KIM JONG UN – Discorso di apertura dell’VIII Congresso del Partito del Lavoro di Corea (5/1/2021)

Martedì 5 gennaio si è aperto a Pyongyang l’VIII Congresso del Partito del Lavoro di Corea. Proponiamo in questa sede la traduzione integrale del discorso di apertura tenuto dal compagno Kim Jong Un; seguirà a parte, una volta terminati i lavori congressuali, la pubblicazione di tutte le altre notizie a essi correlate.

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Cari compagni delegati,

L’VIII Congresso del Partito, preparato con cura e presenziato con fervore da milioni di membri del Partito animati da un amore ardente per il paese e da una fedeltà sconfinata, si è aperto in un momento molto importante e decisivo per lo sviluppo della nostra rivoluzione.

Permettetemi anzitutto di rendere omaggio e onori supremi ai grandi compagni Kim Il Sung e Kim Jong Il, fondatore e costruttori del Partito del Lavoro di Corea, Leader eterni del nostro Partito, del nostro Stato e del nostro popolo, traducendo la fedeltà illimitata dei compagni delegati, di tutti i membri del Partito, del popolo intero così come di tutti gli ufficiali e i soldati dell’Esercito Popolare.

Compagni delegati!

Cinque anni sono passati da quando il nostro Partito e tutto il nostro popolo hanno intrapreso la nuova marcia per raggiungere gli obiettivi immediati ed eseguire i compiti dell’edificazione socialista fissati dal VII Congresso del Partito del Lavoro di Corea.

Durante questo periodo, le peggiori tra le peggiori difficoltà e ostacoli senza precedenti sono sorti consecutivamente dinanzi alla nostra rivoluzione. Tuttavia, il nostro Partito ha riportato grandi vittorie con azioni pratiche, perseveranti e precise volte a realizzare il suo programma di lotta.

La nostra forza interna è cresciuta e il prestigio esterno del paese si è innalzato, ciò che annuncia l’avvento di una nuova epoca di grande slancio e di grandi cambiamenti nell’edificazione socialista.

La VI sessione plenaria del VII Comitato Centrale del Partito del Lavoro di Corea, svoltasi lo scorso agosto, ha deciso di convocare il presente congresso dopo aver analizzato e valutato a fondo il nuovo corso di sviluppo della nostra rivoluzione e le esigenze soggettive e oggettive della situazione attuale.

Lo svolgimento del congresso del Partito nelle attuali, difficili circostanze costituisce un notevole avvenimento politico di grande importanza, data la sua influenza sulla situazione interna ed esterna in evoluzione e la prospettiva della lotta del nostro Partito, un partito socialista al potere.

La pubblicazione della storica decisione sulla convocazione del congresso del Partito ha provocato l’emozione entusiasta del popolo di tutto il paese e ha ricevuto il suo sostegno assoluto e la sua approvazione calorosa. Essa ha inoltre inflitto un duro colpo alle forze reazionarie di ogni risma che si scapicollano per ostacolare la nostra opera, considerandola una spina nel loro fianco.

Questo anche perché la convocazione di questa assise suprema del Partito è la manifestazione della convinzione incrollabile del Partito del Lavoro di Corea di condurre la rivoluzione a una nuova tappa di vittorie, della sua ferma volontà e del suo solenne giuramento di compiere impeccabilmente il suo dovere responsabile portando sulle spalle l’avvenire del paese di modo da meritare l’immensa fiducia e la profonda considerazione del popolo.

Il Comitato Centrale del nostro Partito ha dichiarato davanti al mondo intero che farà dell’VIII Congresso del Partito del Lavoro di Corea un congresso di lavoro, di lotta e di progresso.

Fare un bilancio serio delle sue attività dopo il VII Congresso, fissare orientamenti e compiti di lotta precisi per ottenere nuove vittorie nell’edificazione del socialismo di tipo coreano e prendere misure pratiche a tal fine è la promessa fatta ai membri del Partito e al popolo.

Durante questi ultimi cinque anni di lotta aspra e gloriosa, il nostro Partito ha registrato successi non meno numerosi nella rivoluzione e nello sviluppo del paese.

Le vittorie e gli avvenimenti prodigiosi, degni di essere scolpiti a lettere dorate nella storia pentamillenaria del paese, ottenuti e verificatisi dopo il VII Congresso, costituiscono un solido impegno in grado di salvaguardare eternamente, con sicurezza, le sorti della patria e del popolo e hanno gettato delle fondamenta preziose per l’accelerazione dell’edificazione economica e del miglioramento del benessere della popolazione.

Tuttavia, sebbene il termine per il completamento della strategia quinquennale per lo sviluppo dell’economia nazionale sia scaduto lo scorso anno, quasi nessun settore economico ha raggiunto il suo obiettivo iniziale ed è tutt’altro che una cosa buona.

Ogni sorta di problemi che hanno fatto ostacolo ai nostri sforzi e alla nostra marcia per riportare incessantemente nuove vittorie nell’edificazione socialista si sono presentati tanto all’interno quanto all’esterno.

Il modo più sicuro e più rapido che ci sia per trionfare sulle attuali multiple difficoltà risiede proprio nell’accrescimento della nostra forza interna, nelle nostre forze autonome.

È a partire dal principio di risolvere tutti i problemi che sorgono nel rilevare la causa interna, e non esterna, dei problemi, e nell’intensificare il ruolo della nostra forza motrice, che il presente congresso analizzerà le esperienze e le lezioni acquisite, così come i difetti rilevati nel periodo trascorso e ne farà un’analisi approfondita e un bilancio rigoroso in tutti i loro aspetti per definire in modo scientifico l’obiettivo e i compiti di lotta che ci porremo e dovremo portare a termine a ogni costo.

Per noi, sia i successi già ottenuti che le amare lezioni accumulate sono preziosi.

Essi costituiscono dei beni dal valore inestimabile che non si possono scambiare nemmeno con lingotti d’oro, così come una base solida per nuove vittorie.

Dobbiamo rafforzare e sviluppare le vittorie e i successi ottenuti col sudore della nostra fronte e a prezzo del nostro sangue e prendere misure preventive per non ripetere i graffianti errori del passato.

Soprattutto, dobbiamo riconoscere audacemente i difetti che ci ostacoleranno seriamente e che diverranno delle grandi menomazioni se li si lascia tali e quali, prendendo misure energiche per rimediare a dette carenze.

Il presente congresso si è aperto con questa ferma volontà e questa incrollabile determinazione.

Se l’VIII Congresso del Partito, congresso di lotta, svolge impeccabilmente i suoi lavori e presenta le linee e gli orientamenti strategici e tattici giusti, la rivoluzione coreana saluterà un’epoca di nuovo slancio e di nuovo grande balzo.

Il presente congresso offrirà un’occasione di svolta e la lotta del Partito del Lavoro di Corea per la prosperità della nazione e la felicità del popolo giungerà a una nuova tappa.

Compagni delegati!

Preparando in questi ultimi quattro mesi l’attuale congresso come un congresso di lavoro, di lotta e di progresso, il Comitato Centrale del Partito ha concentrato i suoi sforzi sui seguenti filoni.

Anzitutto, ha analizzato in dettaglio, in modo tridimensionale e su tutti i piani lo stato dell’attuazione delle decisioni del VII Congresso, ne ha fatto il bilancio e ne ha tratto esperienze e lezioni così da assicurare il suo sviluppo e il suo progresso ulteriori.

A tal fine, ha formato una commissione centrale di controllo non permanente e l’ha inviata alle organizzazioni locali per analizzare la loro situazione e ascoltare attentamente i pareri dei membri del Partito che lavorano sul posto, siano essi operai, contadini o intellettuali.

Il lavoro di studio è stato svolto tramite l’invio dei gruppi d’analisi e di controllo dapprincipio in tutte le province, poi in tutti i ministeri, gli organismi a livello centrale, in tutti i settori e gli ambiti, per informarsi sulla situazione prontamente, dettagliatamente e su tutti i piani.

Essi hanno esaminato in dettaglio i difetti rilevati nell’esecuzione delle decisioni del VII Congresso, tra cui i sabotaggi e i formalismi nonché le loro cause ma anche i successi, così come i limiti nella direzione esercitata dalle organizzazioni di Partito.

Nel corso della preparazione del presente congresso, i dipartimenti del Comitato Centrale e le organizzazioni di Partito a tutti i livelli hanno presentato all’Ufficio Politico e al comitato preparatorio del congresso i dati del bilancio delle loro attività durante gli ultimi cinque anni e le loro opinioni costruttive e concrete sugli obiettivi di lotta e il piano per il futuro.

Ci siamo convinti una volta di più della grande verità che le masse popolari sono i migliori maestri e che abbiamo fatto bene ad ascoltare le opinioni delle organizzazioni e dei membri del Partito nel corso della preparazione del congresso.

Questo lavoro ha avuto un’importanza centrale nel lavoro volto a fare di questo congresso un congresso rivoluzionario e militante, traducendo la volontà unanime di tutti i partecipanti e nel rendere le decisioni del Partito da adottarsi, la volontà comune di tutto il Partito.

Si è proceduto all’analisi, al bilancio delle finanze del Partito negli ultimi cinque anni e alla ricerca di misure per il loro miglioramento nel quadro della preparazione del congresso.

Si è parimenti condotto uno studio approfondito per correggere i punti irrazionali nello statuto del Partito, dovuti a un’adozione meccanicistica dei valori caduchi del passato, di valori stranieri, conformandosi alle esigenze della rivoluzione e ai principi dell’edificazione del partito Juche.

Inoltre, ci si è informati su tutti gli aspetti circa il lavoro dei membri dell’organismo dirigente del VII Comitato Centrale, valutando quindi il loro contributo al rafforzamento del Partito e alla rivoluzione.

Prima di questo congresso, tutto il Partito ha fatto un bilancio sostanziale del lavoro degli organismi dirigenti delle sue organizzazioni di base, dei suoi comitati provinciali, cittadini e distrettuali e dei comitati di Partito che si sono assunti funzioni a questi paragonabili; ha egualmente condotto con successo delle riunioni chiamate a eleggere i delegati al congresso principalmente tra i militanti che hanno promesso di giocare un ruolo da protagonista nell’esecuzione delle decisioni del congresso.

Per onorare l’VIII Congresso del Partito, chiamato a indicare una nuova via alla rivoluzione coreana, i membri di tutto il Partito e il popolo in tutto il paese hanno celebrato il suo 75° anniversario come un grande evento felice, con raddoppiato entusiasmo nella loro offensiva frontale e hanno ottenuto successi eclatanti nella loro battaglia degli 80 giorni segnata dalla fedeltà con cui vi si sono impegnati come un sol uomo, assicurando in tal modo la sua fruttuosa apertura.

L’elevato entusiasmo politico dei nostri militanti e del nostro popolo, che hanno dato sinceramente tutto se stessi per concorrere alla gloria e alla potenza del nostro degno Partito alla vigilia del suo congresso, è la manifestazione di uno spirito rivoluzionario straordinario assolutamente introvabile nel mondo di oggi.

Perfino nel contesto della crisi sanitaria mondiale che si è protratta, l’anno scorso, in un modo inaudito nella storia, il nostro popolo ha saputo sormontare le difficoltà incontrate assicurando la sua unanimità d’azione cosciente nel suo sforzo anti-epidemico e sostenendo invariabilmente la situazione stabile della prevenzione epidemica, considerandola come suo dovere patriottico. Esso si è sollevato come un sol uomo per riparare ai disastri delle calamità naturali, costruendo magistralmente in ogni angolo del paese più di 20.000 magnifiche case. I suoi grandi meriti hanno scritto una nuova, gloriosa pagina negli annali di lotta del nostro Partito.

Inoltre, su numerosi fronti in tutto il paese, i nostri militanti e i lavoratori di ogni strato hanno inviato al Comitato Centrale i loro rapporti pieni di preziose realizzazioni.

Ci tengo, con tutto il cuore, a rivolgere i miei vivi ringraziamenti e i miei calorosi saluti militanti all’insieme dei membri del Partito, dei civili e degli ufficiali e soldati dell’Esercito Popolare, i quali hanno difeso fermamente l’VIII Congresso del Partito con la loro abnegazione patriottica e la loro grande vittoria ottenuta manifestando più fortemente la potenza della coesione raggiunta, strettamente uniti attorno al Partito, nella loro aspra lotta per vincere molteplici difficoltà.

Approfitto inoltre del momento in cui mi trovo su questa gloriosa tribuna per salutare calorosamente le organizzazioni dei nostri compatrioti d’oltremare, tra cui la Chongryon, e tutti i coreani della diaspora.

Ricordandomi con rispetto dei compagni rivoluzionari e degli indimenticabili compagni d’armi che non sono qui presenti, di coloro che non hanno esitato a dare la loro preziosa vita al rafforzamento del Partito, alla ricchezza, alla potenza e alla prosperità della patria, alla felicità del popolo e all’avvenire della posterità, tengo a presentare, a nome dell’VIII Congresso del Partito del Lavoro di Corea, i miei sublimi omaggi a tutti i martiri patriottici.

Cari compagni delegati,

Noi, investiti da una missione gloriosa e sacra, siamo adesso riuniti a questo congresso significativo in un momento molto importante e decisivo.

Ci troviamo a una grande svolta ove si farà giungere a una nuova vittoria la causa rivoluzionaria del Juche iniziata sul monte Paektu e in un momento cruciale in cui si prosegue con vigore la storia dei 75 anni del glorioso Partito del Lavoro di Corea legandola ai suoi 80 anni; siamo qui a rappresentare il destino, il futuro, l’intelligenza e la saggezza di molti milioni di membri del Partito e di decine di milioni di coreani.

In questo mondo pieno di violente sfide e di instabilità, incombe a tutti noi la pesante responsabilità di portare la nostra Corea a diventare più potente e più ricca e di indicare al nostro popolo la scorciatoia verso la felicità.

In questo momento, tutti i militanti del Partito e il popolo in tutto il paese ripongono immenso interesse, aspettative e speranze in questo congresso chiamato a fare un bilancio delle attività rivoluzionarie di questi ultimi cinque anni e a definire la linea di combattimento e gli orientamenti strategici e tattici volti ad aprire un nuovo cammino.

Per rispondere a tutti i costi all’enorme fiducia e alle aspettative del popolo, che ha sempre riposto nel Partito una fiducia e un sostegno assoluti condividendo con esso la stessa sorte e che si è impegnato senza riserve alla difesa dell’VIII Congresso del Partito, noi dovremo dar prova di una responsabilità e di un entusiasmo supremi.

A questo congresso sono presenti 250 membri permanenti dell’organismo dirigente del VII Comitato Centrale del Partito e 4.750 delegati delle organizzazioni di Partito a tutti i livelli.

Tra i delegati, si contano 1.959 membri permanenti del Partito e quadri politici, 801 quadri dell’amministrazione e dell’economia statale, 408 militari, 44 membri permanenti delle organizzazioni dei lavoratori, 333 personalità dei settori della scienza, dell’insegnamento, della sanità pubblica, della letteratura e delle arti così come dei media, 1.455 militanti d’élite nei lavori sui campi.

Sono presenti 501 donne, cioè il 10% dell’insieme dei delegati.

Al congresso partecipano parimenti 2.000 persone a titolo di osservatori.

Impegnandomi solennemente, a nome di tutti i partecipanti all’VIII Congresso, che segnerà la sacra storia del Partito del Lavoro di Corea, a restar fedele al pensiero e all’opera rivoluzionari dei grandi compagni Kim Il Sung e Kim Jong Il,

Convinto che il presente congresso sarà un punto d’appoggio e una pietra miliare storica per operare uno slancio notevole nel rafforzamento e nello sviluppo del nostro Partito e nel compimento della causa del socialismo, così come nell’accrescimento del potenziale nazionale e nel miglioramento della vita del popolo,

Sperando inoltre che tutti i compagni delegati vi prenderanno parte con serietà, responsabilità e attivismo, dichiaro aperto l’VIII Congresso del Partito del Lavoro di Corea.

Fonte: Rodong Sinmun

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