Il 68° anniversario della vittoria nella guerra di Liberazione della patria (27 e 28 luglio 2021)

VII Conferenza nazionale dei veterani

La VI Conferenza nazionale dei veterani si è solennemente svolta il 27 luglio davanti al Monumento alla vittoriosa guerra di Liberazione della patria a Pyongyang, alla presenza dello stimato compagno Kim Jong Un, Segretario generale del Partito del Lavoro di Corea e Presidente della Commissione per gli Affari di Stato della Repubblica Popolare Democratica di Corea.

Arrivato sul posto, egli ha scambiato saluti cordiali con alcuni veterani della guerra che hanno lavorato a lungo con ruoli importanti nel Partito e nel governo come anche degli organismi delle forze armate, stringendo la mano a ciascuno di loro.

Dopodiché, al suono di una musica di benvenuto, si è presentato alla tribuna d’onore insieme a dei veterani.

In quel momento, sono scoppiati dei fuochi d’artificio e una tempesta di giubilo ha fatto vibrare la terra e il cielo.

Rispondendo amichevolmente alle acclamazioni entusiastiche dei presenti, Kim Jong Un ha felicitato calorosamente i partecipanti alla conferenza e i veterani del paese.

Alla riunione hanno preso parte dei partecipanti alla guerra di Liberazione della patria e altre persone meritevoli dei tempi della guerra, ufficiali e soldati delle forze armate della Repubblica, giovani e studenti, il personale docente e amministrativo e gli alunni delle scuole rivoluzionarie.

Hanno preso posto sulla tribuna d’onore Choe Ryong Hae (membro del Presidium dell’UP del CC del PLC, primo vicepresidente della CAS e presidente del Presidium dell’Assemblea Popolare Suprema), Jo Yong Won (membro del Presidium dell’UP del CC del PLC e segretario del CC) e Kim Tok Hun (membro del Presidium dell’UP del CC e Primo ministro).

Erano parimenti presenti Ri Il Hwan, O Il Jong, Jong Kyong Thaek e Kim Yong Hwan, quadri del Partito e del governo, i segretari dei comitati provinciali del Partito e i quadri responsabili degli organismi delle forze armate, tra cui Pak Jong Chon, Kwon Yong Jin e Ri Yong Gil.

Una volta dichiarata l’apertura della conferenza, l’inno nazionale della RPDC è stato eseguito.

Kim Jong Un ha tenuto un discorso di felicitazioni energico e significativo.

Ivi egli ha espresso la gioia di rivedere i veterani di guerra e di celebrare con loro la grande festa della Vittoria, e ha rivolto le sue congratulazioni calorose ai partecipanti alla guerra e alle altre persone meritevoli del paese del tempo di guerra, così come a tutti i cittadini del paese in festa per il 27 Luglio.

«I difensori e i costruttori della patria degli anni ’50, creatori dello spirito di lotta e dello stile d’azione eroici ─ ha affermato ─ sono dei benefattori e dei maestri autentici da lodare e da prendere a esempio per sempre».

«I discendenti della generazione dei vincitori hanno la gloriosa missione di rendere infinitamente più potente e prospero questo paese difeso e salvato dai martiri loro antenati, continuando fulgidamente la gloriosa tradizione di vittoria e d’eroismo creata sotto la direzione del grande Leader e del grande Partito» ha sottolineato, assicurando che le conquiste della rivoluzione, costate il sangue della generazione dei vincitori, sono solide, e il nostro Stato e la nostra causa del socialismo promettono bene.

Parimenti, ha augurato una buona salute e una lunga vita ai veterani, dicendo che la loro buona salute basta di per se stessa a dare una forza inesauribile al nostro Partito e al nostro popolo e un coraggio enorme alla nostra rivoluzione.

Terminato il discorso, una nuova tempesta di acclamazioni si è scatenata e sono stati effettuati degli spari a salve.

Ammirando insieme ai veterani la statua Vittoria brillare sotto le abbaglianti illuminazioni notturne, Kim Jong Un ha espresso la sua certezza che il grande spirito e la ferma volontà ispirati dal 27 Luglio costituiranno un’eterna forza motrice del progresso e dello sviluppo dell’edificazione del socialismo.

La conferenza ha fornito un’occasione per dimostrare la volontà irriducibile del nostro popolo di riportare a ogni costo la vittoria definitiva dell’opera socialista avanzando coraggiosamente sotto la direzione dello stimato compagno Kim Jong Un, ispirandosi allo spirito di difesa della patria e della rivoluzione, di fiducia in sé e di inarrestabile spirito d’azione manifestato dagli eroi degli anni ruggenti.

Fonte: Rodong Sinmun

***

KIM JONG UN

L’eminente spirito eroico della generazione dei vincitori si perpetuerà splendidamente

Discorso pronunciato alla VII Conferenza nazionale dei veterani

27 luglio Juche 110 (2021)

Stimati compagni veterani,

Non riesco a descrivere la gioia e l’emozione di ritrovarmi tra voi, veterani della rivoluzione che noi tutti rispettiamo e che ci servono da esempio, al fine di celebrare la grande festa della Vittoria della nostra patria.

La grande storia della Vittoria che sarà commemorata fieramente e con dignità è un bene inestimabile per il nostro Stato e il nostro popolo.

Bisogna dire soprattutto che è un’occasione irripetibile e un grande onore per la nostra generazione quello di poter manifestare il suo rispetto a voi che siete protagonisti e testimoni viventi dell’eroica epoca leggendaria e di rivedervi spesso.

Io mi inchino profondamente per ringraziare voi stimati compagni veterani che, nel corso di tre anni di dura guerra, avete creato il mito di una vittoria prodigiosa e onorato l’epoca col vostro eroismo e prendete parte, con aria valente e fiera, alla celebrazione della festa della Vittoria assieme a tutti i partecipanti alla guerra di Liberazione della patria e a tutte le persone meritevoli del tempo di guerra.

Allo stesso tempo, presento i miei omaggi rispettosi ai martiri dell’Esercito Popolare e ai martiri patriottici che hanno sacrificato la loro gioventù e la loro vita per difendere la sovranità e l’onore della patria, e rivolgo contemporaneamente le mie vive felicitazioni al popolo intero che celebra la festa della Vittoria del 27 Luglio nella lotta irriducibile che conduce quotidianamente.

Egualmente, rendo un ossequio filiale ai martiri dell’Esercito dei Volontari del popolo cinese i quali, nei momenti più difficili per la nostra patria, non hanno risparmiato il loro prezioso sangue nella stessa trincea dei nostri soldati per respingere l’aggressione imperialista e rivolgo i miei calorosi saluti ai veterani di questo esercito.

Stimati compagni veterani,

L’impresa compiuta dalla generazione dei vincitori, questa seconda generazione della nostra rivoluzione, nel corso dello sviluppo glorioso della nostra Repubblica costituisce un grande monumento storico che rifulge con splendore.

Tutti i valori della nostra Corea potente e bella sono legati alle gesta della grande generazione che voi rappresentate.

Non si potrebbe pensare alla vita libera del nostro popolo di decine di milioni di anime, al nostro regime autentico, alla nostra bella natura, alle nostre fertili pianure e alle nostre preziose ricchezze naturali senza le alte prodezze degli innumerevoli combattenti che hanno difeso a prezzo del loro sangue ogni palmo di terra della nostra patria.

Se molteplici generazioni successive sono potute sfuggire alla schiavitù e conquistarsi la dignità di un popolo sovrano, lo devono alla lotta che hanno condotto a rischio della loro vita gli eroici difensori della patria negli anni ’50 per respingere l’aggressione dei brutali imperialisti americani.

Il grande merito della generazione dei vincitori di aver riportato la vittoria sugli invasori statunitensi e dei paesi al loro seguito, fatto senza precedenti, ha permesso la salvezza della patria e del suo avvenire così come l’onore dei suoi discendenti di godere della reputazione e della gloria eminenti di una Corea eroica e di un popolo di eroi.

Compagni,

La cosa più preziosa nel merito iscritto a caratteri dorati dalla generazione dei vincitori negli annali della nostra patria sono lo spirito e lo stile di combattimento eroici.

Lo spirito di lotta che ha dato luogo a grandi vittorie e a veri miracoli non perderà mai la sua vitalità, è una fonte inesauribile di altre vittorie e fatti prodigiosi.

Quando si evoca il grande eroismo di cui hanno dato prova i vincitori degli anni della guerra non si può non rendersi conto che tutto ciò che esso comporta sbalordisce e scuote il mondo.

I soldati dell’Esercito Popolare si sono gettati senza esitazioni in un combattimento a oltranza fino all’ultimo istante per il Partito e il Leader, decisi a mantenere il giuramento fatto al Leader; anche in una situazione fatale, hanno dato prova di valore come delle fenici. La loro forza morale ha generato delle stupefacenti storie di vittoria.

Ogni nuovo incontro con i compagni veterani ravviva il sentore che io provo della durezza e dell’asprezza della guerra di Liberazione della patria, come anche degli accaniti combattimenti corpo a corpo contro il nemico, e mi fa riflettere domandandomi se lottiamo con lo stesso coraggio dei soldati della scorsa guerra.

Vengo a inchinarmi con tutta naturalezza dinanzi ai vincitori degli anni ruggenti, che hanno messo in gioco la loro irresistibile forza morale contro le sfide e i pericoli smisurati della loro epoca.

I vincitori degli anni di guerra, seppur autori di brillanti prodigi compiuti per la libertà e l’indipendenza della patria, per l’esistenza dei loro discendenti, non hanno mai rivendicato il prezzo del loro sangue.

Essi si sono fatti carico, ogni volta, dei compiti immensi imposti dal risanamento delle piaghe della guerra e dalla ricostruzione del paese sulle sue ceneri.

Era ritenuto un principio morale e un dovere legittimo che i soldati di ritorno dal fronte e i civili che avevano lottato con coraggio nelle retrovie, reprimendo la loro tristezza e il loro dolore, cercassero, come richiesto dai loro compagni caduti, di lavorare sempre di più, dieci o venti volte tanto e a un ritmo crescente per sostituirli.

Anziché limitarsi a riparare, bisogna procedere a una ricostruzione magnifica per mostrare le capacità dei coreani, diceva il Presidente Kim Il Sung. I vincitori degli anni di guerra hanno risposto a questo appello intraprendendo da zero la costruzione di una potenza indipendente, arrivando a creare dei beni dal nulla, rendendo possibile l’impossibile e facendo dieci, cento passi in avanti mentre gli altri ne facevano soltanto uno.

I gloriosi costruttori hanno lottato con accanimento per anni senza lasciarsi del tempo per riposare, permettendo che la Corea eroica risplendesse ancor più con la reputazione di Corea del Chollima e che lo storico compito dello sviluppo parallelo dell’economia e della difesa nazionale, scorciatoia verso la ricchezza e la potenza del paese, giungesse al successo.

È questa grande generazione di rivoluzionari che ha creato l’eccelsa tradizione di sostegno assoluto al Comitato Centrale del Partito per difenderlo con un grande slancio rivoluzionario, tradizione cui s’ispirano il nostro Partito e il nostro popolo attraverso gli anni, ed è ancora essa che ha creato il nobile stile collettivista, i rapporti umani comunisti caratterizzati dalla parola d’ordine «Uno per tutti, tutti per uno!».

La lotta piena di sacrifici e di abnegazione della generazione dei vincitori ha dimostrato brillantemente nella realtà la verità jucheana tal per cui si può benissimo edificare una vita nuova sulle rovine e vivere felici fintantoché vi sono il popolo, il territorio, il Partito e il potere.

In tutti gli anni dell’edificazione del socialismo, i veterani e le persone meritevoli del tempo di guerra hanno percorso, facendo sempre riferimento alla lotta condotta sotto una pioggia di proiettili, il cammino di un servizio sincero e, d’altra parte, hanno aiutato la giovane generazione a vivere e lottare con fermezza e risolutezza.

Tale è il sublime universo mentale della generazione dei vincitori alla quale testimoniamo un rispetto infinito e una riconoscenza senza limiti.

Poiché hanno proseguito l’eminente spirito eroico della generazione dei vincitori, il nostro Partito e il nostro popolo hanno potuto superare le rudi prove della lotta per la salvaguardia del socialismo, equivalenti a quelle di molteplici guerre, e portare a compimento le opere gigantesche che s’imponevano alla rivoluzione.

I difensori e i costruttori della patria degli anni ’50 che hanno difeso con onore la RPD di Corea, nostra patria gloriosa, e hanno creato lo spirito eroico imperituro che sarà trasmesso di generazione in generazione, sono dei veri benefattori e dei maestri autentici che meritano di essere lodati e presi a esempio per sempre.

Compagni,

Il nostro popolo e la nostra nuova generazione hanno l’orgoglio particolare e senza pari di succedere alla grande generazione dei vincitori.

I discendenti della generazione dei vincitori hanno la gloriosa missione di rendere infinitamente più potente e prospero questo paese difeso e salvato dai martiri loro antenati, continuando fulgidamente la gloriosa tradizione di vittoria e d’eroismo creata sotto la direzione del grande Leader e del grande Partito.

Se costoro prendono coscienza di questa missione storica e di quest’obbligo sacri, potranno progredire valorosamente e a passo sicuro senza mai lasciarsi abbattere o disorientare.

Ogniqualvolta ci troviamo di fronte a una nuova sfida e a un compito pesante, pensiamo ai precursori della rivoluzione, alla generazione dei vincitori, che hanno dovuto superare prima di noi degli ostacoli più pericolosi e assumersi compiti più gravosi dei nostri.

Oggi, le difficoltà e gli ostacoli dovuti alla crisi sanitaria mondiale che persistono in una maniera inaudita nella storia e all’embargo di vecchia data sono per noi delle prove paragonabili a quelle della guerra.

Ma nonostante questo, tanto quanto la generazione dei vincitori ha riportato delle vittorie supreme e acquisito un onore sconfinato dando prova di un coraggio supremo dinanzi alle più grandi difficoltà del paese, così la nostra generazione cambierà, proseguendo questa lodevole tradizione, le difficoltà attuali in vittorie più grandi.

Anche quando conosceremo vicissitudini più grandi di quelle odierne nella nostra edificazione di una potenza socialista, noi non arresteremo mai la nostra marcia e ci getteremo vigorosamente, con lo spirito eroico ereditato dalla generazione dei vincitori, all’assalto degli obiettivi da noi fissati.

Questo territorio che i combattenti del tempo di guerra hanno difeso a rischio della loro vita e che i compagni veterani hanno contrassegnato di patriottismo per tutta la loro vita, noi lo trasformeremo a colpo sicuro in una potenza prospera in cui tutto il popolo vivrà felice senza niente da invidiare.

A questo proposito, il nostro Partito conta di fare in modo che i preziosi beni ideologici e morali della generazione dei vincitori diano sangue e vitalità a tutto il popolo, a tutti gli ufficiali e soldati dell’Esercito Popolare e alla nuova generazione, e servano loro da alimento per condurre una vita e una lotta autentiche.

Faremo sì che nella lotta e nella vita di oggi palpitino la fermezza rivoluzionaria di eseguire a rischio della vita le decisioni del Partito contando assolutamente su quest’ultimo, la risoluzione di sacrificarsi senza esitazioni, contro le crisi che mettono in gioco le sorti del paese, forti della propria forza e della propria vittoria, l’indomito spirito di lotta di sormontare difficoltà e sfide per la ricostruzione e il collettivismo consistente nel sostenersi l’un l’altro e aiutarsi a vicenda per creare una nuova vita socialista a dispetto delle difficoltà.

Faremo sì che tutti si ricordino delle storie di vittoria e di lotta sbalorditive della guerra di Liberazione della patria, della ricostruzione postbellica e del grande slancio del Chollima, manuali, questi, di ardente patriottismo, che i canti del tempo di guerra, i canti della creazione e della costruzione risuonino incessantemente in tutti i cantieri e in tutti i luoghi in cui vedono continuamente la luce nuove gesta e imprese prodigiose nella pratica della messa in opera della politica del Partito.

Compagni veterani,

In occasione dell’VIII Congresso del Partito, l’edificazione del socialismo coreano ha salutato una nuova epoca di dinamismo e tutto il paese è animato da un grande slancio.

Le nostre forze armate rivoluzionarie, pronte ad affrontare qualsiasi cambiamento della situazione e qualsiasi minaccia, si mantengono ferme negli avamposti della difesa nazionale e della costruzione del socialismo perfezionando il proprio spirito di combattimento eroico e la propria nobiltà politica e morale.

Migliaia e decine di migliaia di giovani, compenetrati dello spirito e del costume della generazione dei vincitori, non esitano a recarsi nei fronti ove il Partito li chiama.

Le conquiste della rivoluzione dovute al sangue della generazione dei vincitori sono inespugnabili e l’opera del nostro Stato e del nostro socialismo promette bene.

La salute dei veterani conferisce una forza illimitata al nostro Partito e al popolo e incoraggia grandemente la nostra rivoluzione.

In occasione del 68° anniversario dell’esito vittorioso della grande guerra di Liberazione della patria, rivolgo ancora una volta i miei cordiali ringraziamenti ai nostri preziosi compagni veterani e alle persone meritevoli del tempo di guerra e auguro a tutti loro una buona salute e una lunga vita.

Il grande spirito eroico della generazione dei vincitori risplenderà per sempre e si perpetuerà di generazione in generazione.

Viva il 27 Luglio, giorno della grande vittoria!

Viva la Repubblica Popolare Democratica di Corea, la nostra grande patria!

Fonte: Rodong Sinmun

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Visita al Monumento dell’amicizia

Il 28 luglio, Kim Jong Un, Segretario generale del Partito del Lavoro di Corea e Presidente della Commissione per gli Affari di Stato della Repubblica Popolare Democratica di Corea, ha visitato il Monumento dell’amicizia in occasione del 68° anniversario della vittoria della grande guerra di Liberazione della patria.

È stato accompagnato da Jo Yong Won, Ri Il Hwan, Jong Sang Hak, Ri Pyong Chol, Pak Jong Chon, Kwon Yong Jin e Ri Yong Gil.

Davanti al monumento è stata deposta, al suono di una musica di circostanza, una corona a nome di Kim Jong Un.

Si legge, sul nastro della corona: «Presento i miei profondi ossequi a nome di tutto il popolo coreano. A nome del popolo coreano, Kim Jong Un».

Il Segretario generale ha reso un omaggio sublime ai martiri dell’Esercito dei Volontari del popolo cinese che hanno sacrificato la loro preziosa vita partecipando alla guerra di Liberazione della patria del nostro popolo per respingere gli aggressori imperialisti.

Dopodiché si è svolta una sfilata della guardia d’onore dell’Esercito Popolare di Corea.

Kim Jong Un ha fatto il giro del monumento assieme ai suoi accompagnatori.

«La vera amicizia militante e lo spirito di sacrificio senza pari degli ufficiali e dei soldati dell’Esercito dei Volontari che hanno combattuto col nostro esercito nelle fiamme dell’aspra guerra, sotto la bandiera della “resistenza all’aggressione americana e aiuto alla Corea” ─ ha affermato ─ resteranno per sempre scolpiti in profondità nella storia della grande Vittoria e nella memoria del nostro popolo».

«La nobiltà d’animo e le alte gesta del popolo cinese che ha aiutato a prezzo del sangue il nostro popolo nella sua storica lotta sacra, mentre la nostra Repubblica attraversava le prove più dure e aspre, saranno immortali come la prosperità della Corea socialista ─ ha assicurato ─; l’amicizia coreana-cinese formata dai legami di sangue si perpetuerà con sicurezza, di generazione in generazione, sulla via della causa comune».

Fonte: Rodong Sinmun

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