Viva il 95° anniversario dell’Unione Antimperialista!

In occasione del 95° anniversario della nascita dell’Unione Antimperialista (UAI, 17 ottobre 1926), pubblichiamo questi tre brevissimi articoli pervenutici dall’Associazione Coreana Pubblicazioni & Scambi (KPEA), che ben illustrano la storia seguita in questi anni dallo stato maggiore dei comunisti coreani, dalla nascita dell’UAI ai giorni nostri. Consigliamo ai lettori anche l’ascolto di questa splendida canzone del 1980 ad opera del Coro dell’Esercito Popolare di Corea, che ben illustra in versi il programma e lo spirito dell’Unione Antimperialista: Teniamo alta la bandiera dell’UAI (sottotitoli in inglese).

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Le idee di Kim Jong Un sulla costruzione del partito

Come riesce il Partito del Lavoro di Corea ad avanzare vittoriosamente godendo del sostegno e della fiducia assoluti del popolo coreano?

La risposta si può trovare nelle idee sulla costruzione del partito di Kim Jong Un, Segretario generale del PLC.

Lo spirito di servire il popolo con dedizione totale

Nell’agosto dell’anno scorso massicce inondazioni colpirono Taechong-ri, nella prefettura di Unpha, provincia del Nord Hwanghae nella zona occidentale della Repubblica Popolare Democratica di Corea, abbattendo molte case.

Fu Kim Jong Un il primo a visitare le aree alluvionate; ricevuto il rapporto, si recò sul posto guidando personalmente la sua macchina.

Prendendo misure dettagliate sul posto per ricostruire il villaggio, egli chiese alla popolazione locale se preferissero una casa per una famiglia o per due. Allorché gli fu risposto che preferivano case per una famiglia, fece sì che dette case fossero costruite come volevano gli allevatori.

Il dirigente dello Stato e del Partito accettò le richieste degli allevatori come un ordine.

Ciò non avvenne solo a Taechong-ri.

Allorquando vari luoghi furono colpiti simultaneamente da inondazioni, egli convocò immediatamente riunioni importanti del PLC per discutere i provvedimenti volti alla stabilizzazione della vita delle vittime.

E, una volta in visita nelle aree costiere orientali colpite da tsunami, inviò una lettera aperta ai membri del PLC della capitale affinché si mobilitassero nella riabilitazione delle aree danneggiate.

Osservando le nuove case costruite meglio di quelle che c’erano prima, sul tragitto della direzione sul campo nelle aree alluvionate, le rimirò meticolosamente e chiese se al popolo piacessero, affermando che le case devono essere anzitutto vivibili per la gente, dopodiché si informò sulla disposizione delle stanze, sull’altezza dei soffitti e sugli utensili da cucina.

Fu indubbiamente una scena vivida che ha dimostrato che il principio delle attività e lo scopo dell’esistenza del PLC è la soluzione di tutti i problemi che sorgono nella vita delle persone, il prendersi responsabilmente cura delle loro sorti e di lavorare con dedizione totale nei loro riguardi.

Non è un caso che il popolo coreano sostenga il PLC chiamandolo Partito madre.

Costruendo un “Partito servitore” del popolo

Le madri si riferiscono a sé stesse come servitrici dei loro figli prima ancora che loro superiori. Soddisfano qualsiasi richiesta dei loro bambini senza chiedere nulla in cambio.

L’idea di Kim Jong Un circa la costruzione del partito è che il PLC sia edificato come un “partito servitore” del popolo, che non esiti a fare qualsiasi cosa se è per il bene del popolo, al fine di giustificare l’aspettativa di quest’ultimo che lo chiama Partito madre.

Quando gli alluvionati di Taechong-ri furono alloggiati nell’ufficio del comitato distrettuale del Partito finché non furono loro costruite le nuove case, i funzionari del comitato dormivano nelle tende e si preoccupavano della vita delle vittime.

Ciò non perché non ci fossero altre sistemazioni per loro o perché non ci fosse nessuno che potesse badare a loro, ma perché il principio centrale del PLC è quello di preoccuparsi anzitutto per coloro che hanno sofferto disgrazie e di preoccuparsi calorosamente della loro vita.

Kim Jong Un fa tutto ciò che può per soddisfare le richieste del popolo e difendere i suoi interessi.

Anche se il Paese attraversa difficoltà, egli ha fatto sì che si costruissero basi per le attività culturali e ricreative, tra cui un resort sciistico, un parco acquatico e una stazione termale, nonché ospedali specializzati riforniti di strumenti moderni, cosicché il popolo potesse godere dei benefici della civiltà moderna e dell’assistenza sanitaria gratuita.

Oggi in vari luoghi della RPDC sono in corso costruzioni a grande scala per realizzare 50.000 appartamenti nella capitale e 25.000 case in un’area mineraria centrale di materiali non ferrosi in cinque anni a partire da quest’anno.

Degno di nota è che questi progetti sono portati avanti in circostanze sfavorevoli: la prolungata crisi sanitaria globale e le continue sanzioni da parte delle forze ostili. Tuttavia, la volontà del PLC di completare indefettibilmente questi progetti per il popolo è invariabile.

È del tutto naturale che il PLC avanzi vittoriosamente godendo del sostegno assoluto del popolo in qualsiasi avversità.

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L’UAI e Kim Il Sung

A metà degli anni ’20 la politica di asservimento coloniale degli imperialisti verso altri paesi e altre nazioni giunse al culmine.

Quasi tutti i paesi in Asia, Africa e America Latina si trovavano ridotti a loro colonie.

Il popolo coreano soffriva sotto il giogo coloniale poiché il suo Paese era sotto occupazione militare da parte del Giappone (1905-1945).

Gli imperialisti giapponesi, rimaneggiando il loro sistema di dominio coloniale al fine di eliminare la lotta antigiapponese del popolo coreano, promulgarono e applicarono varie leggi malefiche come l’Ordinanza per il mantenimento dell’ordine pubblico.

Nel frattempo, il movimento comunista coreano e la lotta di liberazione nazionale attraversavano complesse difficoltà.

In questo periodo, Kim Il Sung (1912-1994) intraprese il cammino della lotta rivoluzionaria per salvare il suo Paese e il suo popolo.

Era il 1926.

La psicologia innocente del giovane Kim Il Sung, appena risvegliatosi alla coscienza sociale, conobbe agonie e angoscia.

A quei tempi c’era il movimento nazionalista e il movimento socialista stava sorgendo.

Dopo aver analizzato questi due movimenti sociali, egli giunse alla conclusione che la liberazione nazionale non avrebbe mai potuto esser conseguita combattendo senza alcuna parola d’ordine corretta e senza affidarsi alla forza delle masse.

Credeva che, affinché la rivoluzione coreana potesse svilupparsi su di un nuovo tracciato, questa avrebbe dovuto essere portata avanti in maniera indipendente tramite l’opera del popolo intero in tutto il Paese.

Da notare il fatto che Kim Il Sung aveva meravigliato tutti con la sua personalità straordinaria e il suo acuto intuito dei fenomeni sociali sin dalla più tenera età.

Un uomo che insegnava alla Scuola primaria n°1 di Fusong disse:

«Col passare dei giorni, sentivamo che Kim Song Ju [nome di battesimo di Kim Il Sung] non era una persona come le altre, nonostante la sua giovane età.

A quel tempo, non era solo uno scolaro intelligente e integro ma anche un attivista politico dalle alte ambizioni e idee politiche.

Per dirla tutta, capiva e analizzava le cose meglio di come facessimo noi insegnanti».

Al fine di realizzare il suo piano lungamente meditato per la formazione di un’organizzazione militante e rivoluzionaria, egli convocò una riunione preparatoria alla Scuola Hwasong Uisuk a Huadian, nella Cina del nord-est.

I giovani rivoluzionari che presero parte alla riunione condividevano la stessa sua volontà.

Alla riunione egli chiarì la necessità dell’organizzazione rivoluzionaria e la sua missione, il suo nome e il suo carattere, il suo programma di lotta e il regolamento della sua attività.

Tutti i partecipanti sostennero all’unanimità la sua proposta.

Il 17 ottobre 1926, una settimana più tardi, egli fondò l’Unione Antimperialista (UAI).

Come dice il suo stesso nome, si trattava di un’organizzazione per il rovesciamento dell’imperialismo in generale.

Il compito immediato dell’UAI era quello di sconfiggere l’imperialismo giapponese e conquistare la liberazione e l’indipendenza della Corea, mentre il suo obiettivo finale era l’edificazione del socialismo e del comunismo in Corea e, più oltre, la distruzione di ogni imperialismo e la costruzione del comunismo nel mondo.

Una breve storia del movimento rivoluzionario coreano d’oltremare, un libro pubblicato a Seul dopo la liberazione della Corea, afferma:

«Le aspettative di Kim Il Sung erano alte e le attività di queste organizzazioni erano audaci.

Il sostegno pubblico per Kim Il Sung, uomo di passione e di giustizia, era grande.

Era più che sostegno… Kim Il Sung, un giovanissimo rivoluzionario, godeva dell’amore totale del popolo in qualità di suo figlio prediletto o fratello minore, ed egli giurò di servirlo in buonafede.

Respirava la stessa aria del popolo e anche i suoi compagni si mescolavano al popolo.

Basandosi fermamente sulle masse, egli lottò per rimuovere varie piaghe sociali esistenti così da risvegliarle sempre più e prese provvedimenti per riformare gradualmente vari ambiti della società.

Si concentrò sull’eliminazione dei rimasugli del feudalismo che persisteva, sulla risoluzione delle dispute tra i proprietari fondiari locali e i mezzadri coreani, sullo sviluppo delle conoscenze dei contadini e sul movimento giovanile e femminile e registrò un notevole successo in quest’opera».

La rivoluzione coreana, che conobbe il suo esordio con la formazione dell’UAI, si sviluppò a pieno ritmo sotto la direzione di Kim Il Sung.

Kim Il Sung ha liberato la Corea e ha edificato un Paese del popolo attraverso una ventennale lotta rivoluzionaria antigiapponese, consolidandolo come uno Stato socialista incentrato sul popolo guidando quest’ultimo di vittoria in vittoria nel suo confronto decennale con le forze alleate dell’imperialismo, Guerra di Corea (1950-1953) inclusa.

La storia della rivoluzione coreana può dirsi essere la storia della realizzazione del programma di lotta dell’UAI. Il significato dell’UAI nella rivoluzione coreana è senz’altro profondo.

Quest’anno è un anno significativo poiché ricorre il 95° anniversario della sua fondazione.

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Kim Il Sung e il Movimento dei non allineati

Sessant’anni sono passati dacché il Movimento dei non allineati ha fatto la sua comparsa ufficiale nell’arena internazionale. La prima Conferenza al vertice delle Nazioni non allineate si tenne nel settembre 1961 a Belgrado, in Jugoslavia, con la partecipazione dei rappresentanti di 25 Stati membri ufficiali e tre Stati osservatori, segnando l’esordio del movimento.

Questo fu un evento dal grande significato nella caratterizzazione del XX secolo come un’era della causa dell’indipendenza antimperialista.

Sebbene la Repubblica Popolare Democratica di Corea non fosse uno Stato membro del movimento (lo divenne nell’agosto 1975), il Presidente Kim Il Sung (1912-1994) prestò una particolare attenzione al movimento che si opponeva ai blocchi militari e aspirava a costruire un mondo indipendente e pacifico sin dal primo momento.

Egli compì grandi sforzi per realizzare il consolidamento e lo sviluppo del movimento e l’unità e la solidarietà dei suoi Stati membri, comprendendo che la missione del movimento era di opporsi a ogni forma di dominio, soggiogamento, aggressione e intervento, di difendere la pace e la sicurezza, di realizzare l’indipendenza dei paesi e delle nazioni e di conseguire uno sviluppo sociale ed economico libero.

In molti dei suoi discorsi e in altre opere come Il Movimento dei non allineati è una potente forza rivoluzionaria antimperialista dei nostri tempi, pubblicata nel dicembre 1975 nel numero inaugurale di Guida al Terzo mondo, una rivista pubblicata in Argentina, egli definì scientificamente che il movimento che incarnava il nobile ideale dell’indipendenza antimperialista era un movimento potente che si opponeva all’aggressione e al saccheggio imperialista e colonialista, e che gli Stati suoi membri costituiscono una forza potente che si erge dinanzi alle forze reazionarie imperialiste; diede poi una risposta a molti problemi teorici e pratici che sorgevano nel consolidamento e nello sviluppo del movimento: che gli Stati membri dovevano contrapporsi alle manovre degli imperialisti per la divisione e l’isolamento con la strategia dell’unità, che dovevano mantenere il principio della non interferenza nei reciproci affari interni, che dovevano risolvere le loro discordie e le loro dispute tramite negoziati, e così via.

Egli guidò altresì il suo Paese ad adempiere alla sua missione e al suo ruolo in qualità di Stato membro del movimento.

La complicata situazione internazionale venutasi a creare tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90 esercitò un’influenza dannosa sul Movimento dei non allineati, così come sulle forze socialiste.

Approfittando della scomparsa delle strutture della Guerra fredda e della distruzione dell’equilibrio delle forze nell’arena internazionale, gli imperialisti tentarono di evirare e obliare gli ideali fondamentali e le caratteristiche del movimento, che aveva combattuto per l’indipendenza, per la pace contro la guerra e per il progresso.

Alla fine dell’agosto 1992 il caporedattore del giornale indonesiano Media Indonesia chiese a Kim Il Sung di fornire risposte circa l’orientamento dello sviluppo del Movimento dei non allineati.

Ciò appena prima che l’Indonesia ospitasse la X Conferenza al vertice delle Nazioni non allineate.

La conferenza aveva in programma di dare una valutazione accurata della situazione prevalente e di raggiungere un consenso di opinioni sulle questioni importanti relative alla via che il Movimento dei non allineati avrebbe dovuto intraprendere. A quel tempo, tuttavia, gli Stati membri non riuscirono a raggiungere il consenso su alcuni problemi e neppure a prendere una posizione chiara.

Kim Il Sung rispose: «La fine della Guerra fredda non significa in alcun modo che il Movimento dei non allineati abbia esaurito la sua posizione e il suo ruolo; poiché le forze imperialiste egemoniche rimangono, il Movimento dei non allineati deve continuare a esistere, a rafforzarsi e a svilupparsi; non vi è alcun cambiamento nell’aspirazione dei popoli del mondo a costruire un nuovo mondo libero e pacifico e l’avanzamento verso l’indipendenza e la pace è la tendenza storica fondamentale che non può essere sovvertita; il movimento, che concepisce l’indipendenza come la sua vita, deve invariabilmente attenersi al suo ideale e ai suoi principi fondamentali» (Opere, vol. 43, pag. 367 ed. ing.).

Illustrò, quindi, la via per l’ulteriore consolidamento e sviluppo del movimento.

Le sue opinioni divennero lo spirito della X Conferenza al vertice delle Nazioni non allineate e la conferenza stessa si configurò come un’importante occasione per il mantenimento della missione e del ruolo del movimento fautore dell’indipendenza.

Kim Il Sung si preoccupò anche del lavoro d’informazione del Movimento dei non allineati.

Kim Il Sung incontrò i capi e i rappresentanti delle delegazioni straniere alla IV Conferenza dei ministri dell’Informazione dei paesi non allineati svoltasi a Pyongyang nel giugno 1993.

Nel suo discorso I servizi d’informazione non allineati devono contribuire alla causa dell’indipendenza dei popoli, rivolto ai partecipanti alla conferenza, egli disse: «Il Movimento dei non allineati è un movimento di opposizione alla dominazione e al soggiogamento e per la salvaguardia dell’indipendenza dai blocchi aggressivi e per il rafforzamento della solidarietà internazionale tra paesi indipendenti. È, essenzialmente, un movimento per rendere l’intero mondo democratico e indipendente. Fintantoché esiste nel globo una forza che mira alla dominazione e all’intervento, all’aggressione e al saccheggio, il Movimento dei non allineati deve essere continuamente sviluppato e ulteriormente espanso e rafforzato quale forza motrice nella costruzione di un nuovo mondo indipendente» (Opere, vol. 44, pagg. 166-67 ed. ing.).

È degno di nota il fatto che la RPDC propose di istituire il 1° settembre come Giorno del Movimento dei non allineati e che tutti gli Stati membri lo festeggiassero ogni anno. La proposta rifletté l’intenzione lungimirante e la volontà di Kim Il Sung, il quale voleva rendere il giorno dell’inizio del movimento un’occasione importante e una forza motrice per il continuo sviluppo e l’avanzata del movimento. Questa proposta della delegazione della RPDC, avanzata a una riunione dei ministri degli Esteri dei paesi non allineati svoltasi nel febbraio 1981 a Nuova Delhi in India, fu accolta da tutti i partecipanti.

Un ex ministro degli Esteri dell’Indonesia, che aveva osservato il processo di sviluppo del Movimento dei non allineati, ebbe a dire: «La RPDC svolge un ruolo indipendente nell’arena internazionale e un ruolo decisamente dirigente nel Movimento dei non allineati in particolare; è stata la RPDC ad aver salvato il corpo organico chiamato Movimento dei non allineati, vaccinandolo in tempo allorché soffriva della febbre politica della “liberalizzazione” e del “sistema pluripartitico” dopo la fine della Guerra fredda; è stata sempre la RPDC ad aver fatto tornare in sé il movimento dopo che questi fu messo al tappeto dal pesante colpo delle forze occidentali; è tutto merito del Presidente Kim Il Sung il fatto che la RPDC abbia salvato il movimento e lo stia dirigendo».

Traduzioni a cura di Jean-Claude Martini

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