Lo scontro tra autosufficienza e sanzioni

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo articolo giuntoci dall’ufficio europeo dell’Associazione Coreana Pubblicazioni e Scambi.

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Nella Repubblica Popolare Democratica di Corea, la V sessione plenaria del VII Comitato Centrale del Partito del Lavoro di Corea si è svolta nel grande interesse del mondo.

In questa riunione Kim Jong Un, Presidente del PLC, ha detto che lo scontro tra RPDC e USA che si è esteso a cavallo di due secoli è divenuto un chiaro scontro tra autosufficienza e sanzioni.

I colloqui al vertice tra la RPDC e gli USA hanno avuto luogo in tre occasioni e al Vertice di Singapore è stata adottata la Dichiarazione Congiunta del 12 Giugno, volta a instaurare un nuovo rapporto tra i due paesi. Tuttavia, le attuali relazioni tra RPDC e USA sono a un punto morto. Gli USA stanno intensificando le sanzioni generali e le minacce militari contro il loro interlocutore, perdendo tempo dietro la maschera del dialogo pacifico e dei negoziati. Il comportamento doppiogiochista degli USA rivela la vera natura della “strategia di pace” nello stile americano. In breve, la vera intenzione degli USA è di sfruttare i colloqui con la RPDC, che riflettono le aspirazioni alla pace di quest’ultima e del mondo, per raggiungere i propri secondi fini politici e diplomatici per le prossime elezioni presidenziali e la stabilità degli affari statali, e per soffocare e schiacciare completamente il paese attraverso sanzioni più dure.

Nella situazione attuale, Kim Jong Un ha convocato la riunione, l’intento principale della quale è lanciare un’offensiva frontale per difendere la sovranità, il diritto all’esistenza e la sicurezza del paese e aprire una fase di svolta. Questa è la ragione per la quale le attuali relazioni tra RPDC e USA si sono tramutate in uno scontro a tutto campo tra autosufficienza e sanzioni.

Tra le sanzioni e il blocco peggiori di sempre, la RPDC ha conquistato una vittoria autosufficiente dopo l’altra. Ciò dice molto sulle prospettive di questo acuto scontro.

Alla fine dell’anno scorso il paese ha completato i progetti di costruzione della città di Samjiyon, della stazione termale di Yangdok, della fabbrica vegetale in serra e del vivaio di Jungphyong e la diga di Phalhyang della centrale elettrica di Orangchon. Il settore agricolo ha superato i livelli massimi annuali nonostante le condizioni climatiche sfavorevoli. La costruzione dell’area costiera Wonsan-Kalma, della fabbrica di fertilizzante fosfatico di Sunchon, della centrale elettrica di Tanchon e altre sono state portate avanti e si sono raggiunti successi in tutti i settori dell’economia nazionale, come nelle industrie metallurgica, estrattiva, edile e leggera. Tutto ciò costituisce un colpo mortale sferrato alla teoria dell’onnipotenza delle sanzioni.

Sin dalla comparsa della parola sanzioni nel mondo attuale, nessun altro paese ha mai sofferto, superandoli così caparbiamente, di sanzioni e di un blocco tanto aspri come la RPDC. Il corso di sviluppo della RPDC, che aspira a costruire un fiorente paese socialista, dimostra che il paese non si piegherà mai alle sanzioni, e che più intense saranno queste ultime, più fermi saranno lo spirito di autosufficienza e la volontà del suo popolo di costruire una potenza indipendente.

Kim Jong Un sta aprendo brecce nella catena delle sanzioni e inaugurando una fase di svolta nella costruzione di un potente Stato indipendente attraverso campagne di massa per incrementare la produzione e praticare l’economia, oltre che ponendo l’economia nazionale su una base orientata al Juche, moderna, informatica e scientifica, riciclando e prestando attenzione alla scienza, alla tecnica e ai talenti. La sua eccezionale direzione e l’unità unanime del popolo coreano, unito fermamente attorno al suo leader, sono la sorgente della forza con la quale compiere miracoli nello scontro a tutto campo tra autosufficienza e sanzioni.

Alla sessione plenaria Kim Jong Un ha detto che il popolo coreano ha imparato a vivere coi propri mezzi, ad affrontare i nemici e le difficoltà e a difendere la propria dignità e i propri diritti in un contesto protratto e inclemente come mai si è visto nella storia. Ha chiarito che difendere la dignità del proprio paese e sconfiggere l’imperialismo conquistando la prosperità tramite l’autosufficienza e persino tirando la cinghia è la ferma convinzione rivoluzionaria del popolo.

Inalberando la consegna Sormontiamo tutte le difficoltà sulla nostra via con un’offensiva frontale!, data da Kim Jong Un, il popolo coreano conquisterà sicuramente la vittoria finale, frustrando le sanzioni delle forze ostili con la forza dell’autosufficienza.

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