Lottare per la realizzazione di una giustizia internazionale genuina è la posizione principale della politica estera della RPD di Corea

La giustizia è l’ideale comune del genere umano e raggiungere la prosperità comune in un mondo libero e pacifico ove la giustizia internazionale regni sovrana è un’aspirazione condivisa ed un desiderio di tutti i paesi e le nazioni del mondo.

Tuttavia, nell’arena internazionale attuale i principi fondamentali universalmente riconosciuti che soprintendono alle relazioni internazionali sono platealmente violati, le manovre degli imperialisti per l’aggressione e la guerra sono giustificate e legittimate ed i loro tentativi di violare la sovranità di altri paesi a proprio piacimento si fanno più pronunciati che mai.

La realtà esige con urgenza che i popoli progressisti del mondo intraprendano una lotta attiva per la realizzazione della giustizia internazionale, a prescindere dalle differenze di credo politico e religioso e dal livello di sviluppo economico e culturale.

Al VII Congresso del Partito del Lavoro di Corea, Kim Jong Un, Presidente della Commissione Affari di Stato della Repubblica Popolare Democratica di Corea, ha sottolineato la necessità di combattere per una giustizia internazionale genuina articolando la politica estera indipendente del Partito del Lavoro di Corea e del governo della RPDC.

Il Dirigente Supremo Kim Jong Un disse:

«È fondamentale combattere per una giustizia internazionale genuina».

L’indipendenza è, in ultima analisi, giustizia, e soddisfare equamente l’esigenza d’indipendenza e gli interessi di tutti i paesi e le nazioni è fondamentale per la realizzazione della giustizia internazionale.

Per ogni paese o nazione che ha diritto ad esistere e svilupparsi indipendentemente in quanto membro a pieno titolo della comunità internazionale insieme agli altri paesi e nazioni, il maltrattamento e l’oppressione da parte di forze esterne sono un insulto intollerabile e non si può parlare di giustizia in un paese afflitto dalla dominazione, dalla subordinazione, dall’interferenza e dalle pressioni ad opera di forze esterne.

I grandi dirigenti Kim Il Sung e Kim Jong Il hanno confermato attraverso la loro pratica rivoluzionaria personale che l’indipendenza è la giustizia della storia, la vittoria della rivoluzione e la base per lo sviluppo di relazioni internazionali eque, ed hanno indirizzato la tendenza della storia lungo il cammino dell’indipendenza, scrivendo così una nuova storia d’indipendenza in cui le masse popolari portano a compimento la rivoluzione nei propri paesi in maniera indipendente e costruiscano un nuovo mondo più giusto, libero dalla dominazione e dalla subordinazione.

Il Dirigente Supremo Kim Jong Un, inalberando più in alto la bandiera dell’indipendenza e della giustizia internazionale impugnata da Kim Il Sung e Kim Jong Il, intraprende attività vigorose per arrestare e frustrare le manovre egemoniche dei reazionari imperialisti, per l’amicizia e la solidarietà coi paesi socialisti e le forze indipendenti antimperialiste, per l’instaurazione di relazioni internazionali indipendenti ed eque e per la pace e la sicurezza globali.

Quattro visite nella Repubblica Popolare Cinese, una visita nella Repubblica Socialista del Vietnam e nella Federazione Russa e due serie di incontri colloqui al vertice tra RPDC e USA sono eventi storici che hanno pienamente dimostrato al mondo intero la posizione strategica e la dignità della RPDC ed apportato grandi contributi alla salvaguardia della pace e della sicurezza globali ed alla costruzione di un nuovo mondo, indipendente e giusto.

La RPDC non farà la minima concessione o compromesso, così come nel passato, sulle questioni concernenti gli interessi fondamentali del paese e del suo popolo e compirà sforzi determinati per realizzare una giustizia genuina che serva a soddisfare equamente l’esigenza d’indipendenza e gli interessi di tutti i paesi e le nazioni.

Al fine di realizzare una giustizia internazionale genuina, è necessario stroncare tutti i tipi di pratiche ed ostacoli che le vadano contro.

Il Dirigente Supremo Kim Jong Un ci ha insegnato che è doveroso compiere ogni sforzo per rigettare categoricamente l’egemonismo, l’arbitrio, il doppiopesismo e l’ingiustizia degli imperialisti che violano la sovranità ed il diritto all’esistenza dei paesi e delle nazioni e garantire equità nel trattamento delle questioni internazionali, frantumando la sfacciata ed ingannevole apparenza di “giustizia” ostentata dagli imperialisti e dai dominazionisti.

Oggi, nell’arena internazionale, vi sono serie contraddizioni e lotte tra i popoli progressisti del mondo che lavorano per difendere la sovranità e la dignità dei loro paesi e delle loro nazioni da una parte e tra le forze reazionarie imperialiste che ricorrono all’aggressione, alla guerra, all’egemonia ed all’arbitrio dall’altra.

A causa dell’aggressione e dell’interferenza degli imperialisti e delle forze egemoniche, la sovranità dei paesi e delle nazioni viene violata e guerre e conflitti scoppiano in vari paesi.

Le azioni degli imperialisti, del tipo di quelle compiute contro la Siria negli ultimi anni e ripetute oggi contro il Venezuela al fine di rimuovere il presidente legittimamente eletto di uno Stato sovrano, sono una sfida diretta alla giustizia internazionale.

Ciò che è peggio è il fatto che tali invasioni armate od interferenze negli affari interni sono attuate sotto il manto dello “annientamento del terrorismo”, della “pacificazione” e della “protezione dei diritti umani”.

Gli imperialisti parlano bene dei paesi ad essi asserviti ma etichettano quelli insubordinati come “cattivi”, “criminali”, “dittature” e “Stati sponsor del terrorismo”, tentando di imporre oltraggiosamente i loro valori sotto l’insegna della “giustizia”.

Esigiamo che i doppi standard e l’egemonismo oggi rampanti nelle relazioni internazionali non siano più tollerati e che mai più si permettano o si tollerino fenomeni anormali dannosi per la giustizia e la verità.

Tutti i paesi e le nazioni che aspirano all’indipendenza ed alla giustizia devono frustrare risolutamente le pratiche imperialiste di egemonia, arbitrio, aggressione e violazione dei diritti sovrani e salvaguardare la propria sovranità. Essi devono inoltre lottare vigorosamente per fare a pezzi i discorsi ipocriti degli imperialisti sulla “giustizia” e realizzare una giustizia internazionale genuina.

È importante garantire che le esigenze di tutti i paesi in via di sviluppo e della comunità internazionale nel suo insieme siano equamente riflesse nella risoluzione dei problemi internazionali che si trovano oggi di fronte all’umanità, quali i conflitti, l’antiterrorismo e l’ambiente.

Oggi le esigenze indipendenti e gli interessi dei paesi in via di sviluppo sono marginalizzati nelle discussioni dei problemi internazionali, mentre si persegue apertamente la legge della giungla.

Alcuni paesi irresponsabili voltano deliberatamente le spalle all’ambiente e ad altri seri problemi e scavalcano apertamente le convenzioni internazionalmente accettate in nome dei loro interessi economici.

I paesi che aspirano all’indipendenza ed alla giustizia devono aumentare la vigilanza contro le manovre degli imperialisti che tentano di pescare in acque torbide immischiandosi nelle dispute ed allo scopo di interferire negli affari interni di Stati sovrani col pretesto dell’antiterrorismo, della protezione dei diritti umani e via dicendo. Essi dovranno inoltre dirigere la punta di lancia dei loro attacchi contro gli atti egoistici degli imperialisti che mirano unicamente al benessere individuale a spese del mondo intero.

Si dovrà instaurare un nuovo ordine internazionale basato sulla sovranità al fine di realizzare una giustizia internazionale genuina.

Oggi, nelle relazioni internazionali, la priorità e i poteri decisionali vengono assegnati solo ad alcuni specifici paesi sviluppati, mentre le opinioni dei paesi in via di sviluppo e molti altri vengono ignorate.

Allo scopo di rettificare tali pratiche anormali, il vecchio ordine che tollera i privilegi di alcuni paesi nell’arena politica internazionale deve essere eliminato, i principi di rispetto per la sovranità, l’integrità territoriale, la non-interferenza negli affari interni e l’equità devono essere applicati e un ordine economico internazionale basato sul principio di eguaglianza e mutuo beneficio deve essere instaurato.

I grandi dirigenti Kim Il Sung e Kim Jong Il avanzarono l’idea di sostituire il vecchio ordine internazionale (strutturato dagli imperialisti in modo tale da renderli capaci di decidere e sistemare i problemi internazionali in base alle loro convenienze) con un ordine che soddisfi i desideri dell’umanità progressiva che aspira all’indipendenza. Attraverso le loro energiche attività esterne, essi garantirono che i paesi non allineati e quelli in via di sviluppo incanalassero i loro sforzi per instaurare un nuovo ordine internazionale basato sull’indipendenza e per sviluppare la cooperazione Sud-Sud nella politica, nell’economia, nella cultura ed in altri vari campi sul principio dell’autosostentamento collettivo.

Con un senso di responsabilità e coscienza corrispondente alla posizione strategica considerevolmente elevata grazie alla saggezza straordinaria, al coraggio unico, al lavoro instancabile, alla devozione disinteressata, alla direzione eccezionale ed esperta ed alle vigorose attività esterne del Dirigente Supremo Kim Jong Un, la RPDC combatte con maggior risolutezza per la distruzione del vecchio ordine internazionale che ricorre all’ingiustizia sotto l’insegna della “giustizia” e per instaurarne uno nuovo, equo e giusto.

È importante garantire equità nelle attività delle Nazioni Unite ed in altre organizzazioni internazionali al fine di instaurare un nuovo ordine internazionale.

Il fatto storico che mostra come le organizzazioni internazionali assumano un ruolo importante nell’instaurare un ordine globale, dimostra che il processo d’instaurazione di un ordine internazionale equo procede necessariamente di pari passo con un processo di risoluzione adeguata dei problemi propri delle organizzazioni internazionali.

Attualmente, esistono ampi divari nell’uguaglianza tra i paesi e le nazioni in molte organizzazioni internazionali. Nelle sole Nazioni Unite i paesi non allineati, sebbene siano la schiacciante maggioranza, non esercitano un’adeguata influenza, mentre un ristretto numero di potenze godono di privilegi contrari alla Carta delle Nazioni Unite.

Non deve essere trascurato neppure il fatto che le cosiddette “risoluzioni” adottate all’ONU ed in altri consessi internazionali servono solo a giustificare e legittimare la prepotenza e l’arbitrio di paesi specifici e le ingiustizie inaudite di imporre sanzioni alle vittime sono apertamente commesse in nome dell’ONU, sulla base del fatto che le vittime hanno protestato contro i carnefici.

Sebbene le sanzioni possano venir concepite quale ultima, disperata misura da quelle forze che ammettono la loro incapacità di far cadere la RPDC con la forza, esse equivalgono a gravi violazioni dei suoi diritti sovrani e sono un insulto oltraggioso alla giustizia internazionale; pertanto, la RPDC non le tollererà nella benché minima misura ed anzi le sfiderà e le distruggerà completamente ed a qualunque costo.

Al fine di sradicare le relazioni di dominazione, soggiogamento ed ineguaglianza e costruire un mondo giusto ove si garantiscano la piena sovranità e l’eguaglianza di tutti i paesi e di tutte le nazioni, la comunità internazionale dev’essere democratizzata e, a tale scopo, dovranno essere democratizzate le Nazioni Unite e le altre organizzazioni internazionali.

La RPDC esige con fermezza che l’ONU e le altre organizzazioni internazionali mettano fine allo stato di cose ed alle prassi di tollerare i privilegi di certi paesi e forniscano rinforzi legislativi ed istituzionali che garantiscano equamente le esigenze indipendenti e gli interessi di ogni paese ed ogni nazione sui principi del rispetto per la sovranità, l’integrità territoriale, la non-interferenza negli affari interni e l’uguaglianza.

La giustizia internazionale non si realizzerà mai da sola, ma diventerà possibile solo allorquando i paesi antimperialisti ed indipendenti diventeranno forti abbastanza.

Se un paese non è sufficientemente forte, non avrà voce nell’arena internazionale, né sarà in grado di difendere la giustizia e la coscienza, e diventerà un giocattolo nelle mani delle potenze, per quanto onesto e giusto esso possa essere.

Grazie alla saggia direzione dei grandi dirigenti Kim Il Sung e Kim Jong Il, la RPDC ha consolidato l’unità unanime del Partito e del popolo, le potenti fondamenta dell’economia nazionale autosufficiente e le possenti capacità di difesa nazionale sotto la bandiera dispiegata dell’indipendenza, dell’autosufficienza e dell’autodifesa; queste sono una garanzia affidabile nella lotta per realizzare una giustizia internazionale genuina.

Conformemente allo storico discorso di orientamento pronunciato dal Dirigente Supremo Kim Jong Un alla prima sessione della XIV Assemblea Popolare Suprema, la RPDC consoliderà ulteriormente le fondamenta materiali del socialismo e rafforzerà la potenza politica e militare in ogni modo, portando così a compimento la causa dell’edificazione di un potente paese socialista e contribuendo a realizzare una giustizia internazionale genuina.

I paesi progressisti nel mondo amanti della giustizia devono lavorare per costruire con le proprie forze e sulla base del principio di autosufficienza e sviluppo autonomo.

È ugualmente importante rafforzare l’unità basata sull’indipendenza.

I popoli progressisti del mondo, fautori dell’indipendenza, devono fronteggiare le manovre imperialiste di divisione ed alienazione con una strategia d’unità, unendosi e cooperando gli uni con gli altri trascendendo le differenze di sistema sociale, opinioni politiche, ideologia, religione, nazione e razza.

Lavorare per realizzare una giustizia internazionale genuina è l’incrollabile posizione del Partito e del governo della RPDC.

La RPDC darà attivamente slancio, come sempre, alla sacra causa della costruzione di un mondo nuovo, indipendente e giusto in stretta unità con i popoli di tutti i paesi che aspirano all’indipendenza ed alla giustizia, tenendo alta la bandiera dell’antimperialismo e dell’indipendenza, la bandiera della giustizia internazionale.

Fonte: Naenara

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