La parola alla Corea socialista, contro le calunnie dell’imperialismo mondiale

Pubblichiamo quattro interessanti articoli provenienti da Pyongyang e trasmessici dall’ufficio europeo dell’Associazione Coreana Pubblicazioni e Scambi (KPEA).

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Il carnefice cerca di giudicare la vittima

Di recente alcuni paesi occidentali sono andati ripetendo che la “questione dei diritti umani in Corea del Nord” dovrebbe essere trattata dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

Andando a ritroso, il Consiglio di sicurezza ha discusso la “questione dei diritti umani” della RPDC e approvato “risoluzioni sui diritti umani” contro di essa ogni anno a partire dal 2014. Tuttavia, dal 2018 esso non è più riuscito neppure a mettere la questione stessa all’ordine del giorno poiché i membri permanenti non hanno trovato un consenso. Scontenti di questa situazione, coloro a cui il paese è inviso vanno sollevando un polverone.

Di fatto, non la “questione dei diritti umani in Corea del Nord”, ma le atrocità contro i diritti umani da parte degli USA e di altri paesi occidentali dovrebbero essere sottoposte all’attenzione del Consiglio di sicurezza dell’ONU.

Essi hanno fatto ricorso alle sanzioni e all’embargo contro la Repubblica Popolare Democratica di Corea sin dai suoi primi giorni di vita, semplicemente per aver scelto la via del socialismo e dell’indipendenza. Durante la guerra di Corea (1950-1953), costoro hanno usato persino armi batteriologiche, massacrato un gran numero di civili e ridotto il paese in cenere. Dopo il cessate il fuoco, hanno proseguito le ostilità e intensificato le sanzioni, parallelamente alle continue minacce di guerra nucleare. La loro politica ostile è continuata persino dopo la fine della guerra fredda, giungendo al suo apice dopo che la RPDC si è dotata di un deterrente nucleare d’autodifesa in risposta alle crescenti minacce nucleari da parte delle forze ostili.

I dati mostrano che i danni inflitti al paese da parte degli USA dal settembre 1945 al 2005 ammontano a 64.959.854 dollari.

Le attuali sanzioni e l’embargo contro di esso sono atrocità contro i diritti umani mai visti prima nella storia dell’umanità. Le forze ostili stanno bloccando le sue attività umanitarie, per non parlare del normale commercio con gli altri paesi.

A dispetto di ciò, i paesi occidentali vanno disperatamente tentando di internazionalizzare la “questione dei diritti umani in Corea del Nord”, che è davvero un caso di ladro che grida «al ladro!». La loro vera intenzione è coprire i loro crimini contro i diritti umani etichettando la RPDC, vittima delle loro violenze, quale imputato a tutti i costi e, per giunta, attuare i loro piani d’isolamento della Corea socialista dalla comunità internazionale e strangolarla a qualsiasi costo.

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Un dirigente dalla forte volontà

A dispetto del prolungato e crescente blocco economico e delle minacce militari da parte delle forze ostili, scontente del suo sviluppo e della sua avanzata indipendenti, la Repubblica Popolare Democratica di Corea percorre risolutamente il cammino della sua crescita. Inoltre, il paese procede dinamicamente al raggiungimento dell’ambizioso obiettivo di costruirsi come un potente paese socialista.

Questa realtà sbalorditiva è impensabile, se staccata dalla direzione di Kim Jong Un, presidente della Commissione per gli Affari dello Stato della RPDC.

La comunità internazionale considera il Leader della RPDC come un dirigente dalla forte volontà.

Alla V sessione plenaria del VII Comitato Centrale del Partito del Lavoro di Corea al potere, svoltasi nel dicembre 2019, Kim Jong Un disse che il feroce confronto col nemico si accompagna sempre col lavoro di rafforzamento del proprio potenziale e che si può prendere l’iniziativa in detto confronto, conquistando la vittoria, solo allorquando si dà la priorità al proprio rafforzamento. Ha quindi proposto la parola d’ordine: «Sormontiamo tutte le difficoltà sulla nostra via con un’offensiva frontale!».

Egli ha guidato tutto il popolo in un’offensiva frontale per aprire una breccia, così da frustrare il blocco delle forze ostili con la forza della fiducia in sé. Ha spronato tutte le unità dell’economia nazionale a lanciarsi nello sviluppo sostenibile del paese facendo affidamento sulle materie prime e sulle risorse locali ed esplorando e utilizzando costantemente le potenzialità e la forza dinamica interne. Ha fatto sì che la capacità militare difensiva del paese fosse ulteriormente potenziata al fine di far fronte alle provocazioni militari delle forze ostili.

Per il paese, il 2020 è stato un anno di disastri imprevisti; si è dovuto condurre il lavoro di prevenzione epidemiologica dinanzi alla crisi sanitaria mondiale e, allo stesso tempo, riabilitare le aree colpite da alluvioni senza precedenti e da tifoni rapidamente susseguitisi.

Dando la priorità assoluta alla protezione delle vite e della sicurezza del popolo, Kim Jong Un ha fatto in modo che si intensificasse il lavoro di prevenzione epidemiologica; ha anche fatto sì che i progetti di ricostruzione fossero condotti simultaneamente nelle aree del paese colpite. Superate con successo tutte le difficoltà, ha disvelato un progetto per la creazione di un futuro migliore; allorquando visitò l’area di Komdok, una produttrice di punta di materiali non ferrosi del paese, devastata dai disastri naturali, egli definì un obiettivo a lungo termine per trasformarla in una meravigliosa città di prim’ordine anziché limitarsi a riabilitarla.

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La RPDC vista attraverso i diritti delle donne

La natura e la realizzazione della posizione sociale e dei diritti delle donne dipendono dal tipo di società in cui queste vivono. La questione dei diritti femminili può mostrare la vera natura di una società.

Dunque, come sono essi garantiti nella Repubblica Popolare Democratica di Corea?

Per prima cosa, la dignità e la persona della donna sono garantite per legge nel paese.

Esso ha preso misure giuridiche e pratiche cosicché le donne potessero esercitare pari diritti rispetto agli uomini in tutti i campi della vita statale e sociale. Più di settant’anni fa è stata adottata la Legge sulla parità dei sessi per garantire l’eguaglianza e i diritti politici delle donne. La Costituzione socialista, la legge sui diritti politici delle donne, la legge sul lavoro socialista e altre garantiscono i loro diritti in campo politico, economico, culturale e in tutti gli altri ambiti. La dignità e la personalità della donna sono rispettate grazie alle politiche statali e sociali e ciò è diventato una prassi, una virtù assoluta della società.

Secondo, esse prendono liberamente parte alle attività statali e sociali quali legittime padrone del paese, apportando contributi attivi allo sviluppo sociale.

Esse sono eleggibili quali deputate all’Assemblea Popolare Suprema ed esercitano appieno i loro diritti politici nel Partito del Lavoro di Corea al potere, nelle organizzazioni dei lavoratori e nelle altre organizzazioni politiche. Non poche di loro mantengono incarichi di responsabilità nei loro rispettivi organismi. Le donne svolgono ruoli attivi e di primo piano nei campi della scienza, dell’istruzione, della sanità, delle arti e dello sport. Da menzionare in particolare è il fatto che esse esercitano tutti i loro diritti in qualità di membri liberi ed eguali della società a prescindere dalla loro posizione sociale, dal loro strato e dal loro censo. Sono libere dalla disoccupazione, dalla tratta di esseri umani, dalla violenza domestica e da tutti gli altri ceppi e forme di disuguaglianza.

Terzo, godono di benefici speciali da parte dello Stato.

Gli asili nido, gli asili d’infanzia e i servizi pubblici istituiti nei quartieri residenziali, nelle fabbriche, nelle aziende e nelle fattorie collettive rendono loro possibile prendere parte alla produzione e alle attività sociali senza sperimentare alcun inconveniente. Vi sono ospedali dedicati alle donne come l’Istituto di ricerca sui tumori mammari dell’Ospedale di maternità di Pyongyang, ed è politica del governo la diagnosi tempestiva e il trattamento delle malattie femminili. Non è raro che lo Stato invii persino aeroplani e prenda tutte le misure necessarie per una donna e il suo eventuale bambino prematuro. Il paese incoraggia le donne a fare molti figli; assegna dottori alle donne che abbiano avuto parti trigemini o quadrigemini e fornisce loro case su base preferenziale. Vi sono molti altri benefici speciali per loro. Quelle con più figli, inoltre, sono insignite del titolo di “Madre Eroina”.

Una donna irlandese ha detto: «Se dovessi rinascere, voglio rinascere coreana; la RPDC è un vero paradiso per le donne, nel quale i loro diritti e la loro dignità genuine vengono garantite al livello più alto».

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Perché l’Occidente nega la realtà della RPDC?

Gli stranieri che visitano la Repubblica Popolare Democratica di Corea si sorprendono a vedere che la realtà del paese è assai diversa da come la descrive l’Occidente. Infatti, è quasi impossibile trovare un articolo che valuti correttamente la realtà del paese nelle pubblicazioni dei paesi occidentali, USA inclusi.

E dunque, perché l’Occidente nega la sua realtà? È necessario osservare la sua realtà a paragone con la realtà dell’Occidente.

Ogni cittadino della RPDC ha il diritto di eleggere e di essere eletto. Operai, contadini e intellettuali possono essere eletti deputati alle assemblee popolari a tutti i livelli fino all’Assemblea Popolare Suprema (l’equivalente del Parlamento nei paesi occidentali) e partecipare direttamente all’amministrazione dello Stato. Nell’Occidente, tuttavia, il diritto di eleggere e di essere eletti è garantito in base alla durata della residenza e al censo. È raro che operai o contadini siano eletti al Parlamento o nelle istituzioni locali.

La disoccupazione esiste da sempre in ogni paese occidentale a prescindere da quanto sia sviluppato, ma la parola disoccupazione non esiste nella RPDC. Lo Stato fornisce a tutti i cittadini in età da lavoro un’occupazione adeguata in base ai loro desideri e alle loro capacità.

Non ci sono senzatetto nel paese. Le case sono fornite gratuitamente ai lavoratori dallo Stato. Gli operai comuni e gli impiegati d’ufficio vivono negli ottimi appartamenti nella via degli Scienziati del futuro e nella via Ryomyong a Pyongyang, ammirati da molti nel mondo. Quando il paese fu colpito da alluvioni l’anno scorso, lo Stato costruì nuove case per gli alluvionati tramite una mobilitazione generale. Le case di recente costruzione ammontano a 20.000.

I coreani non hanno di che preoccuparsi per la cura dei bambini, l’istruzione e l’assistenza sanitaria. Lo Stato si fa carico di tutti gli oneri riguardo alla cura e alla crescita dei bambini. L’istruzione universitaria ed extracurricolare, per non parlare dell’istruzione primaria e secondaria, sono gratuite. Lo Stato assicura un’istruzione universale obbligatoria di 12 anni, un livello alto per la media mondiale. Ogni ri (dong), la minore unità amministrativa del paese, ha un ospedale o una clinica e i residenti hanno un dottore assegnato a ciascuno di loro. Tutti ricevono un’assistenza sanitaria gratuita.

Tali fatti, se portati a conoscenza della comunità internazionale, non sarebbero altro che un grosso problema per coloro che cercano di isolare e strangolare la RPDC. Ecco perché l’Occidente è così contento di insozzare l’immagine della RPDC.

Traduzioni di Jean-Claude Martini

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