Omaggio al Presidente KIM IL SUNG (3)

Terminiamo la pubblicazione di una serie di articoli sul Presidente Kim Il Sung, giuntici dall’ambasciata della RPD di Corea, per il 108° anniversario della sua nascita, e in occasione dell’8° anniversario dello scritto del compagno Kim Jong Un Il grande Kim Il Sung è il dirigente eterno del nostro Partito e del nostro popolo.

 

Destini diversi

 

Che ne sarà degli esseri umani nei vari sistemi sociali?
Lo vedremo attraverso i destini di due persone.

Peterson negli USA

L’anno scorso, comparve un articolo sul New York Times che parlava di un uomo il quale, aggirandosi su una tre ruote per una strada del Wisconsin, sparò a un uomo uccidendolo.
L’assassino si chiamava William Peterson, 52 anni. Perché, dunque, aveva ucciso proprio quell’uomo d’affari?
Operaio specializzato, egli aveva lavorato nell’azienda dell’uomo per più di 30 anni, apportando un tangibile contributo a farle fruttare parecchi profitti. L’anno scorso il CEO dell’azienda lo convocò per incaricarlo di finire un progetto entro una settimana assieme a sette od otto colleghi. Peterson propose di iniziare il progetto dopo aver corretto i difetti del luogo di lavoro per quanto attiene alle cattive condizioni di lavoro e ai molti luoghi pericolosi. Ascoltando Peterson, il CEO gli disse rabbiosamente che lo avrebbe licenziato qualora avesse disobbedito.
A quel tempo, un pesante fardello gravava sulle sue spalle: mettere da parte dei soldi per le medicine di sua moglie, costretta a letto, e per la figlia maggiore che stava studiando con impegno sperando di accedere a un liceo. Non poté quindi fare altro che iniziare a lavorare con la sua squadra. Due giorni dopo si verificò un grave incidente sul posto di lavoro, che creò un gran caos e tutti gli altri impiegati rimasero uccisi sul posto. Peterson scampò a malapena alla morte, ma perse tutte e due le gambe. Non ricevette alcuna indennità, ma si assunse la responsabilità dell’intero incidente e così fu licenziato. Ricevendo la notizia, sua moglie si ammalò di mente prima di esalare l’ultimo respiro due mesi dopo. Sua figlia rinunciò al suo sogno e iniziò a cercare lavoro, ma anche lei morì per lo stress causato dai problemi economici.
Deciso a vendicarsi del presidente, Peterson vendette tutte le proprietà di famiglia per comprarsi un’arma da fuoco. Infine, sparò al presidente ubriaco mentre stava uscendo da un night club.
Durante il processo, disse: «Io sono un assassino, ma il vero criminale non sono io, bensì gli imprenditori che pensano solo al denaro e la società americana, che mi hanno costretto ad agire in questo modo».

Kang Sun Yong nella RPDC

Nata seconda di sette fratelli a Osaka (Giappone), nell’ottobre 1950, Kang Sun Yong, insieme alla sua famiglia, fu rimpatriata nella RPDC, sua patria, nell’agosto 1960.
In Giappone suo padre lavorava in un negozio di ottica gestito da un giapponese, vivendo in miseria. Ma nella sua patria egli trovò lavoro come vicepresidente di una cooperativa che produceva vetri ottici.
I suoi fratelli e lei stessa hanno frequentato le elementari, le medie inferiori e superiori e poi l’università senza pagare alcuna tassa scolastica.
Oggi lei è il CEO dell’azienda Rungna.
Suo padre ebbe a dire ai figli: «Mi chiedo se sareste venuti su come siete ora, se fossimo rimasti in Giappone. Assolutamente impensabile, separati dal grembo del paterno leader Kim Il Sung e della patria. Ovunque siate e qualsiasi cosa facciate, dovete sempre ricordarvi la loro benevolenza e dedicarvi alla prosperità del paese».
Ricordando le parole di suo padre, ella, assieme a suo marito, ha dato una mano concreta non solo ai principali cantieri di costruzione ma anche ai soldati dell’EPC.
I suoi figli hanno studiato in università come la Kim Il Sung e, dopo la laurea, sono stati assunti in settori importanti del paese.
Kang Sun Yong ha detto: «Ogni volta che ripenso alla mia vita, mi sento felice. Se non fosse stato per il riconoscente sistema socialista, mi chiedo cosa ne sarebbe stato di me».

***

Anche il viaggio in aereo è stato gratis

 

Nella Repubblica Popolare Democratica di Corea la nascita di terzine e quadrigemini è vista come un evento di buon auspicio, un segno di fortuna per il paese, e il governo presta un’attenzione speciale alla loro cura, garantendo loro assistenza medica. Questa realtà attira l’attenzione del mondo.
Circa 70 anni fa, dopo la liberazione del paese avvenuta il 15 agosto 1945 dall’occupazione militare giapponese (1905-1945), la prima terzina nacque in un giorno di luglio del 1947.
Ricevendo la notizia da un funzionario, Kim Il Sung disse: «È un evento di buon auspicio; un vecchio detto dice che la nascita di più di un bambino è un segno di fortuna per il paese; che gran bene sarà, quando la neonata terzina crescerà tanto da diventare un pilastro del paese!».
Egli fece quindi sì che fossero loro forniti gli alimenti, i vestiti e le fasce per neonati necessarie per accudirle, e incaricò lo Stato di assumersi la responsabilità e la sollecitudine speciali per le terzine e le rispettive madri.
Oggi le donne incinte di più di un bambino partoriscono all’Ospedale di maternità di Pyongyang, che gode di fama mondiale, godendo di ogni sorta di comodità e condizioni; le si fanno partorire nell’ospedale a prescindere dalla durata della gravidanza, dal luogo di residenza e dalla professione. Qualora vivano in provincia, possono recarsi all’Ospedale di maternità di Pyongyang coi soli certificati di anamnesi emessi dagli ospedali locali.
Una donna incinta che viveva a Nampo, sul Mar Occidentale di Corea, giunse all’Ospedale di maternità di Pyongyang per una visita medica e il risultato fu che era incinta di una quadrigemina. Dopo aver trascorso circa 50 giorni in ospedale, partorì i bambini con facilità, ma né lei né loro godevano di buona salute. Nati all’ottavo mese, nessuno dei bambini pesava neanche la metà di un neonato normale.
I quadrigemini furono dunque messi nell’incubatrice e la madre guarì con l’aiuto di alimenti nutrienti tra cui del miele selvatico che le fu fornito dallo Stato.
Dopo circa 200 giorni passati in ospedale, dove hanno ricevuto il dovuto trattamento dai medici e dalle infermiere, furono dimessi in buona salute. Se i servizi medici che hanno ricevuto per più di 200 giorni in ospedale fossero stati calcolati nei termini economici dei paesi capitalisti, dove le spese di consegna ammontano a 10.000$, la tassa giornaliera per il ricovero ammonta a 1.400$ per il neonato e un massimo di 1.200$ per la madre, questi le sarebbero costati una fortuna. Ma la madre e i membri della sua famiglia non hanno saputo di alcuna somma da pagare per il trattamento medico che hanno ricevuto. Questo è un tipico e vivido esempio del sistema sanitario gratuito di questo paese.
In questo paese è in vigore un accurato sistema d’informazione; se una donna incinta di più di un bambino partorisce inaspettatamente o prima del previsto, le si invia immediatamente una équipe medica a casa o per portarla all’Ospedale di maternità di Pyongyang o per farla partorire sul posto in caso di emergenza.
Quando una donna, residente nella prefettura di Kapsan, provincia del Ryanggang, partorì una terzina, il governo inviò nella sua zona un aereo insieme a medici e infermiere dell’Ospedale di maternità di Pyongyang. La donna e i bambini furono portati all’ospedale in aereo sotto la supervisione dei medici e delle infermiere. Grazie all’accurato trattamento medico essi, che non stavano bene, furono dimessi dall’ospedale in buona salute.
Neanche loro hanno saputo di quanto costasse il trattamento ricevuto, per non parlare delle spese per il volo.

***

 

L’impegno morale di un grande uomo per il continente africano

 

Il continente africano è strettamente legato all’impegno internazionalista del Presidente Kim Il Sung (1912-1994), che ha aiutato materialmente e moralmente i paesi che avevano iniziato a costruire nuove società.
A metà degli anni ’70 il presidente togolese, alla testa di una folta delegazione, visitò la Repubblica Popolare Democratica di Corea. Allorquando incontrò il Presidente Kim Il Sung, gli chiese di raccontargli le esperienze della RPDC.
Kim Il Sung disse che l’appoggio sulle proprie forze in economia era il fondamento dell’indipendenza politica, sottolineando che senza la costruzione di un’economia nazionale autoportante gestita con le proprie risorse, la propria tecnologia e i propri quadri autoctoni non si poteva averla vinta sulle pressioni economiche degli imperialisti, né difendere la sovranità politica.
Apprendendo che il Togo mancava di quadri autoctoni, Kim Il Sung fece sì che i funzionari della RPDC in questione andassero nel paese a costruire una scuola di partito e a fornire assistenza tecnica per un progetto d’irrigazione.
Ecco come il liceo dell’Unione del Popolo Togolese fu costruito nella capitale del Togo, e in cui vennero formati i funzionari che potevano condurre la costruzione di una nuova società.
Nel marzo 1981 il presidente della Tanzania visitò la RPDC. Quando incontrò Kim Il Sung, lo mise al corrente della situazione dell’agricoltura nel suo paese e gli chiese assistenza a questo riguardo. La sua più grande preoccupazione era l’irrigazione e soprattutto le pompe d’acqua.
Kim Il Sung gli disse che avrebbe potuto dargliene una grossa, ma che nel futuro avrebbero dovuto fabbricare le proprie, e gli mostrò una fabbrica di pompe d’acqua.
Spiegandogli in dettaglio come la fabbrica fu costruita e ampliata, egli disse alla sua controparte tanzaniana che la RPDC avrebbe potuto aiutare la Tanzania a costruire una fabbrica di pompe d’acqua. Egli intendeva dire che era necessario, per il continente africano, avere assistenza ma era importante che seguissero la via dell’appoggio sui propri mezzi, credendo nella loro forza.
Un funzionario tanzaniano che accompagnava il suo presidente disse: «Il Presidente Kim Il Sung ci ha incoraggiati a contare sulle nostre forze mostrandoci una fabbrica di pompe d’acqua; altri paesi avrebbero pensato a far soldi vendendocene; l’esperienza di appoggio sulle proprie forze maturata dalla RPDC è senza dubbio l’assistenza di cui abbiamo bisogno».
Il presidente malgascio disse: «Altri paesi avrebbero pescato per noi quando avevamo fame; questo avrebbe significato una nostra continua dipendenza da loro nel futuro, ma il Presidente Kim Il Sung ci ha insegnato a pescare cosicché avremmo prendere pesci da soli ogniqualvolta lo avremmo voluto».
Sotto la grande attenzione del Presidente Kim Il Sung per lo sviluppo dell’agricoltura nei paesi africani, furono costruiti istituti agricoli in Tanzania e in Guinea e la RPDC inviò tecnici agricoli in questi paesi per rendere loro assistenza tecnica.
In onore di Kim Il Sung, il presidente guineano fece sì che l’istituto costruito nel suo paese fosse chiamato Istituto Agricolo Kim Il Sung.
L’aiuto che Kim Il Sung diede ai popoli africani era motivato dal suo sincero senso del dovere.
Quando scoppiò un’epidemia di colera in un paese, Kim Il Sung ordinò a una squadra medica operante in quel paese di non evitare i malati ma adottare le necessarie misure di prevenzione e fare del loro meglio per curare i pazienti.
Quando il Benin gli chiese di inviare medici specializzati, funzionari nel settore dell’economia pianificata e tecnici della produzione di ceramica, Kim Il Sung risolse il problema senza esitazioni.
Una fabbrica di mattoni in Tanzania, uno stadio a Zanzibar, una fabbrica di stampa in Benin, una centrale idroelettrica in Etiopia, il Palazzo Nazionale in Guinea, le strutture d’irrigazione costruite in Etiopia, in Mozambico, in Ruanda e in altri paesi, l’edificio governativo in Lesotho, il palazzo del parlamento nella Repubblica Centrafricana, un teatro all’aperto e la torre della torcia della rivoluzione in Burkina Faso, uno stadio nella capitale delle Seychelles, Victoria, e altro: tutto questo racconta del senso del dovere internazionale di Kim Il Sung.
La RPDC ha aiutato i paesi africani non perché fosse più ricca di altri, ma in base al senso del dovere internazionale di Kim Il Sung che ha dato istruzione di aiutare i paesi africani cosicché potessero raggiungere un’indipendenza politica ed economica completa dagli imperialisti e svilupparsi con le proprie forze.
I paesi africani ricorderanno sempre il nobile senso del dovere internazionale di Kim Il Sung.

***

Il Presidente Kim Il Sung e un ecuadoregno

 

Umberto, direttore generale della casa editrice Voluntad in Ecuador, disse, ricordando ciò che avvenne all’inizio degli anni ’50:
«Prima di stampare gli opuscoli che un mio amico mi aveva affidato, li lessi. Erano libri di opere del Presidente coreano Kim Il Sung. Leggendoli, non riuscivo a contenere la felicità e l’entusiasmo che mi pervadevano all’aver trovato una nuova “bibbia”. Le opere, piene di idee incentrate sull’uomo e di affezione per l’uomo, indicano la via genuina della vita umana che l’umanità ha tanto desiderato, e danno uno scorcio della società ideale in cui tutti godono di una bella vita».
Entusiasmato dalle opere, egli si gettò a capofitto nella loro stampa. Le copie stampate evocarono grandi sensazioni; i telefoni nella casa editrice suonavano continuamente, lettere giungevano e persone venivano a trovarlo.
Esprimendo le loro impressioni, questi gli chiesero di stampare più opere del Presidente della Repubblica Popolare Democratica di Corea Kim Il Sung (1912-1994).
Iniziò a nascere in lui un’illimitata riverenza per il Presidente Kim Il Sung, finché il suo unico desiderio divenne vederlo.
Nel 1974, egli visitò la RPDC e lo incontrò.
Apprezzando il suo lungo viaggio, il Presidente lo ringraziò per il sostegno che dava alla causa della riunificazione nazionale del popolo coreano attraverso le pubblicazioni in America Latina, aggiungendo che gli sembrava di aver incontrato un suo vecchio amico.
Umberto fu profondamente impressionato dal fatto di esser stato ricevuto informalmente e di aver discusso con lui, un semplice editore, delle questioni politiche mondiali.
Nell’ottobre 1980, quando Umberto si recò in visita in Corea, il Presidente seppe che di lì a poco avrebbe festeggiato il suo 50° compleanno e fece in modo che fosse organizzata una festa di compleanno per lui.
Un anno, il Presidente fece recapitare una torta e un cesto floreale al secondogenito di Umberto, che festeggiava il suo compleanno in visita nella RPDC; quando la sua primogenita stava per celebrare le sue nozze, le fece inviare dei regali e invitò i novelli sposi a Pyongyang.
Umberto, che maturò la certezza per la quale la RPDC guidata dal Presidente Kim Il Sung è una società ideale per il genere umano, pubblicò molte opere di Kim Il Sung.
Umberto ha fatto del suo meglio per fare amplia pubblicità della grande idea Juche e ora i suoi figli seguono i suoi passi.

 

Traduzioni a cura di Jean-Claude Martini

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