Il Presidente KIM IL SUNG su Mao

In occasione dell’odierno 127° anniversario della nascita di Mao Zedong, grande dirigente e maestro del proletariato internazionale, pubblichiamo questa raccolta di citazioni del Presidente Kim Il Sung sulla sua figura e la sua opera.

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«Voi avete scrupolosamente seguito le direttive del Partito Comunista Cinese e del compagno Mao Zedong di prendersi cura di ogni montagna e di ogni fiume della Corea, di ogni suo albero e filo d’erba. Vi siete presi cura del popolo coreano come avreste fatto coi vostri fratelli di sangue. Avete considerato le sofferenze del popolo coreano come le vostre stesse sofferenze e avete gioito dei loro buoni eventi come se fossero capitati a voi. Le nobili qualità morali dei Volontari del popolo cinese sono state esemplari per il nostro Esercito Popolare e il nostro popolo, il vostro caloroso amore per il popolo coreano, così come il vostro aiuto abnegato li hanno infinitamente commossi»
(Discorso alla cerimonia di commiato in onore dei Volontari del popolo cinese, 11 marzo 1958, in Opere, vol. 12)

«Il Partito Comunista Cinese e il compagno Mao Zedong hanno esortato i loro Volontari ad amare la Repubblica Popolare Democratica di Corea, il Partito del Lavoro di Corea e il popolo coreano né più né meno di come amano il proprio paese, il proprio Partito e il proprio popolo e di rispettare altamente ogni singola montagna, fiume, albero e filo d’erba in Corea»
(L’amicizia militante tra i popoli coreano e cinese, 26 settembre 1959, in Opere, vol. 13)

«Il popolo cinese fratello, sotto la direzione del Partito Comunista Cinese e del compagno Mao Zedong, sta ottenendo grandi successi nell’edificazione del socialismo. La trasformazione socialista è stata compiuta vittoriosamente nelle aree urbane e rurali della Cina e un grande balzo in avanti sta avendo luogo in tutti i campi della costruzione socialista. La produzione industriale in Cina è aumentata l’anno scorso di circa il 70% e il suo raccolto di grano e altri prodotti agricoli è stato alto»
(Ibidem)

«Riguardo alla rivoluzione cinese, la quale ha sofferto molti rovesci a causa della linea capitolazionista di destra di Chen Duxiu e della linea avventurista di “sinistra” di Li Lisan, nella sua fase iniziale e in seguito ha dovuto superare parecchie difficoltà a causa della comparsa di vari gruppi frazionisti. Tuttavia, il Partito Comunista Cinese si è alfine unito sulla base delle idee esposte dal compagno Mao Zedong ed è stato in grado di condurre la rivoluzione cinese alla vittoria lavorando sodo per applicare queste idee»
(Sul rafforzamento del lavoro per l’instaurazione del sistema ideologico monolitico del Partito tra i quadri e sul lavoro per rivoluzionarizzarli, 6 luglio 1970, in Opere, vol. 25)

«Il X Congresso del vostro Partito è stato un congresso di vittorie, che ha dimostrato la potenza della granitica unità dell’intero Partito, dell’intero esercito e dell’intero popolo attorno al Comitato Centrale del Partito guidato dal compagno Mao Tsetung, il grande dirigente del popolo cinese, che ha fondato il Partito Comunista Cinese e ha guidato la rivoluzione cinese lungo il cammino della vittoria»
(Messaggio di saluto al X Congresso del Partito Comunista Cinese, 31 agosto 1973, in Peking Review n. 37 – supplemento, 14 settembre 1973)

«Sotto la direzione del compagno Mao Tse-tung e del Partito comunista cinese con lui alla testa, il popolo cinese fratello, forte dello spirito rivoluzionario d’indipendenza, di sovranità e di fiducia in se stesso di cui ha dato prova, ha riportato grandi successi nella rivoluzione socialista e la costruzione socialista e ha trasformato in un breve lasso di tempo la vecchia Cina retrograda in una nuova Cina socialista.
La politica di blocco e d’isolamento degli imperialisti riguardo la Cina è vergognosamente fallito, mentre la Repubblica popolare di Cina è cresciuta e si è rinforzata fino a diventare una potente forza rivoluzionaria antimperialista in Asia e il suo prestigio s’innalza più che mai sul piano internazionale. In questi ultimi anni, attraverso la grande rivoluzione culturale proletaria e il movimento di critica di Lin Piao e di Confucio, la Cina ha consolidato la dittatura del proletariato, ha rinforzato la coesione dell’intero popolo, ha rinvigorito la sua potenza economica e le sue capacità di difesa nazionale e ha rinnovato le attitudini spirituali e morali del popolo. Infatti, attualmente, il popolo cinese vive un’epoca di prosperità nazionale mai conosciuta nella sua storia più volte millenaria»
(Discorso pronunciato al banchetto offerto dal Comitato centrale del Partito comunista cinese e dal Consiglio di Stato della Repubblica popolare cinese al Palazzo dei congressi del popolo a Pechino in onore della delegazione di Partito e di governo della Repubblica popolare democratica di Corea, 18 aprile 1975, in Sulla strategia antimperialista, Associazione per i rapporti culturali con la Repubblica popolare democratica di Corea, Roma 1977, pag. 253)


«Nel corso della mia ultima visita in Cina, i dirigenti e il popolo cinesi hanno detto che l’amicizia tra la Corea e la Cina instaurata da me e dal compagno Mao Zedong non morirà mai. Infatti, nessuna forza potrà mai rompere le relazioni amichevoli tra i popoli coreano e cinese»
(Colloquio col direttore dell’Associazione per gli scambi culturali Giappone-Corea e la sua delegazione, 17 maggio 1975, in Opere, vol. 30)

«Grazie alla Grande Rivoluzione Culturale Proletaria, al movimento di critica di Lin Piao e Confucio e alla lotta per respingere il tentativo deviazionista di destra di capovolgere i giusti verdetti, iniziati e guidati personalmente dal compagno Mao Tsetung, oggi la dittatura del proletariato è stata ulteriormente consolidata e si è ancor più rafforzata l’unità del popolo di tutta la Cina»
(Messaggio di condoglianze, in Peking Review n. 39, 24 settembre 1976)

«Le visite reciproche che si fanno spesso i dirigenti di partito e di governo della Corea e della Cina per scambiarsi opinioni, riaffermare la loro solidarietà e lottare così insieme sono una eccellente tradizione instaurata al tempo in cui erano ancora vivi il compagno Mao Zedong e il compagno Zhou Enlai. […]
Il popolo cinese, sotto la giusta direzione del suo grande Leader, il compagno Mao Zedong, e del PCC, ha fatto trionfare la rivoluzione popolare, ha instaurato il regime socialista e accelerato energicamente l’edificazione del socialismo, trasformando così la Cina retrograda in una Cina nuova e socialista quale la vediamo oggi. Così facendo, esso ha dimostrato chiaramente la superiorità e la vitalità del regime socialista e ha contribuito grandemente all’accrescimento delle forze rivoluzionarie antimperialiste in Asia e nel mondo»
(Discorso del compagno Kim Il Sung al banchetto offerto dal CC del Partito Comunista Cinese e dal Consiglio degli affari di Stato della Repubblica Popolare Cinese in onore della sua visita ufficiale in Cina, 16 settembre 1982, in La visita ufficiale del grande Leader compagno Kim Il Sung nella Repubblica Popolare Cinese, Edizioni in Lingue Estere, Pyongyang 1982)

«È dopo aver cominciato a godere della direzione del suo grande capo il compagno Mao Zedong e del Partito Comunista Cinese, in seguito a numerose e prolungate vicissitudini, che il popolo cinese si è aperto un cammino in modo originale alla rivoluzione popolare e ha salutato un’epoca storica nuova per la creazione di una nuova vita da padrone del proprio destino»
(Discorso pronunciato dal compagno Kim Il Sung al raduno di massa organizzato nella città di Chengdu in suo onore, 21 settembre 1982, in op. cit.)

«Coloro che si opponevano all’idea di concepire gli intellettuali come una componente della forza motrice della rivoluzione ritenevano che gli intellettuali si schiereranno o con i capitalisti o con la classe operaia ma che la maggior parte stesse dalla parte dei capitalisti. Io dissi loro che, in base alle circostanze, non molti tra gli intellettuali del nostro paese si sarebbero schierati con la classe capitalista e che la stragrande maggioranza sarebbe stata invece per la rivoluzione poiché hanno sofferto l’oppressione nazionale e un trattamento iniquo sotto il dominio coloniale imperialista giapponese nel passato. Io evidenziai che i nostri intellettuali non erano un bersaglio della rivoluzione, ma la sua forza motrice, che Marx, Lenin e Mao Zedong furono intellettuali, che molti intellettuali hanno preso parte alla rivoluzione, quindi perché non potrebbero esserne la forza motrice? Dissi che io non ero né un operaio, né un contadino, né un intellettuale e che la mia origine non potrebbe definirsi altrimenti che rivoluzionaria»
(Colloquio con la delegazione del Movimento 26 Marzo dell’Uruguay, 20 febbraio 1993, in Opere, vol. 44)

«Per dieci giorni abbiamo discusso questi problemi in modo generale con Wu Ping. Parlando con lui appresi che i comunisti cinesi avevano rotto l’assedio di Chiang Kai-shek e iniziato la lunga marcia di 12mila chilometri all’insegna dell’avanzata a settentrione contro il Giappone, in base alla strategia di Mao Zedong. Noi fummo grandemente incoraggiati dal fatto che la rivoluzione cinese fosse passata dalla ritirata, seguita al fallimento della prima guerra civile, a una parziale offensiva, consolidando così i suoi successi»
(Attraverso il secolo. Memorie, vol. 3, Edizioni in Lingue Estere, Pyongyang 1993)

«Scalando i monti Laoye, l’Esercito rosso degli operai e dei contadini, sotto il comando di Mao Zedong e di Zhu De, progrediva nella storica lunga marcia di 12mila chilometri nella Cina continentale, spezzando i cordoni di accerchiamento formati dall’esercito di Chiang Kai-shek. Dopo aver raggiunto il fiume Dadu il 30 maggio 1935, l’Esercito rosso occupò un antico ponte a catena chiamato “Ponte Luding”, dopo una feroce battaglia, e aprì la via a decine di migliaia di soldati sulla Lunga Marcia. Il 30 maggio fu il giorno in cui Shi Dakai, capo della ribellione del Taiping, tentò di attraversare il fiume; era anche il decimo anniversario delle atrocità del 30 maggio a Shanghai. Non è superfluo notare che un corpo ardito e intrepido dell’Esercito rosso ebbe attraversato il Ponte Luding in questo fatidico giorno»
(Attraverso il secolo. Memorie, vol. 4, Edizioni in Lingue Estere, Pyongyang 1993)

«Nella sua “Lettera ai membri dell’associazione per la salvezza della patria di tutta la Cina”, pubblicata all’inizio del 1937 in un numero di Tikhi Okean (Il Pacifico), rivista sovietica di politica internazionale, Mao Zedong aveva affermato che una lotta attiva contro l’imperialismo giapponese era perfettamente possibile e aveva citato come esempio le attività dei partigiani contro i giapponesi nella Cina del nord-est. Aveva scritto che le truppe dei partigiani antigiapponesi attive in questa regione della Cina avevano annientato in qualche anno più di 100.000 uomini tra le vive forze del nemico e gli avevano inflitto delle perdite enormi ammontanti a svariate centinaia di milioni di yuan, contenendo e ritardando così l’invasione giapponese dell’entroterra cinese. Questi apprezzamenti dei meriti delle truppe dei partigiani che operavano nella Cina del nord-est riguardano anche le gesta dei comunisti coreani»
(Attraverso il secolo. Memorie, vol. 6, Edizioni in Lingue Estere, Pyongyang 1995)

A cura di Jean-Claude Martini

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