani di Corea denuncia manovre intriganti anti-RPDC

Pyongyang, 4 novembre (KCNA) — L’Associazione di Studio dei Diritti Umani di Corea ha reso pubblica il 4 la seguente dichiarazione:

L’ente dei diritti umani Human Rights Watch, con sede negli USA, che monitora i cosiddetti diritti umani, ha pubblicato il 1° un “rapporto” fraudolento segnalando che nella RPDC dilagano atti di violenza sessuale sulle donne.

Il “rapporto” pubblicato da Human Rights Watch, abituato a un’irragionevole ostilità verso la RPDC, non merita di essere discusso, essendo un documento pieno di bugie dette da un pugno di scorie umane al fine di salvaguardare la loro sudicia vita, le quali sono fuggite abbandonando persino i loro genitori e figli dopo aver commesso crimini contro la patria e il popolo.

Il problema è che i prezzolati propagandisti anti-RPDC hanno fatto un gran baccano con la pubblicazione di questo “documento”.

Tanto il popolo coreano quanto il mondo intero sono costernati dagli atti verbali anormali e provocatori, scatenati mentre si crea l’atmosfera di riconciliazione e cooperazione nella penisola coreana e ci si sforza di stabilire un sistema di pace permanente e duraturo nella penisola coreana e nella regione.

La pubblicazione di tale “rapporto” è parte del tranello politico delle forze ostili che non vogliono la pace e la stabilità della penisola coreana, e una provocazione pericolosissima per macchiare l’immagine della RPDC e invertire la marcia verso la pace e la prosperità della penisola coreana.

L’Associazione di Studio dei Diritti Umani di Corea rifiuta integralmente e condanna severamente la campagna dei “diritti umani” anti-RPDC delle forze ostili, ritenendola una grave provocazione politica contro il nostro Stato e una pazzia anti-etica che si prende gioco della sacra dignità delle donne coreane.

Nel nostro paese, le donne esercitano eguali diritti rispetto agli uomini e si prendono molte misure giuridiche e amministrative per lo sviluppo delle donne e la protezione e la promozione dei loro diritti in tutti i settori delle attività nazionali e della vita sociale.

Tuttavia, le forze ostili ricorrono alla campagna dei “diritti umani” anti-RPDC divulgando dati irrazionali e fraudolenti, ciò che diventa una grave violazione della sovranità della RPDC e un insulto intollerabile al nostro popolo che gode a suo piacimento della civilizzazione socialista.

Considerando la pubblicazione del “rapporto” come un’aperta violazione della sovranità e della dignità del nostro Stato, l’Associazione di Studio dei Diritti Umani di Corea ha proposto agli organi competenti di trovare i complici nell’elaborazione e nella pubblicazione di questo “documento” e di punirli penalmente secondo la legge della RPDC.

Se si perturberà l’ambiente pacifico e stabile, preparato con duri sforzi nella penisola coreana per via delle sinistre manovre delle forze ostili che fomentano baccano anti-RPDC, denigrando perfino la dignità delle donne sotto l’insegna della “protezione dei diritti umani”, la responsabilità ricadrà totalmente sugli enti dei diritti umani anti-RPDC e sulle forze ostili che li istigano. -0-

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