La forza non è un’esclusiva degli USA

Il Direttore di Ricerca Politica dell’Istituto di Studi Americani del Ministro degli Affari Esteri della RPDC ha rilasciato la seguente dichiarazione alla stampa il 29 maggio:

È adesso di pubblico dominio che gli Stati Uniti hanno condotto il 29° test nucleare sub-critico nel sito nucleare del Nevada il 13 febbraio, causando gravi preoccupazioni e la denuncia della comunità internazionale.

La cosa più grave è che il test è stato eseguito alla vigilia del vertice RPDC-USA di Hanoi che ha discusso la questione di costruire un regime di pace duraturo e solido nella penisola coreana.

Gli USA hanno così rivelato il loro secondo fine consistente nel ricercare una soluzione dei problemi basata sulla forza, pur parlando pubblicamente di dialogo.

L’intenzione si spiega appieno con gli atti politicamente, economicamente e militarmente ostili commessi dagli USA nei confronti della RPDC, suo partner, dagli storici colloqui al vertice di Singapore.

Anche dopo che gli USA si erano impegnati alla “instaurazione di nuove relazioni tra RPDC e USA” nella Dichiarazione Congiunta del 12 Giugno, Bolton (Consulente per la Sicurezza alla Casa Bianca), Pompeo (Segretario di Stato) ed altri funzionari di alto rango dei circoli diplomatici e della sicurezza statunitensi hanno insultato la dignità della nostra dirigenza suprema e scatenato un fiume d’invettive e calunnie contro la RPDC, etichettandola “regime canaglia”. Hanno anche fatto ricorso a schemi ostili per soffocarci con la forza, dicendo che “cambieranno registro” se la RPDC non si piegherà alla loro pretesa di disarmo nucleare unilaterale.

Contemporaneamente, gli USA hanno continuato a perseguire la loro strategia di “massima pressione” contro la RPDC, tentando di strangolarla economicamente.

Dall’agosto 2018, hanno imposto sanzioni arbitrarie per 11 volte su oltre 40 enti ed individui originari di vari paesi tra cui RPDC, Cina, Russia, Singapore e Sudafrica, hanno continuato a cambiare le normative sulle sanzioni anti-RPDC e pubblicato “avvertenze” di ogni sorta in più di un’occasione così da imporre embarghi finanziari e navali contro la RPDC.

Peggio ancora, hanno commesso il crimine d’impossessarsi di una nostra nave da carico con l’assurda scusa che avremmo violato le odiose sanzioni americane.

Attualmente compiono manovre scaltre per imporre ulteriori sanzioni sulle nostre navi, sulle nostre organizzazioni e sui nostri cittadini e limitare le attività legittime dei nostri diplomatici, impiegando il comitato per le sanzioni anti-RPDC del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

Essi hanno anche minacciato militarmente la RPDC svolgendo esercitazioni congiunte dei corpi della marina, la “Dongmaeng [Alleanza] 19-1″, esercitazioni aeree di combattimento ed altre prove di guerra in collusione con la Corea del Sud lo scorso novembre, così come nel marzo e nell’aprile di quest’anno.

Da marzo a maggio di quest’anno hanno condotto un test d’intercettazione missilistica simulando intercettazioni degli ICBM della RPDC nella base aeronautica in California, il test dell’ICBM “MinuteMan-3” e dell’SLBM “Trident-2 D-5” diretto alla RPDC ed ai paesi con essa confinanti e hanno compiuto un volo di ricognizione sulla RPDC.

Hanno compiuto anche altre manovre per schierare mezzi d’atterraggio sofisticati in Giappone ed SLCM capaci di trasportare testate nucleari nei pressi della penisola coreana.

Tutti questi fatti mostrano chiaramente che gli USA non hanno mai rinunciato alla loro folle ambizione di conquistare la RPDC con la forza, nonostante la Dichiarazione Congiunta RPDC-USA del 12 Giugno.

Tanto tuonò che piovve.

Gli USA farebbero bene a considerare che i loro atti ostili porteranno solo all’esacerbazione della tensione nella situazione attualmente instabile nella penisola coreana e ad una reazione uguale e contraria.

L’uso della forza non è assolutamente un monopolio degli Stati Uniti.

Fonte: Naenara

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