Due dichiarazioni dei compagni coreani (3-4 giugno)

Dichiarazione del portavoce del Dipartimento Internazionale del CC del PLC

(3 giugno)

 

Il Segretario di Stato USA Pompeo, intervistato dai media statunitensi il 31 maggio, ha definito la Cina una minaccia reale. Affermando che la minaccia cinese origina dalle idee del Partito Comunista, ha proferito idiozie sul fatto che gli USA lavoreranno coi propri colleghi in Occidente per far sì che il mondo del prossimo secolo sia quello occidentale in cui regni la “democrazia liberale” degli USA.

Non è la prima volta che dice sciocchezze sulla Cina relativamente alle questioni di Hong Kong, di Taiwan, dei diritti umani e delle dispute sul commercio. Ciò su cui non si dovrebbe qui sorvolare è che egli ha calunniato la direzione del Partito Comunista Cinese (PCC) sul socialismo.

Etichettando il socialismo guidato dal Partito Comunista come una dittatura che distrugge le idee, la democrazia e i valori dell’Occidente, si è messo a far baccano circa la costruzione di un mondo degli USA e dell’Occidente libero dal governo del PCC. Le sue stupide osservazioni indicano l’intenzione di fare lo stesso col socialismo nella RPDC guidato dal PLC.

Pompeo, grandemente dedito allo spionaggio e alla cospirazione contro altri paesi, è diventato talmente ignorante da non saper più discernere dove il sole sorge e dove tramonta.

Egli ha detto che il Partito Comunista di oggi è diverso da quello di dieci anni fa, ciò che mostra il suo riconoscimento del fatto che il socialismo diventa più forte sotto la guida del Partito Comunista e il suo nervosismo per la situazione critica degli USA che si stanno eclissando.

I manifestanti infuriati dagli estremisti razzisti affollano persino la Casa Bianca. Questa è la realtà negli Stati Uniti oggi. Il liberalismo e la democrazia americani hanno ingiuriato i manifestanti chiamandoli “sinistroidi” e minacciano di scatenare persino cani per la repressione.

Pompeo non dovrebbe nutrire simili chimere di minare il Partito Comunista e il socialismo sulla loro marcia vittoriosa, come i vari governanti degli USA sognavano.

Pyongyang, 3 giugno Juche 109 (2020)

Fonte: Rodong Sinmun

***

Dichiarazione di Kim Yo Jong

(4 giugno)

 

Il 4 giugno, Kim Yo Jong, prima vicedirettrice dipartimentale del CC del PLC, ha rilasciato una dichiarazione a proposito delle azioni sconsiderate perpetrate il 31 maggio dai “transfughi del Nord”, rifiuti umani.

Nella dichiarazione si evidenzia, tra le altre cose:

Ho saputo per informazione che il 31 maggio i “transfughi del Nord” hanno fatto delle stupidaggini nella zona della prima linea lanciando centinaia di migliaia di volantini contro la nostra Repubblica verso la regione dalla parte nostra.

Il problema è che questa feccia indegna di essere chiamata umana ha denigrato in lungo e in largo persino la nostra dirigenza suprema, tirando in ballo il “problema nucleare”.

Vorrei chiedere alle autorità sudcoreane se sono pronte a rispondere delle intenzioni proferite da questi cani bastardi, da questi scarti che hanno calunniato senza esitazioni la nostra Repubblica mettendo in mezzo il “problema nucleare” nel momento più inopportuno e nel modo più ignobile.

Odio chi fa delle stupidaggini. Ma odio ancora di più chi fa finta di non vederle o le sostiene.

Le autorità sudcoreane non potranno dire di non conoscere la dichiarazione di Panmunjom e l’accordo militare che ha definito il divieto, nei paraggi della linea di demarcazione militare, di ogni atto ostile, tra cui la diffusione di volantini.

Non si dovrebbe essere in una certa misura ragionevoli, per quanto siano inveterati i rapporti di ostilità tra il Nord e il Sud e viscerale l’animosità contro i propri compatrioti?

È difficile comprendere che in un momento come oggi, degli atti ostili così infami e vigliacchi siano tollerati in Corea del Sud.

Se simili azioni maligne, perpetrateci direttamente in faccia alla vigilia del 20° anniversario della pubblicazione della Dichiarazione Congiunta del 15 Giugno, vengono ignorate col pretesto della “libertà dell’individuo” e della “libertà d’espressione”, le autorità sudcoreane dovranno ben presto prevedere la peggior situazione.

Se costoro tengono veramente agli accordi Nord-Sud e hanno la volontà di applicarli alla perfezione, devono anzitutto sbarazzarsi della loro immondizia invece di fare commenti inutili e chiederci di “rispondere”.

Prima di fornire giustificazioni, esse dovranno elaborare quantomeno una legge per impedire la farsa di questi scarti e mettersi nelle condizioni di fare in modo che non si verifichino fatti sgradevoli.

Noi affermiamo chiaramente che se faranno cadere questa questione dando ancora spiegazioni a caso, saranno costrette a pagarla a caro prezzo.

La bontà non è compatibile con l’ostilità, e ancor meno lo è la distensione con lo scontro.

Fonte: Rodong Sinmun

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