La visita del traditore fantoccio Yun Sok Yol negli Stati Uniti attira censure, beffe e preoccupazioni

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Pyongyang, 1 maggio (KCNA) — Il traditore fantoccio Yun Sok Yol è stato bersagliato dalla condanna e dal ridicolo mondiali per la sua visita negli Stati Uniti che ha esposto la pace e la sicurezza nella penisola coreana, nella regione e nel resto del mondo a un grave pericolo, evidenziando il suo disgustoso volto di sicofante.

La comunità internazionale esprime una grande preoccupazione per l’impatto negativo che avranno la “Dichiarazione di Washington” e il “comunicato congiunto”, escogitati e pubblicati durante la visita del traditore Yun negli USA.

Una portavoce del Ministero degli Esteri cinese ha fatto riferimento al fatto che la “Dichiarazione di Washington” e il “comunicato congiunto” stanno conducendo la già rischiosa situazione nella penisola coreana a uno stato ancor più fuori controllo.

Ella ha detto che gli Stati Uniti danno la precedenza ai propri interessi geopolitici rispetto alla sicurezza di tutta la regione, condannandoli per il fatto di essere una “fonte di tensioni” sfruttando le problematiche della penisola coreana.

«Ciò che gli Stati Uniti hanno fatto provoca lo scontro fra blocchi e danneggia gli interessi strategici di altri Paesi. Hanno inoltre esacerbato le tensioni nella penisola e messo a rischio la pace e la stabilità regionali», ha fatto notare, aggiungendo che la Cina vi si oppone fermamente.

Una portavoce ufficiale del Ministero degli Esteri russo ha detto in una dichiarazione che la Russia prende atto dei resoconti sugli accordi raggiunti tra gli Stati Uniti e la Corea del Sud sulla pianificazione congiunta concernente l’uso di armi nucleari, aggiungendo che un tale sviluppo è chiaramente destabilizzante e avrà gravi conseguenze negative per la sicurezza regionale, ripercuotendosi sulla stabilità globale.

Ella ha fatto notare che gli Stati Uniti e i loro alleati nella regione dell’Asia-Pacifico hanno provocatoriamente rivelato la loro intenzione di replicare il cosiddetto piano di “deterrenza allargata nucleare”, ossia il piano per distruggere la struttura della sicurezza internazionale nelle rispettive regioni.

Ha poi spiegato che tali pratiche porteranno a un’ulteriore intensificazione delle tensioni, daranno adito a crisi di sicurezza e provocheranno una corsa al riarmo.

Alcuni media americani hanno descritto la dichiarazione come una “foglia di fico” per gli Stati Uniti al fine di dissuadere la Corea del Sud dal nuclearizzarsi, aggiungendo che l’impatto negativo di ciò su quest’ultima va ovviamente oltre tutto questo ed è del tutto ironico chiamarla un “successo diplomatico” o “la vittoria del governo Yun”. Anziché aver incassato un impegno senza precedenti alla protezione nucleare, è chiaro che essa ha perduto la sua autonomia come mai prima d’ora.

La comunità internazionale ha espresso grande preoccupazione per la collusione militare ed economica tra Biden e il traditore fantoccio Yun Sok Yol, la quale avrà un impatto negativo sui problemi politici internazionali e risulterà in un grave rischio per la pace e la sicurezza dell’Asia nord-orientale.

Per quanto riguarda il fatto che Biden e Yun Sok Yol hanno concordato di espandere l’offerta della “deterrenza allargata” e di continuare a rafforzare la cooperazione tripartitica americano-nippo-sudcoreana ai colloqui, la Xinhua ha riportato i commenti di alcuni analisti per i quali gli Stati Uniti sono diventati una fonte di tensioni che sfrutta le problematiche della penisola coreana per i propri interessi e la Corea del Sud si sta legando mani e piedi ai carri armati americani, fedele alla loro “strategia indo-pacifica”, che non soltanto danneggerà gli interessi della Corea del Sud ma disturberà pure la stabilità regionale.

Il Tokyo Shimbun ha detto che l’accordo americano-sudcoreano “non fornisce alcuna garanzia per fermare le manovre della Corea del Nord” ma preoccupa per la sua “postura di resistenza rafforzata”, aggiungendo che, se la corsa al riarmo accelera, anche il pericolo di un potenziale conflitto aumenterà e ciò avrà un grande impatto sull’equilibrio della sicurezza regionale, per cui non si dovrà dipendere eccessivamente dalle forze armate.

L’opinione pubblica del mondo censura a voce alta l’umiliante servilismo del traditore fantoccio Yun Sok Yol verso gli Stati Uniti.

La Xinhua News dice che il tasso di approvazione di Yun continua a diminuire in base ai recenti sondaggi di opinione in Corea del Sud, citando un ex professore dell’Università di Hanyang il quale ha affermato che la politica ciecamente filoamericana e filogiapponese di Yun Sok Yol si trova di fronte alla pubblica opposizione e che il suo umiliante atteggiamento relativo soprattutto alla questione della coscrizione dei coreani al lavoro forzato da parte del Giappone e a quella delle intercettazioni americane ha provocato il risentimento generale.

Affermando che l’attuale “politica diplomatica” della Corea del Sud non soltanto danneggia i suoi interessi ma mette ulteriormente a rischio la situazione regionale, essa ha sottolineato che la Corea del Sud ha aggravato la situazione nella penisola coreana inscenando una serie di esercitazioni e attività di addestramento assieme agli Stati Uniti o con questi e il Giappone, come le Freedom Shield.

Il China Daily ha messo in evidenza, nel suo editoriale intitolato Lo smodato avvicinamento di Seoul a Washington aggrava i rischi, che la visita di Yun Sok Yol negli USA ha avuto luogo in un momento in cui entrambe le parti contraenti dell’alleanza sentono l’urgente bisogno di una reciproca rassicurazione che la loro partnership rimanga “ferrea”, e che Yun Sok Yol ha compiuto passi decisivi per migliorare i rapporti col Giappone sfidando la cospicua insoddisfazione interna, ha promesso di fornire maggiore assistenza all’Ucraina nonostante gli avvertimenti della Russia e ha fatto commenti su Taiwan ben sapendo di adirare Pechino.

Il giornale ha detto: «Il cieco schieramento di Yun con Washington sulla crisi ucraina non soltanto danneggerà gli sforzi internazionali volti a promuovere colloqui di pace, ma renderà direttamente più complicata la situazione regionale nell’Asia nord-orientale e, nonostante ciò, continua a scoperchiare il vaso di Pandora, ignaro di ciò che sta facendo uscir fuori».

Il Huanqiu Shibao cinese ha affermato, nel suo editoriale, che Yun Sok Yol rivuole “l’ombrello nucleare” degli Stati Uniti, ma questo “ombrello nucleare” appare piuttosto irrealistico e porterà soltanto nuovi rischi alla Corea del Sud, aggiungendo:

Alcuni hanno detto che, di tutti i “governi” nella storia sudcoreana, l’amministrazione Yun potrebbe essere la meno indipendente verso gli USA e questa visita conferma indubbiamente tale valutazione.

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Pyongyang, 2 maggio (KCNA) — La comunità internazionale condanna sempre più aspramente gli Stati Uniti e il gruppo di marionette sudcoreane, distruttori della pace, per aver portato la situazione nella penisola coreana sull’orlo dello scoppio di una guerra nucleare e per le minacce che pongono alla pace e alla sicurezza della regione e del resto del mondo.

Un esperto di questioni della penisola coreana presso l’Accademia delle Scienze Sociali di Liaoning in Cina ha detto che «se gli Stati Uniti schierassero veramente delle armi nucleari o un sottomarino nucleare nella penisola, ciò sarebbe molto probabilmente l’innesco di un’altra crisi nucleare», aggiungendo che «Washington e Seul saranno ritenute responsabili per la loro provocazione».

L’esperto ha affermato che, sulla base del principio della RPDC di rispondere alla forza con la forza e allo scontro frontale con lo scontro frontale, quest’ultima potrebbe intraprendere una qualche azione senza precedenti in risposta agli atti degli Stati Uniti.

Discutendo i commenti provocatori del traditore fantoccio Yun Sok Yol a proposito della questione di Taiwan, egli ha sostenuto che sarà assolutamente impossibile, per Seul, aspettarsi che la Cina tolleri o perdoni i suoi misfatti.

Un ricercatore in studi asiatico-orientali presso l’Accademia cinese delle Scienze Sociali a Pechino ha detto che gli Stati Uniti e la Corea del Sud hanno già svolto gli addestramenti congiunti e le visite regolari delle risorse americane e che, se questi ultimi compiono un altro passo e schierano armi nucleari come i sottomarini di esse dotati, ciò condurrà decisamente a gravi conseguenze che non solo costringeranno la RPDC a incrementare il suo sviluppo di armi nucleari, ma peggiorerà altresì le relazioni tra Cina e USA, aggiungendo che «lo schieramento di sottomarini nucleari americani nella regione, così vicino al territorio cinese, è inaccettabile».

Un professore dell’Università cinese di Scienze Politiche e Diritto ha affermato che, oltre alla “Dichiarazione di Washington”, il “comunicato congiunto” di Biden e Yun contiene alcuni elementi provocatori nei confronti della Cina, aggiungendo: «L'”amministrazione” Yun ha arrogantemente sottovalutato la Cina».

Un’esperto dell’Istituto di Studi Orientali dell’Accademia delle Scienze di Russia ha fatto riferimento al fatto che Biden ha fatto osservazioni sconsiderate circa la “fine di qualsivoglia regime” durante una conferenza stampa e ha detto che, sebbene alcuni presidenti americani avessero incessantemente minacciato la RPDC e condotto esercitazioni militari, tutto ciò si è dimostrato inefficace.

L’esperto ha sostenuto che gli Stati Uniti hanno paura dello sviluppo della RPDC e che quest’ultima sta rafforzando i suoi elementi militari preparandosi a lanciare un satellite e mettendo a punto dei missili più potenti e attivi.

Ha aggiunto che per gli USA e la Corea del Sud questo è un incubo.

Il Huanqiu Shibao cinese, in un commento, ha espresso preoccupazione per l’invio di sottomarini nucleari classe Ohio nella penisola coreana su base regolare. L’autore ha affermato che, per l’Asia nord-orientale, ciò equivale a far entrare un lupo in casa.

Facendo notare che la questione della penisola coreana è rimasta a lungo irrisolta per colpa degli Stati Uniti, nel commento si esplicita che lo schieramento di forze nucleari americane nella penisola coreana darà sicuramente ai nervi della RPDC e deteriorerà l’insicurezza. Vi si è aggiunto che la Corea del Sud ha preso una strada sbagliata.

Il giornale cinese Global Times ha pubblicato un articolo intitolato Gli accordi americano-sudcoreani aggiungono nuovi pericoli; la “deterrenza estesa” potrebbe scatenare “un’altra crisi nucleare” nella penisola.

In esso si citano vari esperti relativamente al fatto che, presto o tardi, il popolo sudcoreano si accorgerà che la poco saggia strategia diplomatica di Yun è “insostenibile e autodistruttiva” e che il basso consenso di Yun porterà a una situazione politica interna più caotica in Corea del Sud.

La rivista russa Affari Internazionali ha affermato che la situazione nella penisola coreana va deteriorandosi e che gli Stati Uniti e i loro seguaci ricorrono alle sanzioni contro la RPDC inscenando di continuo esercitazioni militari sotto il pretesto della “minaccia nucleare dal nord”, ma le loro manovre si sono rivelate infruttuose.

Media ed esperti stranieri ridicolizzano anch’essi quelli di Yun, il quale ha strombazzato i grandi “successi” del suo viaggio negli Stati Uniti, come un “viaggio a vuoto” e una “diplomazia del nulla”.

Il Huanqiu Shibao ha pubblicato l’articolo di un opinionista di affari internazionali dal titolo Una “Dichiarazione di Sicurezza” senza “senso di sicurezza”, nel quale si argomenta che la miope visita di Yun Sok Yol negli Stati Uniti è stata un’occasione per far vedere chiaramente ai popoli del mondo la causa alla radice della reale minaccia alla pace e alla sicurezza nell’Asia orientale.

Esso ha messo in risalto che Yun Sok Yol ha asserito di aver ottenuto un “impegno senza precedenti alla sicurezza”, descrivendo la “Dichiarazione di Washington” come il più grande successo da egli raggiunto nella sua recente visita negli Stati Uniti, ma, di fatto, ciò che ha riportato da Washington è stato un pezzo di carta straccia chiamato “dichiarazione di sicurezza”, ben lungi tuttavia dal “senso di sicurezza”.

L’articolo ha dichiarato che la “Dichiarazione di Washington” ha menzionato la questione, concernente gli Stati Uniti e la Corea del Sud, della creazione del “Gruppo consultivo nucleare” e dello svolgimento di frequenti addestramenti militari, e la questione, attinente agli Stati Uniti, dell’invio di sottomarini nucleari in Corea del Sud su base regolare, che la Corea del Sud considera un “ombrello nucleare”.

Ha proseguito specificando che, tuttavia, ciò che quest’ultima ha invece guadagnato sono vuote parole «a una voce sola e senza alcuna voce in capitolo, oltreché un mero impegno nucleare senza alcuna condivisione di armi nucleari». Cos’è, quindi, questo impegno senza precedenti alla sicurezza e dove sta? Se ve n’è uno, lo si trova nei sogni di Yun, accanto ai nuovi e sfarzosi abiti da imperatore.

Ha sottolineato che, per il governo Biden, la “Dichiarazione di Washington” è un mero assegno in bianco che costa poco e non vale un fico secco. Ciò porterà, in ultima analisi, la situazione politica e militare nell’Asia orientale in un “circolo vizioso” di maggiori incertezze; come potrà dunque portare stabilità alla penisola coreana e sicurezza alla Corea del Sud? Di sicuro c’è che tale dichiarazione va contro la stabilità e la sicurezza.

Ha fatto notare che la Corea del Sud, con un’estrema instabilità psicologica e impazienza geopolitica, si è sempre più gettata ai piedi del padrone americano per mantenersi strategicamente in equilibrio tra la Cina, gli Stati Uniti, la Russia e il Giappone. La Corea del Sud crede che, legandosi agli USA, riceverà il Jinzhongzhao (arte marziale cinese), un “talismano” e un “ombrello protettivo” e che “il fratello maggiore proteggerà il minore”.

Ha precisato che, tuttavia, la regola universale del “fratellone che protegge il fratellino” è, ben che vada, un’allucinazione nel mondo di oggi. Nelle attuali relazioni internazionali e nella contesa tra le grandi potenze, gli Stati Uniti, che hanno perduto la loro capacità di far fronte allo stato di cose nella struttura strategica mondiale, sono stati costretti a raccattare disperatamente i loro alleati da ogni parte del mondo e, con la scusa dei “valori democratici”, si sono cimentati in “politiche collettive” organizzando “risse da strada” usando i loro fratelli più piccoli come la Corea del Sud. Ma la capacità di protezione del fratello maggiore si è coperta parecchio tempo fa con spesse foglie di fico.

Frattanto, l'”America First” e il “primato degli interessi” sono in cima alla lista dei principi e delle considerazioni della diplomazia statunitense. Ma quale posizione occupa la Corea del Sud in questa scala di priorità? La Corea del Sud non diventerà nemmeno un parente alla lontana rispetto a quelli anglosassoni, per gli americani.

Essa farebbe meglio a ripensare la sua posizione agli occhi del fratello.

Il New York Times ha riportato che, dopo le “carinerie” di Biden, Yun Sok Yol affronterà un altro tipo di trattamento in Corea del Sud.

Asserendo che non sono poche, in Corea del Sud, le critiche della “Dichiarazione di Washington”, che Yun Sok Yol ritiene “una grande vittoria” della sua visita negli Stati Uniti, ma, dal punto di vista per il quale è più una “crisi allargata” che una “deterrenza allargata”, l’articolo ha affermato che ciò è dovuto al fatto che lo schieramento dei sottomarini nucleari strategici americani nella penisola coreana incrementa ulteriormente le tensioni nell’Asia nord-orientale.

Esso ha riferito che le giovani generazioni, che devono fare i conti con opportunità di lavoro sempre minori in Corea del Sud, non possono che considerare effimero il risultato della “Dichiarazione di Washington”. Sebbene, inoltre, vi fossero state grosse preoccupazioni negli ultimi mesi per cui l’Inflaction Reduction Act e il CHIPS and Science Act potrebbero danneggiare le industrie sudcoreane, il “comunicato congiunto” ha acconsentito unicamente a “continuare strette consultazioni”, è scritto nel giornale, citando un professore universitario il quale afferma che i giovani sudcoreani non sanno il testo di American Pie, ma conoscono bene l’Inflaction Reduction Act.

Il Huanqiu Shibao ha detto che i commenti americani alla conferenza stampa tenuta da Biden e Yun Sok Yol dopo il loro “incontro” si è incentrata più che altro su come i “successi” della “Dichiarazione di Washington” promuoveranno gli interessi degli Stati Uniti e la preoccupazione dei giornalisti verteva soprattutto sugli affari interni degli USA, notando che gli utenti di internet hanno descritto quelli della Corea del Sud come praticamente nulli, imbarazzando così Yun Sok Yol che insisteva sulla “alleanza globale”.

La Xinhua News ha detto che Yun Sok Yol ha visitato gli Stati Uniti accompagnato da una folta delegazione economica al fine di aumentare le esportazioni verso questi ultimi e attrarre investimenti tramite la “diplomazia delle vendite”, ma essi hanno adottato provvedimenti volti a escludere tutte le principali esportazioni della Corea del Sud dalla lista dei sussidi.

Un responsabile di ricerca del Cato Institute ha detto su Foreign Policy che questo “incontro” è una “vittoria pirrica per Washington”, che la politica americana e sudcoreana verso la RPDC è fallita e che Washington deve cambiare il proprio approccio nei suoi confronti.

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Pyongyang, 3 maggio (KCNA) — Gli atti sconsiderati di tradimento e servilismo e il comportamento meschino e umiliante del traditore fantoccio Yun Sok Yol durante la sua visita negli Stati Uniti stanno causando una grande rabbia, condanna e ridicolizzazione in Corea del Sud.

I media fantoccio sudcoreani hanno condannato la visita di Yun come un’umiliazione mirante a scatenare una guerra, visita durante la quale ha svenduto ogni interesse nazionale e ha portato alla penisola coreana e alla regione una nuova fonte di inasprimento delle tensioni.

Il giornale Hangyore ha detto che Yun ha messo l’accento soltanto sul rafforzamento dell’alleanza con gli Stati Uniti e sulla “deterrenza allargata”, provocando instabilità nella penisola coreana e nella regione e causando una forte reazione e serie contestazioni da parte dei Paesi vicini.

Esso si domanda se Yun, che ha accettato la logica delle relazioni internazionali ostili degli Stati Uniti, abbia una comprensione appropriata dell’attuale situazione politica internazionale e del fatto che le sue azioni aggraveranno le tensioni regionali.

Ha detto che il più fatale dei risultati dei recenti colloqui è che il “governo” Yun ha avuto accesso alla cooperazione trilaterale tra gli Stati Uniti, la Corea del Sud e il Giappone, o a una semi-alleanza.

Ha descritto Yun come un “presidente di tipo diverso” che peggiora deliberatamente l’instabile situazione della penisola coreana.

Ha affermato che, non pago della linea dura della sua “politica verso il nord”, Yun sta irritando la Cina e la Russia e creando insicurezza attraverso la sua cosiddetta “diplomazia basata sui valori”, per mantenersi, dice, al passo con gli USA.

Ha notato che il suo comportamento è troppo esuberante e sconsiderato a causa delle pressioni americane e che si dà persino aria di un “soldato della nuova Guerra fredda”, che conduce il mondo a uno scontro tra blocchi quale si vedeva ai tempi della Guerra fredda.

Ha quindi proseguito:

Non possiamo non chiedergli se si sia preoccupato del pericolo che, quale risultato dei suoi atti, dovrà affrontare il popolo sudcoreano.

Il suo vero volto si è rivelato durante la sua visita negli USA. Senza esitazione, Yun ha oltrepassato la linea rossa laddove i precedenti “governi” si arrestarono.

Il “comunicato congiunto” riflette appieno i desideri degli USA ma non vi si fa menzione delle condizioni speciali della Corea del Sud, create dalla natura geopolitica della penisola coreana.

Quanto più si alza il volume del coro sulle note della “alleanza basata sui valori”, tanto più le tensioni sulla penisola coreana si intensificheranno in proporzione. Gli Stati Uniti se ne verranno fuori con la necessità della cooperazione militare e politica USA-Corea del Sud-Giappone a livello di alleanza, col pretesto di quei “valori”. Che cosa ci guadagnerà la Corea del Sud? Forse una schiacciante preponderanza militare sul nord? Il “governo” di Yun Sok Yol argomenta che ciò sia possibile, ma non si tratta d’altro che di retorica politica. A prescindere da quale potente “deterrenza allargata” si ottenga, è impossibile sottomettere il nord alla luce della sua natura e delle sue dinamiche internazionali. Al contrario, pare che la Corea del Sud si esponga palesemente a perdite securitarie ed economiche. La pace della penisola coreana si troverà di fronte a una sfida più grande e le sue ripercussioni metteranno maggiormente in pericolo la sicurezza, il che si ripercuoterà sull’economia sudcoreana.

Si può chiaramente vedere che Yun ha dato qualcosa agli Stati Uniti durante la sua visita, ma ciò che ne ha ricavato è invisibile.

Di conseguenza, la visita di Yun si è risolta in una bolla di sapone. Il suo corteo era lungo ma non vi si sono scorti né interessi né futuro. Le crepe dei nostri affari si sono, come sempre, approfondite, e le tensioni nella penisola coreana si aggravano a causa delle restrizioni imposte dagli USA.

Osservando che Yun ha posto enfasi sulla “diplomazia basata sui valori” nei suoi colloqui con Biden durante il suo viaggio negli Stati Uniti, nel suo discorso al Congresso e in altre occasioni di alto profilo, schierandosi con gli USA allorché si soffermava sulla questione dei rapporti con questi ultimi e su questioni internazionali delicate come quelle di Taiwan e dell’Ucraina, la Yonhap News lo ha biasimato per aver creato un clima che porterà a precauzioni più serie da parte dei Paesi avversari degli Stati Uniti. Essa ha inoltre ricordato che la Cina lo ha ammonito a “stare attento a ciò che dice e a ciò che fa”, avvertendolo affinché “non si incammini per una via sbagliata e rischiosa”, considerato anche l’aumento della sua ansia su come gestire i rapporti con Cina e Russia.

Un membro della redazione è stato citato nelle sue affermazioni seguenti:

Yun è diventato talmente stupido da subordinare l’economia sudcoreana alla sicurezza, perseguitato dall’idea di una forte “alleanza” con gli USA. Lavora con gli occhi iniettati di sangue solamente per mantenersi al potere dipendendo dagli Stati Uniti.

Gli Stati Uniti sono un Paese che tende ad abbandonare i suoi alleati in qualsiasi momento, se è per i propri interessi. Ma Yun, già colpito duramente dalla sua umiliante diplomazia nei riguardi del Giappone, non ha fiatato sulle intercettazioni americane ma ha sostenuto gli USA, compromettendo in tal modo gravemente l’amor proprio della nazione.

La gente si infurierà per il suo atteggiamento di nascondersi dietro la schiena degli yankees, in nome del consolidamento del suo “potere”.

È unanimemente riconosciuto che i “colloqui al vertice” fanno schizzare alle stelle il consenso del partito al potere, ma i viaggi all’estero di Yun spesso e volentieri lo decurtano.

Yun ha messo in imbarazzo tutti col suo frequente uso dell’inglese in Corea del Sud. Forse pensa che parlare in inglese negli Stati Uniti possa guadagnargli una maggiore reputazione, ma ciò rivela unicamente il suo servilismo.

Come dice il detto, tutto fumo e niente arrosto. Si addice pienamente ai colloqui sudcoreo-americani.

Immaginatevi uno tutto contento per una scatola magnificamente decorata ma priva di contenuto.

Un corvo non diventa bianco se si lava tanto. Questo è esattamente il pensiero pubblico.

Il Kyunghyang Daily News, in un editoriale intitolato I colloqui per l’espansione dell’ombrello nucleare e la semina della “diplomazia unilaterale”, ha osservato:

È preoccupante la tendenza ad affidare tutto agli Stati Uniti. La Corea del Sud è sempre più legata a questi rapporti, tanto da non poter facilmente rifiutare una qualsiasi loro richiesta.

L’Hankuk Ilbo ha commentato quanto segue:

C’è una cosa che non possiamo tralasciare. Il “benvenuto” degli Stati Uniti non è gratis. Yun dovrebbe prestare ascolto alla diffusa preoccupazione pubblica per cui la “calorosa accoglienza” sarà seguita da una richiesta di “pagamento” e rendersi conto dell’intenzione degli USA nel rafforzamento della “alleanza di sicurezza economica” con la Corea del Sud.

Il Dong-a Ilbo ha pubblicato un articolo il quale ricorda che l’ufficio presidenziale fantoccio sudcoreano è finito nell’occhio del ciclone per la cocciuta percezione del suggerimento americano di rafforzamento della “deterrenza allargata”, che ha magnificato ed esagerato il significato della “Dichiarazione di Washington”.

Nell’articolo si nota:

Questo riporta alla mente il periodo in cui Yun fu immediatamente contraddetto da Biden per il suo lapsus a proposito del dibattito sulla “esercitazione nucleare congiunta” assieme agli Stati Uniti all’inizio di quest’anno. Si trattò nient’altro che di una tragicommedia prodotta da un errore nell’uso della terminologia ma questa volta la sua gaffe ha tradito una differenza lampante nella loro comprensione, risultando nell’offuscamento del tanto vantato “successo”.

Su alcuni giornali online fantoccio sudcoreani sono stati pubblicati articoli come Dalla bocca di Yun Sok Yol escono solo bugie, ancora una volta bersaglio della censura mondiale, Addio agli interessi e alla pace, restano il pericolo di guerra e il peggioramento del tenore di vita del popolo, Gli affari infruttuosi e la diplomazia dipendente di Yun, Il presidente che prende più a cuore il Giappone della sicurezza del popolo non serve a nulla, Yun torna con una bomba a orologeria, Yun, turista di USA e Giappone, non tornare e Il “governo” Yun porta lo spettro della guerra nella penisola coreana.

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Pyongyang, 4 maggio (KCNA) — La visita del traditore fantoccio Yun Sok Yol, che ha completamente svenduto la sicurezza, l’amor proprio e gli interessi nazionali agli stranieri, negli Stati Uniti, ha suscitato grandi ire, proteste e condanne non solo dai media ma anche dai circoli politici, accademici, religiosi e sociali in generale nella Corea del Sud fantoccio, nonché dai coreani d’oltremare.

Il giornale online Jaju Sibo ha pubblicato un articolo intitolato La “Dichiarazione di Washington” è un pasticcio da scartare, scritto dal direttore dell’istituto per la riunificazione negli USA.

Soffermandosi sul contesto in cui è stata adottata la dichiarazione e sulla sua pericolosità, esso fa notare:

Nella dichiarazione, l’impero americano ha promesso di schierare le sue forze nucleari strategiche in Corea del Sud più spesso di prima, il che richiede spese enormi. Detto ciò, è chiaro come la luce del sole che gli imperialisti americani si apprestano a scaricare il fardello delle spese incrementate per le esercitazioni di guerra mirate al nord sui loro servi. La dichiarazione è il peggior pasticcio, un documento artificiale volto a far sì che la Corea del Sud si accolli i costi faraonici dello schieramento dei mezzi d’attacco nucleare strategico dell’impero americano.

Chiunque sa che il ruolo e l’incarico del neonato “gruppo consultivo nucleare” sono gli stessi del “Gruppo Consultivo-Strategico per la Deterrenza Allargata”. L’impero americano ha formato un’altra organizzazione il cui nome reca la dicitura “nucleare” allo scopo di tranquillizzare il “governo” di Yun Sok Yol che trema per la paura della minaccia nucleare della RPDC verso il sud. Ma ciò la irriterà estremamente e aggraverà la già tesa situazione. Pertanto, la creazione del “gruppo consultivo nucleare” americano-sudcoreano è un colpo basso.

Se l’impero americano perpetrasse una provocazione nucleare contro il nord, quest’ultimo annienterà le zone cruciali dell’impero continentale mediante un attacco nucleare di rappresaglia speculare. Gli imperialisti non sono tanto stupidi da commettere una tale provocazione soltanto per proteggere i loro servi a rischio di sostenere un danno tanto immane.

Perciò, il discorso di Biden per cui l’impero americano risponderà immediatamente, in maniera soverchiante e decisiva all’attacco nucleare della RPDC sulla Corea del Sud non è altro che una “frase consolatoria” e una promessa indorata per calmare il disagio del “governo” Yun.

Qualora l’impero americano schierasse i propri sottomarini nucleari strategici nel Mar Meridionale di Corea, ciò provocherebbe non soltanto la RPDC ma anche la Cina e la Russia. A quel punto la RPDC, la Cina e la Russia lancerebbero operazioni militari per reazione. Lo schieramento progettato, da parte dell’impero americano, di un sottomarino nucleare strategico per il “governo” Yun è tanto autodistruttivo quanto aggraverà le tensioni.

Come abbiamo testé osservato, la “Dichiarazione di Washington” non è che dell’inutile spazzatura. Ammansire il “governo” Yun con una simile immondizia farà soltanto ridere il mondo e nulla più. La Casa Bianca farebbe meglio a gettare quel rifiuto nella pattumiera per salvare la faccia dell’impero americano.

Azione Civica, composta di organizzazioni cittadine e pubbliche di vari circoli nella Corea del Sud fantoccio ha fortemente denunciato i “colloqui” tra il traditore Yun e Biden e la “Dichiarazione di Washington” da essi fabbricata e pubblicata.

Ricordando che è sempre più forte il risentimento della gente in protesta contro i “colloqui” e la “Dichiarazione di Washington”, radice dell’inasprimento delle tensioni nella penisola coreana e nei dintorni, l’organizzazione ha notato in una dichiarazione:

I “colloqui” sono stati un’umiliazione per la Corea del Sud in quanto si sono svolti sulla base di ciò che vogliono gli Stati Uniti per il principio del primato del loro Stato, e un atto di sottomissione che ha istigato lo scontro tra blocchi tra gli USA, il Giappone e la Corea del Sud da una parte e la RPDC, la Cina e la Russia dall’altra, prendendo apertamente di mira il nord col pretesto del rafforzamento della “deterrenza allargata”.

Di chi è il “presidente” Yun Sok Yol?

La “Dichiarazione di Washington” è una “dichiarazione” aperta di aumento della pressione nucleare e delle minacce militari verso il nord, il che specifica l’impegno americano a difendere la Corea del Sud quale pressione nucleare e minaccia militare concrete, e non declamate, nei riguardi del nord.

Il risultato dei “colloqui” era scontato già prima della visita di Yun negli USA.

Costui si è inimicato la Russia e la Cina con le sue osservazioni sulle questioni ucraina e taiwanese. Ha lasciato la gente di stucco dicendo che «è inaccettabile pretendere che il Giappone si inginocchi incondizionatamente per cose successe 100 anni fa» e ha definito le oltraggiose intercettazioni da parte degli Stati Uniti come «inevitabili».

La politica estera perseguita da Yun, imperniata sulla sua cieca diplomazia servile, venduta e sottomessa orientata alla “alleanza”, si è nitidamente manifestata anche nel suo discorso al Congresso degli Stati Uniti.

Yun, sturati bene le orecchie.

La “deterrenza allargata” non può impedire la guerra. Mettersi contro un Paese vicino per la gloria degli Stati Uniti non farà altro che intensificare il pericolo sulla penisola coreana invischiando la Corea del Sud in una disputa internazionale.

Ripetuti disastri diplomatici hanno già causato il deterioramento delle relazioni estere. Il peggioramento dell’economia e l’inasprito pericolo di guerra che ne conseguono hanno anch’essi un impatto sul tenore di vita della gente.

Non si può chiudere un occhio su una diplomazia così disastrosa e problematica come quella di Yun.

Non possiamo che chiamare Yun un traditore, dal momento che invoca il suo potere soltanto per gli Stati Uniti e punta a mantenerlo inginocchiandovisi, ignorante di una storia di più di 100 anni.

Puniamo il regime di Yun Sok Yol che ha creato il pericolo di una guerra.

Più di 110 professori dell’Università Femminile di Sookmyong, nella Corea del Sud fantoccio, hanno rilasciato una dichiarazione sulla situazione attuale, in protesta contro l’umiliante diplomazia di Yun.

Accusando quest’ultimo di misfatti come i “colloqui” in perdita totale, la risposta in sordina sulle intercettazioni americane, una diplomazia provocatoria che disturba la pace e aggrava il pericolo di guerra sulla base di una posizione divisiva di considerare tutti come nemici se non sono dalla sua parte e di indulgere in spese sociali e perdite economiche considerevoli destabilizzando la situazione della penisola coreana, i professori hanno fatto notare nella dichiarazione che, ogniqualvolta Yun glissa sulle sue gravi figuracce diplomatiche con la negazione dei fatti e scuse ridicole anziché spiegare e scusarsi responsabilmente, il “prestigio nazionale” e gli “interessi nazionali” da lui tanto professati ne escono gravemente compromessi col crollo del sostegno pubblico e della fiducia internazionale. «Sono stupefacenti il suo atteggiamento sfacciato e la sua ignoranza della Storia» hanno aggiunto, esortandolo a fermare immediatamente la sua diplomazia rovinosa e la sua amministrazione unilaterale.

Il “Consiglio delle Chiese Cristiane” fantoccio della Corea del Sud ha rilasciato un commento in opposizione alla “Dichiarazione di Washington” che porta il pericolo di una guerra nucleare nella penisola coreana.

Rammentando che la “dichiarazione” postula il rafforzamento della “deterrenza allargata” e la creazione di un nuovo “gruppo consultivo nucleare”, detto commento ha espresso gravi preoccupazioni per lo schieramento di un sottomarino nucleare strategico americano e per la politica statunitense di potenziamento della “deterrenza allargata” che aumenterà le possibilità di una guerra.

Affermando che le minacce militari, la corsa al riarmo e le esercitazioni di guerra non sono un modo per raggiungere la pace sulla penisola coreana divisa, esso ha fatto notare che è impossibile sbarazzarsi del pericolo di una guerra nucleare e del rischio di un conflitto se in cima alla lista delle opzioni si trovano le minacce militari e gli esercizi di guerra.

Il segretario generale della sede centrale di Seul della Confederazione dei Sindacati fantoccio della Corea del Sud, parlando a una manifestazione a lumi di candela a Seul in protesta contro la visita vendipatria di Yun negli Stati Uniti, ha detto che quest’ultimo sproloquia giorno e notte di “alleanza” con gli USA e il Giappone ma questa “alleanza” è soltanto tra questi ultimi due, in cui la Corea del Sud fa da paggetto e Stati Uniti e Giappone si dividono la torta, proseguendo:

Cos’è che la Corea del Sud guadagnerà davvero dalla “alleanza”? Non fanno che spolparci sia in patria che all’estero. Non ne possiamo più. È ora di finirla e di cambiare.

Persino figure politiche fantoccio sudcoreane criticano fortemente Yun Sok Yol, brutalmente deluse dalla sua inaudita sottomissione durante il viaggio.

Il capo del Partito Minju (democratico) lo ha biasimato per il suo comportamento umiliante, dicendo che non ha né protetto l’industria e il commercio della Corea del Sud, né preteso scuse dagli Stati Uniti per le sospette intercettazioni nel suo “ufficio presidenziale”, al contrario li ha assolti dal crimine, si è mostrato indifferente per le continue intercettazioni e si è limitato a “pagare il conto” riguardo alle questioni dell’Ucraina e di Taiwan durante la sua visita.

Il presidente del Comitato Politico del Partito Minju, sollevando dubbi circa il presunto “successo” ottenuto dal regime fantoccio di Yun durante la visita, ha detto che questi farebbe meglio a concentrarsi su come ricostruire in futuro l’economia e il commercio indeboliti anziché riempirsi la bocca di “grandi successi”.

Il principale portavoce del partito ha definito in un commento la visita di Yun «diplomazia su un carrello vuoto e rumoroso», «un piatto insapore» e «un vero fallimento», affermando che il popolo è rimasto estremamente contrariato al vederlo tornare a mani vuote. Ha esortato il “governo” Yun a prepararsi a un’accoglienza fredda da parte di quest’ultimo.

Un giurista del Partito Jongui (della giustizia) ha espresso preoccupazione per la “Dichiarazione di Washington”, sostenendo che potrebbe rivelarsi controproducente, portando un pericolo di guerra permanente nell’Asia nord-orientale. Ha aggiunto che avrebbe voluto dare un avvertimento scolastico [che la scuola dà allo studente dai voti o dalle presenze troppo scarsi] se avesse dovuto valutare la visita di Yun negli Stati Uniti.

«La situazione in cui la penisola coreana diventa per davvero un teatro di guerra», «Era meglio tornare proprio a mani vuote che portando una grossa bomba», «La gente è veramente preoccupata per i problemi futuri», «Non è esagerato definire i colloqui come i colloqui degli USA, dagli USA e per gli USA, la sicurezza è precaria e l’economia è precipitata», «È partito con la delegazione economica più folta di sempre ed è tornato a mani vuote», «È finita con una diplomazia d’inganno nei confronti del popolo oltre che di nessun guadagno», «Un servo svergognato», «Le restrizioni statunitensi sull’economia sudcoreana non sono state rimosse, anche se ha pienamente soddisfatto le richieste degli Stati Uniti confermandolo persino in un documento», «Ha fatto non quello che doveva fare, bensì quello che non doveva fare», «Il risultato della visita di Yun è forse un “successo per impressionare e basta”?».

In mezzo a un tale profluvio di accuse, un giurista del Partito Minju, ricordando che Yun ha perfino intonato una canzone americana in inglese davanti a Biden, ha detto: «Yun ha cantato una canzone che costa “150 trilioni di won” al bar karaoke più costoso di nome Casa Bianca».

Persino i coreani d’oltremare stanno alzando sempre più la loro voce in protesta e sberleffo nei confronti del traditore fantoccio Yun Sok Yol, assorbito nei suoi atti di tradimento e distruzione della pace mentre si inginocchia agli Stati Uniti.

In 56 città di 13 Paesi costoro hanno reso pubbliche delle dichiarazioni di protesta allorché il traditore Yun si è recato in visita negli USA.

Queste esigevano con vigore le dimissioni del “governo” Yun il quale ha portato la Corea del Sud alla bancarotta totale nel giro di un anno dopo la sua inaugurazione “presidenziale” con tali arbitrarie pratiche di disprezzo del popolo quali l’ignoranza, l’incompetenza, l’irresponsabilità, aggiungendo che «le sue dimissioni equivalgono alla salvezza e alla pace».

Durante il viaggio questuante di Yun, i coreani negli Stati Uniti hanno espresso la loro rabbia, affermando di non esser sicuri di cosa Yun faccia ovunque vada, ma che molto probabilmente avrebbe regalato ogni cosa agli Stati Uniti per tornare a mani vuote. Hanno fatto appello a costringerlo a dimettersi dal suo incarico, dal momento che da solo non lo farà.

5

Pyongyang, 5 maggio (KCNA) — I media cinesi e sudcoreani continuano a esporre e denunciare la pericolosità della visita del traditore fantoccio Yun Sok Yol negli Stati Uniti e le gravi conseguenze che ne deriveranno.

Il China News Service ha pubblicato un articolo intitolato Infuria la rabbia dopo la visita di Yun Sok Yol negli USA, nel quale si svela la natura criminale della “Dichiarazione di Washington”.

«L’anello centrale della “Dichiarazione di Washington” risiede nell’espansione delle consultazioni americano-sudcoreane sulla crisi nucleare, lo svolgimento di un maggior numero di esercitazioni militari e addestramenti simulati, la creazione del Gruppo Consultivo Nucleare (GCN) e l’invio più frequente di risorse strategiche americane nei pressi della penisola coreana» ha detto l’articolo, proseguendo:

Il GCN consente agli Stati Uniti e alla Corea del Sud di attuare una cooperazione strategica, ivi inclusa la condivisione nel campo del nucleare, col pretesto di far fronte alla “minaccia nucleare” della RPDC. Tali contenuti non facevano parte del concetto di “deterrenza allargata” in passato.

La “Dichiarazione di Washington” non favorisce la stabilità della situazione regionale.

Il direttore esecutivo della facoltà di relazioni internazionali dell’Università di Nanchino ha commentato che la “Dichiarazione di Washington” ha offerto “legittimità” al verosimile schieramento di missili nucleari a raggio intermedio in Corea del Sud da parte degli Stati Uniti e ha reso possibile l’attuazione di un coordinamento e una comunicazione politici a tal riguardo.

Un professore dell’Università di Jilin ha detto che la cooperazione americano-nippo-sudcoreana è una parte della strategia americana di costruzione di una nuova NATO nella regione dell’Indo-Pacifico, aggiungendo:

Gli Stati Uniti si apprestano a espandere le esercitazioni militari congiunte con la Corea del Sud, rafforzare la “cooperazione difensiva” col Giappone e la Corea del Sud e formare il “triangolo meridionale” per i futuri problemi della penisola coreana.

Il rafforzamento della cooperazione trilaterale influirà grandemente sulla situazione della sicurezza regionale e provocherà forti risposte da parte dei Paesi vicini.

Qualora dovesse gradualmente formarsi e mantenersi stabilmente una struttura di nuova Guerra fredda nell’Asia nord-orientale, i blocchi andrebbero a impantanarsi in un conflitto pericoloso.

Il Huanqiu Shibao cinese, in un articolo intitolato Sperare nella pietà di Washington significa l’assenza di libertà per la Corea del Sud, ha fatto notare che la gratitudine, la piaggeria e il servilismo continui di Yun Sok Yol verso gli Stati Uniti si basano in realtà su una percezione distorta di ciò che Washington è.

Lo scopo fondamentale del cosiddetto sostegno, aiuto e protezione della Corea del Sud da parte degli Stati Uniti non è in realtà il bene di quest’ultima, bensì, piuttosto, il mantenimento e il soddisfacimento degli interessi nazionali americani. La Corea del Sud non è altro che uno strumento che gli Stati Uniti usano per preservare e realizzare i propri interessi, ma Yun erroneamente vede ciò come sostegno e assistenza da parte loro per la Corea del Sud.

Nonostante Yun Sok Yol abbia diretto una delegazione commerciale di alto profilo negli Stati Uniti, egli non ha raggiunto alcun accordo sostanziale con l’amministrazione Biden circa l’Inflation Reduction Act, il CHIPS and Science Act e altre questioni fondamentali come gli investimenti, le vendite di prodotti e l’aggiornamento delle tecnologie sudcoreane. Tuttavia, gli USA hanno incoraggiato Yun a continuare a servire i loro interessi.

Non è dato sapere se Yun, ingannato dagli americani, si calmerà una volta rientrato a casa, penserà e si renderà conto delle cosiddette promesse e del cosiddetto sostegno degli Stati Uniti, riflettendo approfonditamente sulle sue errate percezioni.

Indicando che Yun ha indebolito la posizione e il ruolo della Corea del Sud rimettendo tutti i suoi diritti alla sicurezza e allo sviluppo agli Stati Uniti e all’alleanza sudcoreo-americana, l’articolo ha ulteriormente spiegato:

Aver adottato una politica di schieramento dalla parte degli Stati Uniti non solo abbassa la posizione della Corea del Sud, ma la priva anche di uno spazio di manovra.

Il pensiero e l’approccio di Yun dimostrano in realtà una mancanza di fiducia e di coscienza indipendente. Agli occhi di Washington, ciò che importa è se la Corea del Sud possa essere utile agli interessi nazionali degli Stati Uniti. Pertanto, al fine di lusingarla, questi ultimi srotoleranno il tappeto rosso, facendole erroneamente credere di essere il loro “fermo” alleato.

«La cosiddetta garanzia di deterrenza allargata da parte degli Stati Uniti (il tanto vantato successo della visita di Yun in quel Paese) palesano ancora una volta la presa in giro e lo stretto controllo degli Stati Uniti nei confronti della Corea del Sud» ha detto l’articolo, aggiungendo:

La creazione del Gruppo Consultivo Nucleare tra la Corea del Sud e gli Stati Uniti, menzionato nella Dichiarazione di Washington, è fondamentalmente diversa dalla posizione e dalla funzione del Gruppo di Pianificazione Nucleare nella NATO, rendendo con ciò impossibile ogni paragone tra i due. Inoltre, questo sistema “consultivo” è simile al “Gruppo Consultivo-Strategico per la Deterrenza Allargata”, precedentemente istituito tra gli Stati Uniti e la Corea del Sud, per funzioni e contenuti, pertanto è difficile trovarvi una qualsivoglia differenza sostanziale. Parrebbe che vi siano vari dubbi e interrogativi in Corea del Sud riguardo alla creazione del GCN.

Nonostante ciò, Yun apprezza questo vuoto gesto come una gemma preziosa, assai emozionato, credendo che la Dichiarazione di Washington sia il più grande successo della sua visita e che le garanzie date dagli Stati Uniti possano dare alla Corea del Sud una sicurezza e una protezione sufficienti. Gli americani stanno ingannando Yun con belle parole, facendogli illusoriamente credere che gli Stati Uniti stiano proteggendo e sostenendo la Corea del Sud con la loro inaudita forza militare.

Yun è perfettamente ignaro del fatto che gli Stati Uniti stanno usando questo meccanismo consultivo per controllare e influenzare la sua “amministrazione”, impedendo alla Corea del Sud di agire scriteriatamente sulla questione nucleare e facendo sì che obbedisca pedissequamente al controllo e alle istruzioni statunitensi.

Le malaccorte parole e azioni di Yun volte a compiacere gli Stati Uniti e ad allinearvisi hanno creato rischi e problematiche per la Corea del Sud, rafforzando l’impressione che quest’ultima sia un loro vassallo.

I media locali fantoccio sudcoreani hanno anch’essi svelato e denunciato il vero volto di Yun Sok Yol quale traditore e servo degli americani.

Il Kimchon Ilbo della provincia del Kyongsang Settentrionale, in un articolo intitolato La belligeranza americana e la sottomissione del presidente Yun Sok Yol, ha detto:

Tra le crescenti preoccupazioni circa l’aggravamento del pericolo di guerra e il deterioramento dell’economia, un poeta ha satirizzato la Corea del Sud come “un campo di patate dolci infestato da cinghiali selvatici”, provocando le risate generali.

La “politica estera” di Yun è in grave pericolo. Questo ci ricorda dell’umoristica derisione della visita di Yun negli Stati Uniti da parte di un poeta, che ha paragonato quest’ultimo a un lacchè degli Stati Uniti che salta nelle fiamme della guerra, al colmo del suo servilismo di aver lasciato la sovranità alla mercé degli USA, dopo esser stato da questi derubato, pugnalato alle spalle e deriso in cambio della sua devozione nei loro riguardi.

Gli USA, che si professano uno “Stato liberaldemocratico”, hanno ucciso un quantitativo innumerevole di persone innocenti scatenando diverse guerre. Sono passati 250 anni dal 1775. Per più di 225 anni di quel lungo periodo, essi non hanno mai cessato di scatenare conflitti per costruirsi un Paese, espanderne il territorio, diventare una “superpotenza” e mantenere la supremazia mondiale.

Gli Stati Uniti sono l’imperialismo più bellicoso e oltraggioso al mondo.

La Corea fu liberata e divisa dopo la Seconda guerra mondiale. Tuttavia consideriamo gli Stati Uniti soltanto come benefattori e liberatori, anziché come principali colpevoli della divisione.

Per questo abbiamo insistito a chiamare le truppe americane che hanno occupato la Corea “esercito liberatore”, sebbene a quel tempo si presentassero come forze d’occupazione. Lungi, poi, dal criticare la guerra d’aggressione degli Stati Uniti in Vietnam, denunciata dal mondo intero, e la loro invasione dell’Iraq, cui l’ONU si oppose, abbiamo inviato truppe di volontari descrivendo tali guerre come miranti alla “libertà” e alla “democrazia”.

Come se tutto ciò non bastasse, Yun è dalla parte della malevola politica americana di contenimento della Cina, ivi inclusa la “Strategia indo-pacifica”, che rende la Cina un nemico e causa pure perdite economiche e crisi di sicurezza.

Il “successo” più grande e più importante della visita di Yun negli Stati Uniti sarebbe la “Dichiarazione di Washington”, la quale specifica la fornitura di un “ombrello nucleare” da parte di questi ultimi, ove qualmente essi intraprenderanno un’azione di rappresaglia qualora si verifichi un attacco nucleare alla Corea del Sud, e il frequente schieramento di caccia e sottomarini nucleari nei pressi di quest’ultima.

Non intensifica ciò, forse, il pericolo di guerra anziché promuovere la sicurezza?

Forse che il nord si ritirerà con la coda tra le gambe, o piuttosto svilupperà armi nucleari e missili più potenti dinanzi al frequente schieramento di risorse nucleari strategiche americane in Corea del Sud? Per impedire al nord di usare armi nucleari e missili, dovremmo porre fine alla guerra e firmare un trattato di pace. È dunque ragionevole intensificare le esercitazioni congiunte sudcoreo-americane?

Questi fanno asserzioni improbabili per cui non si può porre fine alla guerra perché il nord ha il nucleare. Ma perché non hanno accettato le sue proposte di termine della guerra e conclusione di un trattato di pace nel secolo scorso, quando il nucleare non ce l’aveva?

Fintantoché la Corea del Sud ricorrerà all’alleanza sudcoreo-americana, il nord e la Cina resteranno nemici per colpa della politica egemonica degli USA e le possibilità di riunificazione e pace sulla penisola coreana diminuiranno sempre di più, contrariamente al disavanzo commerciale e alle perdite economiche.

Questa è la situazione attuale dell’alleanza americano-sudcoreana. Mentre Yun segue ciecamente gli Stati Uniti, dando loro tutto, questi ultimi lo ignorano e lo disprezzano segretamente, trattandolo da “ospite di Stato” e offrendogli cene lussuose soltanto per le apparenze.

Questa è la cornice che fa da sfondo al detto diffuso per cui “la Corea del Sud è il 51esimo Stato degli USA” e “il nord è il nemico che gli USA rispettano mentre la Corea del Sud è l’alleato che disprezzano”.

6

Pyongyang, 6 maggio (KCNA) – Vi è una crescente preoccupazione per il grave impatto sulla pace e la sicurezza della penisola coreana, della regione e del mondo causato dall’estremo servilismo del traditore fantoccio Yun Sok Yol nei riguardi degli Stati Uniti.

Il Global Times cinese ha citato le parole di un analista per le quali «la politica smaccatamente filoamericana di Yun potrebbe diventare un incubo per la Corea del Sud, le cui perdite supererebbero i guadagni».

Il giornale ha detto che «il nuovo accordo di deterrenza nucleare della Corea del Sud con gli Stati Uniti, che potrebbe consentire a Washington di inviare un sottomarino dotato di un missile balistico nucleare in Corea del Sud, ha attirato forti critiche da parte dei Paesi vicini».

Ha poi proseguito:

Gli esperti hanno detto che schierare armi nucleari nella penisola coreana è un atto estremamente pericoloso e provocatorio nei confronti della Cina, della Russia e della Corea del Nord, e che Washington e Seul si troveranno di fronte a una rappresaglia a livello strategico che potrebbe innescare un’altra crisi nucleare nella regione.

Un esperto militare ha affermato che la strategia americana di “deterrenza allargata” non mira a difendere l’alleato sudcoreano ma è un approccio volto a utilizzare lo sviluppo militare nordcoreano come un pretesto per schierare risorse strategiche statunitensi, tra cui armi nucleari, per imporre maggiori pressioni strategiche alla Cina, alla Russia e alla Corea del Nord.

Questo non porterà niente di buono per la denuclearizzazione della penisola ma peggiorerà la situazione e, inoltre, minaccerà seriamente la sicurezza della Cina, della Russia e della Corea del Nord. Analogamente a quella europea, gli Stati Uniti usano verosimilmente la questione nucleare della penisola coreana per provocarne un’altra in Asia, ma la Cina e la Russia non lo permetteranno.

Qualora Seul ignorasse tali avvenimenti ed eseguisse pedissequamente gli ordini americani per la “deterrenza allargata” nella regione, la Corea del Sud affronterebbe molto probabilmente una rappresaglia, dicono gli esperti. Ciò potrebbe trasformarsi in un “incubo” per Yun e il suo Paese e la protezione e gli investimenti forniti dagli Stati Uniti non compenserebbero la perdita che Seul soffrirebbe tanto in termini di economia come di sicurezza, hanno notato.

Costoro hanno sostenuto che le ultime affermazioni di Yun confondono completamente il giusto e l’errato e la sua politica sempre più fanaticamente filoamericana potrebbe destabilizzare la penisola coreana, e che la cosiddetta “deterrenza allargata” provocherebbe soltanto Pyongyang a mettere in pratica il suo principio di “forza contro forza, scontro frontale per scontro frontale”.

«Sono le esercitazioni militari americano-sudcoreane ad aggravare le tensioni regionali», ha detto il giornale cinese, citando le parole di un’analista straniero di questioni coreane in un dibattito televisivo su China Global TV Network; «L’opposizione pubblica alla strategia diplomatica di Yun è rampante. La Corea del Sud non otterrà niente dal suo squilibrato atteggiamento diplomatico interamente dipendente dagli Stati Uniti».

La rivista russa Affari Internazionali ha pubblicato il seguente articolo, intitolato USA e Corea del Sud: deterrenza nucleare contro la RPDC anziché dialogo, ad opera di un ricercatore senior dell’Istituto Cina e Asia Moderna dell’Accademia russa delle Scienze:

La visita di Yun Sok Yol negli Stati Uniti era stata meticolosamente preparata da tempo.

I risultati della visita, tuttavia, si sono rivelati insoddisfacenti.

L’argomento principale dei “colloqui” è stato la “deterrenza” contro la RPDC, il che non migliorerà affatto la situazione della sicurezza nell’Asia nord-orientale.

Gli Stati Uniti e la Corea del Sud stanno progettando di formare al più presto un “Gruppo Consultivo Nucleare” bilaterale, di iniziare in tal modo a discutere i piani nucleari e strategici, condurre frequenti addestramenti militari nel campo della deterrenza nucleare nella penisola coreana e, allo stesso tempo, far attraccare regolarmente nei porti sudcoreani i sottomarini nucleari strategici americani dotati di missili balistici nucleari.

È la prima volta in 40 anni che si presenta una situazione simile.

Abbastanza stranamente, Biden ha sottolineato che “gli Stati Uniti mirano ad aprire una breccia diplomatica nei rapporti con la RPDC”, per quanto riguarda i risultati dei recenti “colloqui”. Tuttavia, a prescindere dalla breccia che possano aprire, l’obbligo nucleare americano verso la Corea del Sud non ne sarà influenzato. Peraltro, egli ha apertamente minacciato la RPDC.

Come abbiamo appena visto, l’amministrazione Biden sta agendo in direzione completamente opposta alla ricerca di colloqui sulla costruzione di una fiducia militare.

In conclusione, la visita di Yun Sok Yol negli Stati Uniti ha mostrato che questi ultimi e i loro seguaci hanno fatto un grosso passo indietro per quanto concerne la questione della sicurezza nella penisola coreana e nell’Asia nord-orientale.

Il China Daily, in un articolo intitolato Washington irretisce Yun in una trappola geopolitica, ha detto che la visita di Yun Sok Yol negli Stati Uniti potrebbe avere impatti a lungo termine sul futuro della penisola e della regione e, forse, persino su quello del mondo.

Esso ha commentato che la “Dichiarazione di Washington” e il “comunicato congiunto”, che Yun ritiene un “abbondante raccolto”, si presentano come potenzialmente letali, e vi sono recriminazioni per le quali egli potrebbe aver sottomesso i semiconduttori, tra le altre cose, al controllo americano.

«A meno che il nuovo accordo non venga interamente ritirato, esso assesterà un duro colpo all’economia sudcoreana, oltre ad avvelenare i suoi rapporti generali con la Cina» ha detto il giornale, aggiungendo che esso ha fatto ulteriormente risucchiare la Corea del Sud nella strategia “indo-pacifica” americana.

I media e gli esperti fantoccio sudcoreani stanno anch’essi alzando sempre più la voce, denunciando la visita del traditore Yun Sok Yol negli Stati Uniti come la visita guerrafondaia di un rinnegato, volta a trasformare la penisola coreana in un teatro di guerra nucleare.

Il giornale sudcoreano Hangyore ha messo in evidenza che la regolare esibizione di mezzi strategici americani che fanno il loro ingresso nella penisola coreana non fungerà da “deterrenza allargata” ma da “crisi allargata”.

Ricordando che lo schieramento di un sottomarino nucleare strategico americano è stato confermato dalla “Dichiarazione di Washington” di alto profilo, il giornale ha citato il comandante della flotta aerea statunitense del Pacifico il quale ha detto, in un’intervista coi media giapponesi, che i caccia strategici degli USA condurranno regolarmente operazioni all’interno e nei dintorni della penisola e atterreranno in Corea del Sud.

«Non è normale che un sottomarino nucleare strategico operi sott’acqua e in superficie ed entri in un porto sudcoreano, e che un caccia nucleare strategico operante in aria atterri sul suolo sudcoreano» ha detto, suscitando la preoccupazione che una simile azione militare da parte degli Stati Uniti e della Corea del Sud susciterà una dura reazione da parte dei Paesi vicini e approfondirà le tensioni e le crisi.

Un membro dell’esecutivo di Solidarietà per la Cultura, della Corea del Sud fantoccio, ha detto che Yun sembra si impegni al solo proposito di rendere la Corea del Sud “un paese necessario agli USA”, a dispetto della sicurezza del popolo, della stabilità geopolitica, della pace sulla penisola e delle rappresaglie da parte dei Paesi vicini e di molti altri fattori, citando opinioni pubbliche per cui il “disastro diplomatico” del regime di Yun continua e si caratterizza come una “diplomazia autolesionista”. Il membro ha notato che i media stranieri, gli esperti di diplomazia e sicurezza e persino i conservatori filoamericani in Corea del Sud sono rimasti di stucco per il comportamento di Yun.

I siti internet sudcoreani pullulano di articoli che deridono la visita di Yun negli Stati Uniti come una visita guerrafondaia mirante a completare l’alleanza triangolare americano-nippo-sudcoreana. Questi fanno appello a rovesciare il guerrafondaio filoamericano Yun che va in cerca di una guerra nucleare, commentando che costui si è guadagnato la cattiva fama per il suo governo del “male assoluto” intriso di servilismo filoamericano e filogiapponese, tradimento, corruzione, incompetenza, politica antioperaia e antipopolare, fascismo e bellicosità.

Altri censurano la sua visita, brandendolo come «un idiota schierato in prima linea col fucile in mano per attuare la strategia di guerra americana», dicendo che «se Yun viene lasciato al suo posto, scoppierà una guerra e la Corea del Sud verrà esposta a un diluvio di attacchi», «puntare la pistola contro una potenza nucleare e missilistica è un atto stupido come quello della pulce che si mette davanti al carro», «c’è da farsi due domande sul comportamento di Yun, che si fiderebbe persino di un ladro» e che «la recente visita negli Stati Uniti è il canto del cigno per Yun».

Il rotocalco digitale La voce di Seul si è fatto beffe della miserabile situazione del traditore Yun, in difficoltà per il suo atto scellerato, affermando:

Esteriormente il partito al governo sembra essere indifferente alla diplomazia remissiva di Yun verso il Giappone e alla sua esagitata retorica sulla “ferrea fiducia” negli Stati Uniti a proposito delle loro intercettazioni, ma al suo interno è irrequieto e si lamenta con profondi sospiri. In meno di un anno di governo Yun ha mandato a rotoli ogni cosa. L’economia è crollata sotto il peso dei crescenti debiti.

Egli va reclamizzando i suoi considerevoli successi della visita negli Stati Uniti, ma ciò che ha ottenuto non è buono come sembra.

Sembra aver fatto male i suoi conti pensando che tutto sarebbe andato bene stringendo la mano a Kishida e a Biden. Ma non si può trattenersi dallo sbadigliare al pensiero di cosa debba aver convinto Yun e il partito al governo della vittoria alle “elezioni generali” del prossimo anno.

Chi vota è la gente di questa terra, non Kishida e Biden.

Il partito al governo è furioso perché Yun ha oltrepassato il limite. Per forza: egli sta rovinando persino l’economia, la diplomazia e la sicurezza.

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Un pensiero su “La visita del traditore fantoccio Yun Sok Yol negli Stati Uniti attira censure, beffe e preoccupazioni

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