1912 – 15 aprile – 2022: per il 110° anniversario della nascita del Presidente KIM IL SUNG

In occasione dell’odierna Festa del Sole pubblichiamo questi tre articoli inviatici dall’Associazione Coreana di Pubblicazioni e Scambi (KPEA).

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Ricchezza inestimabile

Molte persone nel mondo pensano che il denaro sia tutto. Ma c’è qualcosa che non può essere acquistata o scambiata per denaro. Questa è la nobiltà dello spirito e dell’ideologia.

Il presidente Kim Il Sung (1912-1994) considerava l’ideologia e lo spirito nobili come la ricchezza più preziosa per i rivoluzionari.

Per lui, il denaro e la ricchezza materiale assumono significato solo per garantire il benessere delle persone. Durante tutta la sua vita non è mai stato mosso dall’interesse per il denaro o le ricchezze.

Sebbene si sia dedicato alla vittoria della rivoluzione coreana e alla causa dell’indipendenza globale assumendosi il pesante fardello degli Affari di Stato, ha sempre rifiutato tutte le proposte dei funzionari per aumentare il suo stipendio.

Gli episodi seguenti sono un buon esempio.

Nel novembre 1993 si tenne una riunione per la contabilità e la distribuzione del reddito presso la Fattoria cooperativa di Wonhwa, nel distretto di Phyongwon della provincia del Phyongan meridionale.

La riunione ha adottato una risoluzione che comprendeva anche di destinare 102 485 won a Kim Il Sung, in quanto membro onorario della fattoria. Questa somma era la quota spettante a Kim Il Sung per aver lavorato nell’ l’azienda sin dai tempi della cooperativa agricola socialista dopo la guerra di Corea (1950-1953). Durante questo periodo si era sforzato di potenziare la fattoria sin dal giorno in cui aveva seminato insieme ai contadini durante la guerra. Consegnargli questa somma era espressione della loro gratitudine per i suoi devoti sforzi.

Ma Kim Il Sung invece si assicurò che con quei soldi fossero acquistati trattori, camion e macchine agricole per la fattoria.

Ai piedi del monte Myohyang, famoso per la sua superba bellezza paesaggistica, si trova la Mostra internazionale dell’amicizia.

Qui sono esposti numerosi doni preziosi che sono stati regalati al Presidente Kim Il Sung da leader di partito, personaggi, organizzazioni e istituti di vari paesi del mondo. Il Presidente Kim Il Sung non ha mai pensato che i doni fossero per lui. Disse che tutti questi doni appartenevano al paese, non a lui e quindi dovevano essere esposti in questa sala espositiva.

In generale, i politici non svelano i doni che hanno ricevuto. Li considerano come un’espressione della loro personalità e dignità, li conservano e li usano per sé stessi. È comune anche che per loro siano motivo di orgoglio per la loro vanità quando li mostrano agli altri.

Ma il Presidente Kim Il Sung ha trasformato tutti i doni che gli sono stati offerti nella ricchezza del Paese e del popolo e questi verranno tramandati di generazione in generazione.

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Il rispetto di Kim Il Sung per il popolo

Come i cristiani venerano Dio, Kim Il Sung, il fondatore della Corea socialista, ha venerato il popolo per tutta la vita. Per lui, il popolo era l’essere onnipotente e l’insegnante più saggio.

Fin dai primi giorni in cui ha intrapreso la strada della rivoluzione per riconquistare il Paese dall’occupazione militare giapponese (1905-1945), egli ha sempre percepito profondamente la grandezza del popolo.

Questo episodio è avvenuto quando stava conducendo la lotta armata anti-giapponese in una base guerrigliera lungo il fiume Tuman, sul lato della Cina nordorientale.

Nel 1934 gli imperialisti giapponesi lanciarono all’attacco 5 000 soldati, impiegando cannoni e persino aerei contro la base guerrigliera di Xiaowangqing.

Tuttavia, il numero dei guerriglieri a difesa della base era inferiore all’uno per cento del numero dei nemici e, inoltre, erano scarsamente armati, dotati solo di fucili e mitragliatrici leggere. In questo momento critico le persone nella base hanno aiutato Kim Il Sung a escogitare il modo per difendere la base.

Essi si sono impegnati in una lotta estrema contro le truppe giapponesi. Incoraggiato dalla loro volontà di resistenza, egli ha mobilitato tutta la guerriglia e il popolo alla battaglia a difesa della base. La lotta di resistenza congiunta dei combattenti e del popolo ha prodotto il miracolo di vincere la battaglia.

Poiché credeva fermamente nella grande forza del popolo organizzato, Kim Il Sung elaborò un piano per mobilitare tutto il popolo nell’offensiva finale per distruggere l’imperialismo giapponese che si vantava di essere il “leader dell’Asia”.

Secondo il piano, la resistenza di tutto il popolo doveva essere condotta insieme all’offensiva generale dell’Esercito Rivoluzionario Popolare Coreano. La vittoria nella guerra di Corea (1950-1953), in cui la RPDC ha respinto l’aggressione delle forze alleate imperialiste, può essere definita un miracolo da lui creato mobilitando la forza del popolo.

La forza inesauribile del popolo unito con determinazione attorno a Kim Il Sung ha realizzato il compito storico dell’industrializzazione socialista nel breve periodo di 14 anni e ha trasformato la RPDC in un potente stato socialista, indipendente, autosufficiente e autonomo nella difesa.

Kim Il Sung ha dedicato tutto sé stesso al popolo

Kim Il Sung ha inteso le intenzioni e le esigenze del popolo come le più sacre. Dopo la guerra un anziano cittadino gli scrisse una lettera. Nella lettera, fra le altre cose, era scritto: «Pyongyang dai tempi antichi è stata chiamata Ryugyong nel senso che è una città di salici. Non capisco perché piantano altre specie di alberi oltre ai salici nelle strade». Dopo aver letto la lettera, Kim Il Sung ha dato disposizioni per piantare un gran numero di salici nelle strade di Pyongyang.

Poco dopo la liberazione della Corea, c’erano solo poche acciaierie in funzione. Ma nonostante ciò ordinò di interrompere il processo produttivo in un’acciaieria perché nocivo per la vita e la salute dei lavoratori.

Quando visitò l’allora setificio di Pyongyang, il posto di lavoro era saturo di vapore a causa delle riparazioni ai tubi. Alla luce di ciò, ha detto: «Dovremo fornire ai lavoratori delle buone condizioni di lavoro e per questo costruiremo una nuova fabbrica per loro». Dopodiché convocò una conferenza, dicendo che era importante tener conto delle opinioni degli operai, che sono i padroni della fabbrica. Alla conferenza ha detto: Non dovremmo risparmiare denaro per i lavoratori: il costo di costruzione dovrebbe essere calcolato dopo che la costruzione della fabbrica è stata completata e che tutto ciò che è necessario agli operai gli è stato fornito.

Per risolvere il problema del rifornimento di cibo per la gente, non si risparmiava dal visitare zone colpite da mareggiate, percorrere strade fangose o recarsi in villaggi di montagna fuori mano. Era sempre tra la gente e ne ascoltava attentamente le voci, il respiro, gli occhi, le espressioni, i discorsi e i comportamenti, in modo da cogliere i sentimenti dei tempi e le esigenze della gente e formulare nuove politiche che li riflettessero. Tutte le politiche statali nella RPDC, comprese le cure mediche gratuite universali, il sistema di istruzione obbligatoria, il sistema di assistenza e riposo e quello di fornire gratuitamente abitazioni alle persone sono frutti del suo ideale politico di considerare il popolo come suo Dio.

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Memoria di Tolstikov

Vladimir Tolstikov era un famoso giornalista e personaggio pubblico russo. Non ha mai dimenticato il Presidente Kim Il Sung per tutta la sua vita, fino all’età di 90 anni.

Ne rimase affascinato

Tolstikov venne a conoscenza di Kim Il Sung a metà del XX secolo, quando la guerra sovietico-tedesca era al culmine.

A quel tempo le pubblicazioni sovietiche contenevano articoli sulle battaglie vittoriose condotte dalle unità di guerriglia coreane anti-giapponesi.

Queste pubblicazioni riportavano come i guerriglieri coreani avevano iniziato la resistenza armata anti-giapponese all’inizio degli anni ’30, molto prima dello scoppio della guerra sovietico-tedesca, e stavano svolgendo un ruolo importante impedendo il tentativo degli imperialisti giapponesi di invadere l’Unione Sovietica colpendoli alle spalle.

Il comandante della guerriglia era il Generale Kim Il Sung.

Il nobile ideale internazionalista di Kim Il Sung di difendere l’Unione Sovietica, il primo Stato socialista del mondo, con le armi e la lotta sacrificale delle unità della guerriglia coreana, commossero Tolstikov e molti altri russi.

Un film documentario che vide nella base vicino a Khabarovsk nell’estate del 1942 gli lasciò un’impressione indimenticabile.

La scena della cerimonia che commemora la formazione delle Forze Alleate Internazionali (di coreani, cinesi e sovietici), mostrava Kim Il Sung mentre ispezionava la marcia della FAI insieme ad Apanasenko, comandante delle forze sovietiche dell’Estremo Oriente e altri ufficiali militari.

Fu davvero sorpreso di sapere che un così famoso e leggendario eroe della guerriglia d’Oriente avesse solo vent’anni.

Ciò che lo ha sorpreso in particolare è stato il coraggio di Kim Il Sung nel dichiarare guerra alle forze imperialiste giapponesi, che in quel momento contavano un milione di effettivi, e la sua iniziativa strategica di formare unità militari internazionali.

Successivamente ebbe la possibilità di approfondire la conoscenza di Kim Il Sung lavorando a Pyongyang dal 1952 come rappresentante dell’Ufficio stampa dell’Unione Sovietica e corrispondente del quotidiano russo Pravda.

Rimase profondamente colpito da Kim Il Sung che si recò fin sulla prima linea a rischio della sua vita per incoraggiare i soldati e il popolo e per comandare le operazioni dell’intero fronte.

Nonostante le tattiche applicate da Kim Il Sung durante la guerra di Corea, comprese quelle nella battaglia per la liberazione di Taejon che oggi è ancora requisito fondamentale nello studio degli studenti dell’Accademia Militare di Frunze come esempio di moderna guerra di accerchiamento, e nella battaglia navale di Jumunjin dove la Marina dell’KPA ha colpito e affondato l’incrociatore pesante statunitense Baltimora utilizzando quattro torpediniere, rappresentino uno straordinario successo militare non se ne trova traccia nei libri di testo militari dell’est e dell’ovest.

Tolstikov è rimasto ulteriormente colpito da Kim Il Sung che, quando la guerra era ancora in corso, nutrendo fiducia nella vittoria ha elaborato il piano generale per la ricostruzione di Pyongyang.

Durante i giorni in cui Tolstikov stava documentando le scene dell’accordo di cessate il fuoco della guerra di Corea, che si era conclusa nel luglio 1953, poté scattare la storica foto di Kim Il Sung, vestito con l’uniforme da maresciallo bianco, nell’atto di firmare il documento di cessate il fuoco.

Un’immagine sincera

Tolstikov ha scritto nelle sue memorie:

«Posso dire di essere rimasto affascinato dalla saggezza, dalla capacità strategica e dalla lungimiranza chiaroveggenti di Kim Il Sung, in altre parole, dalla sua grandezza come leader politico».

Kim Il Sung, visto da lui come un testimone del 20° secolo ricco di eventi, era un dirigente forte di una posizione indipendente antimperialista e di una salda fede politica.

Tolstikov incontrò Kim Il Sung all’inizio di febbraio 1968, in qualità di membro del Comitato Centrale del Partito Comunista dell’Unione Sovietica.

A quel tempo la situazione nella penisola coreana era estremamente tesa in seguito alla cattura della nave spia armata americana Pueblo da parte della Marina dell’EPC, eravamo sull’orlo di una guerra che poteva scoppiare da un momento all’altro.

Gli Stati Uniti inviarono enormi forze militari tra cui una portaerei nucleare intorno alla penisola coreana e chiesero alla RPDC di scusarsi e restituire la Pueblo. Non esitarono di ricorrere persino alla minaccia di usare bombe atomiche se la RPDC non avesse ubbidito.

Ma Kim Il Sung rispose in maniera risoluta dichiarando che il suo paese avrebbe reagito contro qualsiasi “ritorsione” e avrebbe risposto con una guerra totale contro la loro “guerra totale”. L’intero pianeta ne fu scosso.

Spinti in un angolo dall’impareggiabile coraggio e dall’ingegnoso stratagemma politico-militare di Kim Il Sung, gli Stati Uniti hanno dovuto inginocchiarsi e inviare una lettera di scuse alla RPDC. La Pueblo divenne un eterno “prigioniero di guerra” della RPDC.

Anche l’incidente dell’aereo spia statunitense EC-121 e l’incidente di Panmunjom verificatosi in seguito sono degli ottimi esempi che hanno mostrato alla comunità internazionale come Kim Il Sung ha difeso la pace e la sovranità autentiche. Attraverso questi drammatici incidenti Tolstikov ha visto la vera immagine di Kim Il Sung come alfiere della causa dell’indipendenza globale e difensore della giustizia.

Vita eterna

Kim Il Sung ha sempre accolto calorosamente Tolstikov, un normale corrispondente estero, e lo ha trattato come suo amico per decine di anni.

Non sorprende che Tolstikov ricordasse con orgoglio i suoi rapporti speciali con Kim Il Sung. Ha detto che Kim Il Sung lo aveva protetto dalle bombe e dai proiettili nemici durante la guerra di Corea e lo aveva spinto a diventare un portavoce della giustizia e della verità.

Nelle sue memorie scrisse che il suo ultimo lavoro che avrebbe fatto per il Presidente Kim Il Sung e per il popolo coreano, così come per molti russi che conservavano ancora i sentimenti di amicizia e amore per loro, sarebbe stato quello di far conoscere alla prossima generazione le opere e la personalità di Kim Il Sung.

E ha aggiunto che l’immagine luminosa di Kim Il Sung vivrà per sempre nel suo cuore e nel cuore dell’umanità.

Nella sua lettera alla riunione inaugurale del comitato preparatorio per celebrare il 100° anniversario della nascita del Presidente Kim Il Sung, tenutasi nel 2010 a Copenaghen, in Danimarca, ha scritto che Kim Il Sung è stato un politico eccezionale del 20° secolo e che la gente del mondo ha pregato per la sua immortalità in riconoscimento delle sue grandi imprese, per la causa socialista e la causa dell’indipendenza globale.

Traduzioni a cura di Matteo Boscarelli

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